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CD anticopia, Zanichelli risponde

14 Luglio 2004

CD anticopia, Zanichelli risponde

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Zanichelli risponde ai dubbi sui sistemi anticopia dei suoi dizionari su CD-ROM. Correzioni, chiarimenti e dati sul mondo dell'anticopia visto dalla prospettiva di chi di protezione ferisce per non perire

Qualche mese fa scrissi un articolo sui problemi causati agli utenti onesti dai sistemi anticopia presenti nei CD-ROM di dizionari ed enciclopedie e sull’obsolescenza dei media digitali. Citai in particolare il caso di un dizionario Zanichelli, la cui versione su CD-ROM datata 1998 era già diventata inutilizzabile a distanza di pochi anni, mentre quella cartacea restava leggibilissima.

Il problema derivava dal sistema anticopia, concepito per Windows 98 e incompatibile con Windows XP. Notai anche che la versione 2004 dello stesso dizionario, sempre a causa del sistema anticopia, era punitiva per l’utente: oltre a fare le bizze all’avvio, era necessario tenerla rumorosamente nel lettore di CD-ROM a meno di pagare altri 125 euro per la versione installabile su disco rigido, oppure più artigianalmente rischiare l’accusa di pirateria e usare Virtual CD o programmi analoghi. L’anticopia sui dizionari, insomma, ne favoriva l’obsolescenza rapida e ne penalizzava la fruizione da parte dell’acquirente legittimo.

Poco dopo fui contattato in proposito da Lorenzo Enriques, amministratore delegato di Zanichelli; ne nacque un carteggio online che alterne vicende mi hanno impedito finora di raccontarvi, apportando le necessarie correzioni a quanto avevo scritto.

Giusto per trasparenza e per non porgere il fianco alle malelingue: ho ricevuto da Enriques (iscritto alla mia newsletter da più di due anni) una donazione a titolo personale a sostegno delle mie pubblicazioni gratuite online. Preferisco dirlo, prima che a qualcuno venga il dubbio che ho preso soldi per fare pubblicità. Del resto, la mia scarsa prontezza nell’aggiornare l’articolo originale credo dimostri che la donazione non mi ha spinto a concedere a Zanichelli un trattamento di favore.

Correzioni

La prima correzione da fare riguarda l’obsolescenza prematura dell’edizione 1998 del dizionario, punto di partenza della mia indignazione informatica. In realtà l’edizione 1998 è sì utilizzabile anche sotto Windows XP; ma per usarla non si deve ricorrere alle funzioni di compatibilità all’indietro del sistema operativo Microsoft. Si usa invece l’apposito programma di consultazione sostitutivo, disponibile gratuitamente sul sito della Zanichelli e inviato sempre gratuitamente dall’assistenza clienti dietro semplice richiesta.

Abituato all’obsolescenza programmata tipica del software applicativo, ho dato per scontato che un CD-ROM datato 1998 non fosse stato aggiornato per XP (uscito tre anni dopo), in favore di una nuova edizione, come capita di solito. Non ho pensato di contattare l’assistenza clienti o di leggere fino in fondo la pagina informativa di Zanichelli. Mea culpa.

Tuttavia il principio dell’anticopia come fattore di obsolescenza resta valido. Infatti il programma sostitutivo risale a luglio del 2002, mentre XP fu presentato a ottobre 2001; quindi il sistema anticopia effettivamente causò una finestra di non usabilità di circa dieci mesi. Zanichelli, comunque, risolse il problema fornendo gratuitamente agli utenti che lamentarono il problema l’edizione aggiornata del dizionario, compatibile con XP. In altre parole, l’anticopia indusse l’editore a regalare agli utenti copie dell’opera protetta. Gesto lodevole, ma anche piuttosto ironico.

