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Chiusa una clinica cambogiana che spacciava online un vaccino contro la SARS

10 Aprile 2003

Chiusa una clinica cambogiana che spacciava online un vaccino contro la SARS

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Più qualsiasi fenomeno tocca intere popolazioni, più si sviluppano attività speculative che sfruttano paura e speranza. La rete non è immune da questa stomachevole mercificazione dei sentimenti delle persone, come dimostra il caso della chiusura di una clinica cambogiana da parte delle autorità sanitarie di quel paese.

È toccato allo stesso ministro della Sanità, Hong Sun Huoi emettere il dispositivo di chiusura della clinica privata di Phnom Penh, che lasciava credere di possedere un vaccino contro la SARS, la sindrome respiratoria acuta grave o polmonite atipica.

In un messaggio pubblicitario largamente diffuso online, la clinica Elizabeth Polyclinic scriveva: “Allarme mondiale per la SARS” o, ancora, “Vaccinatevi immediatamente”.
Messaggio pubblicitario che ha provocato grande indignazione negli ambienti medici e diplomatici.

La Cambogia, non è lontana da Hong Kong, con la quale intrattiene relazioni economiche, città dove il virus ha colpito e continua a colpire duro, visto che ancora non è stato scoperto alcun vaccino contro questa malattia di provenienza cinese.

“Il ministro ha ordinato lunedì la chiusura di questa clinica – ha dichiarato alla AFP il segretario di stato cambogiano alla Sanità – che ha commesso un atto grave di truffa ed ha contravvenuto alla deontologia medica”.

Come vaccino, la Elizabeth Polyclinic offriva un antifebbrile classico, il Vaxigrip di cui “tutti gli stock erano stati venduti in pochi giorni al prezzo unitario di 50 dollari”, come ha dichiarato un impiegato: circa otto volte il suo prezzo di vendita.

Per ora, in Cambogia non si sono scoperti casi di SARS e sono state attivate cellule di sorveglianza e di quarantena a titolo di prevenzione.

Sono molte decine le cliniche private che esercitano senza licenza, come la Elizabeth Polyclinic, aperte in Cambogia soprattutto negli ultimi dieci anni. In questo paese, poi, più della metà delle medicine in circolazione sono contraffatte.

Malgrado non si siano avuti casi, la Cambogia soffre dell’embargo spontaneo a cui è sottoposta tutta l’Asia. Il ministro del turismo ha dichiarato che l’epidemia di SARS ha colpito duramente il settore del turismo, con un crollo del 42 % degli arrivi nel corso della prima settimana di aprile, rispetto allo stesso periodo del 2002.

Si tratta di un brutto colpo, visto che il governo cambogiano contava di arrivare entro l’anno alla cifra di un milione di turisti.

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