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CinemaNow convince le major al grande passo

18 Ottobre 2006

CinemaNow convince le major al grande passo

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Non era ancora successo, ma con "The Fast and the Furious: Tokyo Drift" il lancio è avvenuto contemporaneamente online e nei negozi

CinemaNow è diventato il simbolo di una rivoluzione distributiva che potrebbe sconvolgere il segmento video statunitense. Lo scorso 26 settembre, su concessione della Universal Pictures, ha reso disponibile, in contemporanea con il lancio nei negozi, The Fast and the Furious: Tokyo Drift. Normalmente, negli Stati Uniti, un qualsiasi film prima sbarca nei negozi e poi dopo sei settimane o più viene reso disponibile (non sempre) online.

L’altra novità riguarda proprio la questione del Digital Right Management. Fino al 19 luglio CinemaNow era una piattaforma come tutte le altre, costretta dalle limitazioni del Drm Microsoft che non permette ai comuni player stand-alone la riproduzione. Ma, grazie all’acquisto di una tecnologia tedesca, adesso è possibile il burn-to-Dvd e la piena compatibilità, senza ovviamente permettere la duplicazione illegale.

«Abbiamo aperto una porta sul futuro… le major aumenteranno e ci diranno in quale data rendere disponibili i loro titoli da masterizzare», ha dichiarato Curt Marvis, Ceo di CinemaNow. Bisogna considerare il tutto, comunque, un vero e proprio test sul campo. «Aspettiamo la reazione dei consumatori e poi valuteremo. A naso la masterizzazione e la riproduzione su lettori standard è la strada da intraprendere per i prossimi anni», ha sottolineato Thomas Lesinski, dirigente della Paramount Pictures.

Gli attori del segmento, comunque, saranno cauti. Le ultime stime di PricewaterhouseCoopers sul mercato dei Dvd hanno confermato che nel 2005 la vendita ha generato 18 miliardi di dollari, ben 8 miliardi di dollari più dei botteghini dei cinema. «Se sei un movie studio che raccoglie più del 50% degli introiti dalla vendita dei supporti ottici potrebbe essere un azzardo buttarsi nel digital download», ha commentato Youssef Squali, analista di Jefferies & Co. Marvis, comunque non ha dubbi sul futuro. «Entro la fine di questa decade il business video cambierà totalmente. Il downloading sarà una cosa comune».

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