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Cellulari: un problema per il Dna

27 Dicembre 2004

Cellulari: un problema per il Dna

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Lo studio Reflex, condotto da 12 gruppi di ricerca in sette Paesi europei, ha provato che le onde radio emesse dai telefonini sono dimostrate dannose

Questo quanto accertato da un nuovo studio finanziato prevalentemente dall’Unione Europea, che non ha provato che l’uso dei cellulari sia un pericolo per la salute ma ha concluso che sono necessarie altre ricerche per vedere se gli effetti riscontrati si registrino anche al di fuori del laboratorio.

Il progetto di ricerca, che ha richiesto quattro anni ed è stato coordinato dal gruppo tedesco di ricerca Verum, ha studiato l’effetto delle radiazioni sulle cellule umane ed animali in laboratorio. Dopo essere state esposte a campi elettromagnetici tipici del telefonini, le cellule hanno mostrato un significativo aumento di rotture nei fili singoli e doppi del Dna.

“Abbiamo riscontrato un danno permanente che si ripresentava in ogni nuova cellula generata”, ha dichiarato il capo del progetto Franz Adlkofer. Questo significa che il cambiamento si riproduce e queste cellule mutate sono considerate una possibile causa del cancro.

La radiazione usata nello studio era a un livello di “Specific Absorption Rate” (SAR) fra 0,3 e 2 watt per chilo. La maggior parte dei telefonini emette segnali radio di livello Sar tra 0,5 e 1 watt per chilo.

Adlkofer, dunque, sconsiglia l’uso di cellulari quando è disponibile un telefono fisso, e raccomanda l’uso di auricolari collegati ai cellulari tutte le volte che è possibile: “Non vogliamo creare panico, ma è meglio prendere precauzioni”, conclude.

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