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Come costruirsi un file system semantico in pochi passaggi

31 Gennaio 2005

Come costruirsi un file system semantico in pochi passaggi

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Tradizionalmente i computer memorizzano i nostri documenti secondo una struttura a cartelle, quindi gerarchica. E se volessimo invece archiviare i dati sulla base di parole chiave, interrelazioni tra loro, importanza, versioni diverse? Possiamo farcelo in casa, con software gratuito e una ricetta semplice

Siamo talmente abituati ad archiviare i nostri file e documenti nelle cartelle del computer che ormai questa ci sembra l’unica forma di catalogazione. Ma quando i documenti diventano davvero tanti, iniziamo a porci il problema. Forse ci ricordiamo il nome del file, e usiamo la ricerca nel file system. Ma nella maggior parte dei casi facciamo delle ricerche empiriche tra le varie cartelle. In realtà la nostra mente non funziona in modo tassonomico ma relazionale. Non archiviamo i nostri concetti in tante caselle separate e uniformi, bensì istituiamo relazioni tra di essi, li cataloghiamo per parole chiave, ricordiamo la storia di questi concetti e l’evoluzione che li ha portati a nascere dall’unione di idee diverse. Detto così sembra che il processo sia troppo eterogeneo rispetto al funzionamento di un computer per poterlo ricostruire. In realtà, con alcuni ingredienti reperibili gratuitamente e una ricetta abbastanza semplice, possiamo costruire un prototipo di file system semantico, ovvero di ambiente in cui creare, memorizzare e ricercare i nostri documenti basato non su una architettura gerarchica (come la struttura ad albero delle cartelle) ma sugli elementi semantici che caratterizzano i contenuti stessi, come il titolo, le parole chiave, le relazioni tra i contenuti. La chiave per farlo è nei wiki. Vediamo come.

Ingredienti

  1. Un server Web che supporti PHP, per esempio Apache
  2. Il linguaggio PHP
  3. Un motore di wiki come DokuWiki

Gli ingredienti 1 e 2 non sono completamente banali ma sono facilmente reperibili e anche di semplice installazione. Il punto migliore e più facile da cui partire è il progetto AppServ dove è possibile scaricare gratuitamente un programma di installazione che configurerà automaticamente il computer con server Apache, PHP e MySQL (un server di database che torna sempre utile).

Il terzo ingrediente è qualcosa di meno noto, anche se su queste pagine se ne è già parlato diffusamente. Un wiki è uno strumento nato in ambiente distribuito, per facilitare la collaborazione tra persone diverse che producono documentazione relativa a un progetto comune. Benché tragga origine dalla facilitazione della collaborazione tra più persone, lo stesso strumento può agevolare il lavoro di un singolo, inteso come la collaborazione con sé stesso in tempi diversi.

Il wiki funziona interamente attraverso interfaccia Web. Sul nostro computer quindi creeremo un ambiente client/server. In superficie, il browser visualizzerà il risultato di tutte le nostre operazioni e ci consentirà di interagire con i contenuti. In uno strato sottostante, il server Web elaborerà queste operazioni memorizzando o recuperando i risultati dal sistema. Il tutto su un computer singolo, senza (per il momento) far intervenire logiche di rete. Per chi ritiene che il sistema sia inutilmente complesso, basti ricordare che qualunque sistema operativo funziona secondo una logica client/server, dove l’interfaccia grafica comunica con i servizi sottostanti richiedendo l’esecuzione di operazioni.

In un confronto con Windows, il browser rappresenta il desktop, ovvero l’interfaccia grafica con il file system. Il wiki, invece, rappresenta sia l’editor sia lo strumento di ricerca dei contenuti.
Sono disponibili moltissimi motori di wiki diversi, di cui l’esempio più complesso è MediaWiki, il motore che permette all’enciclopedia online di funzionare e di continuare a crescere. DokuWiki (scaricabile gratuitamente dal sito) è un ottimo compromesso tra potenza e semplicità.
I vantaggi di un motore wiki sono diversi. Vediamone alcuni.

  1. Sistema costruito nativamente sui link, ovvero sulle relazioni, tra i contenuti. I siti web basati su wiki sono siti a elevata ipertestualità. Questo perché il sistema semplifica e incoraggia l’uso di collegamenti tra documenti (pagine) diversi. Un link viene creato con una sintassi semplicissima e, nel momento stesso in cui creiamo il link, acquista esistenza anche il documento collegato, anche se inizialmente sarà vuoto.
  2. Organizzazione categoriale e non gerarchica. La chiave è proprio quella di aver abbandonato la struttura gerarchica ad albero. Un wiki è un insieme di pagine o documenti collegati, ma non esiste una home page. Ogni pagina ha eguale importanza e i percorsi di navigazione sono quelli che creiamo noi a livello strutturale (relazioni) o semantico (parole chiave e categorie). La presenza inoltre di un motore di ricerca full text, quindi non solo sul nome del documento ma su tutto il contenuto, è estremamente importante.
  3. Sintassi semplificata. La redazione di documenti in un wiki viene generalmente fatta con editor che si basano su semplici sintassi per assegnare formattazione o valore semantico al contenuto. Una parola in grassetto potrebbe essere indicata *così*, un titolo in questo modo === Titolo === e così via. Dopo tanti anni di editor WYSIWYG, si torna alla codifica sintattica. È un sistema estremamente efficiente per chi scrive parecchio testo e non ama abbandonare la tastiera per raggiungere con il mouse remote voci di menu.
  4. Gestione automatica delle versioni. Senza aggiungere lavoro da parte nostra, il sistema si ricorderà di tutte le versioni di uno stesso documento, mostrandoci le differenze (aggiunte, cancellazioni, modifiche) e la data in cui sono state apportate. Quante volte abbiamo salvato lo stesso file con nomi diversi per ricordarci l’ultima versione e non perdere quelle precedenti? Una moltiplicazione inutile di file. Il documento è uno solo, sono le versioni che si differenziano.
  5. Predisposizione a un ambiente di gruppo. L’integrazione con ambienti di lavoro distribuiti è oggi considerato un plus di tutti i sistemi. Microsoft ne fa un cavallo di battaglia dell’ultima versione di Office (e parzialmente anche di quella precedente). I sistemi operativi sono da anni ormai entrati in una logica di rete. I wiki nascono in rete e sono immediatamente pronti per una eventuale evoluzione workgroup.

Se la vostra curiosità è stata stuzzicata a dovere, potete iniziare l’esperimento. Installate il sistema webserver/wiki sul vostro computer e iniziate a sperimentare. Vi accorgerete che il modo di gestire i contenuti, il modo stesso di scrivere sarà diverso. Dopo una fase iniziale di disorientamento, vi accorgerete che gli strumenti a disposizione sono estremamente più potenti. Potete scrivere in modo non sequenziale. Potete costruire relazioni dinamiche tra contenuti diversi. Potete creare percorsi logici che spezzano la sequenza statica di un testo tradizionale. State iniziando a scrivere in modo nuovo. Siete pronti per l’editoria digitale.

Per maggiori informazioni: Web Publishing con Blog e Wiki

L'autore

  • Alberto Mari
    Alberto Mari lavora col Web dal 1998. La passione per le tecnologie e una cultura umanistica l'hanno portato a occuparsi di editoria digitale e ebook.

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