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Chi protegge gli internauti nella loro vita privata?

24 Giugno 2002

Chi protegge gli internauti nella loro vita privata?

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Internet e il mondo dell’informatica in generale, stanno vivendo un periodo schizofrenico riguardo alla tutela dei dati privati e alla privacy degli utenti.

Da un lato, i movimenti degli stati nazionali e delle organizzazioni sovranazionali per proteggere gli internauti da società troppo curiose: è recente l’interessamento della UE riguardo al servizio Passport di Microsoft.
È stato un portavoce della UE a dichiarare, a fine maggio, che l’Unione Europea sta studiando il sistema Microsoft di raccolta dei dati personali degli utenti europei su Internet. Lo scopo è scoprire se esistono incompatibilità tra la legislazione europea nel campo della protezione dei dati e la struttura di Passport.

D’altro canto, sono insorte molte organizzazioni non governative per la protezione della privacy degli utenti in tutto il mondo, per le nuove leggi sulla conservazione dei dati degli utenti e della possibile intromissione di organismi governativi nella vita “elettronica” dei cittadini.
Ultimo caso, la legge contro il cyberterrorismo approvata in Sud Africa.

Questa legge è stata fortemente contrastata dal settore privato, che si preoccupa di possibili ripercussioni non desiderate per quanto riguarda il commercio elettronico.
La legge, infatti, permette a ispettori nominati dal ministero delle Comunicazioni di controllare anche i contenuti dei siti e, se necessario, di procedere a eventuali sequestri.
Si tratta di un frutto della ratifica da parte del Sud Africa della prima convenzione internazionale sulla cybercriminalità, sottoscritta da altri trenta paesi.

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