La seconda correzione riguarda le modalità d’acquisto: scrissi che non era possibile pagare la licenza per la versione non protetta usando una carta di credito. In realtà è possibile: per motivi non chiari, però, l’e-mail che ricevetti dall’assistenza clienti Zanichelli non ne faceva menzione, indicando anzi in termini piuttosto tassativi il bonifico bancario come unica modalità, e mi sono basato su quanto mi era stato detto: “Pagamento: anticipato con bonifico bancario contestualmente alla sottoscrizione dell’accordo di licenza.”

L’anticopia visto dall’interno

Chiariti questi due aspetti, lo scambio di e-mail mi ha consentito di conoscere meglio un punto di vista che raramente trova spazio online: quello di chi produce media digitali in un mondo dove questi media sono facilmente copiabili a scrocco.

Il problema, secondo chi sta dall’altra parte della tenue barricata costituita dai sistemi anticopia, è che lo scrocco è un’abitudine culturale generalizzata. Un certo livello di duplicazione abusiva sarebbe tollerabile e persino vantaggioso in termini promozionali, ma il livello attuale è così alto da strangolare il mercato; se non si protegge non si vende, perché scroccano tutti, ma proprio tutti.

I primi a dare il cattivo esempio sono coloro che dovrebbero educare i giovani al rispetto delle leggi, diritto d’autore compreso: “Il problema è che i nostri dizionari sono venduti soprattutto a studenti, non a traduttori e simili” nota Enriques. “Nulla di più facile che in una classe – magari con l’acquiescenza di un insegnante disattento – si facciano partire in sequenza i vari PC facendo circolare un unico CD al lancio del programma.”

È un fenomeno del quale purtroppo ho conferme personali proprio nel contesto scolastico. Il software, e più in generale qualsiasi cosa sia copiabile (compresi musica e film), viene visto come oggetto privo di valore proprio perché copiabile. Si è persa la percezione del lavoro che c’è dietro all’originale dell’oggetto copiato e del danno arrecato a chi lo produce e vorrebbe recuperare l’investimento fatto.

Gli informatici d’avanguardia potrebbero obiettare che ormai le cose stanno così e che sarebbe ora di trovare un modello commerciale che si adatti alla nuova situazione. È facile dirlo quando non c’è in gioco il mestiere che mette da mangiare in tavola, ed è un punto di vista che non tiene conto del fatto che il modello commerciale dell’editoria su carta si è in realtà adattato, almeno in parte, proprio con l’introduzione del CD-ROM.

Ogni transizione tecnologica comporta sofferenze, e un’azienda non si rivolta in un amen come un calzino; i ritmi frenetici di evoluzione ai quali ci ha assuefatto Internet non sono applicabili. Così per il momento gli editori preferiscono evitare la rivoluzione. E a quanto pare ci riescono: introducono sistemi anticopia che non sono certo impenetrabili ma comunque ostacolano quanto basta per consentire vendite accettabili. Chi invece non adotta l’anticopia schiatta. “Zanichelli vende ogni anno oltre 100.000 CD-ROM, prevalentemente nelle scuole” osserva Enriques. “I nostri colleghi editori che non proteggono e che consentono l’installazione su disco fisso lamentano invece il fatto di non vendere quasi nulla.”

Le cifre di Enriques sembrano smontare il mito diffuso fra gli informatici, secondo il quale l’anticopia non serve e basta appellarsi all’onestà dell’utente. Gli smanettoni sono abituati a pensare che basta una copia non protetta (o sprotetta) e fatta circolare per invalidare l’intero sistema anticopia. È concettualmente giusto, ma nella realtà quotidiana c’è sempre una massa di utenti che non ha le competenze necessarie per procurarsi la copia sprotetta (anche con i sistemi di file sharing) o realizzarla in proprio. Gli editori vendono a un pubblico che è in buona parte costituito da utenti non smanettoni, per cui è sufficiente una tecnologia anticopia anche blanda.

I sistemi anticopia, insomma, funzionano e permettono agli editori di CD-ROM di operare con margini pari a quelli dei dizionari su carta. Resta da vedere se con questo approccio potranno competere in futuro con le nascenti alternative completamente gratuite ai loro prodotti, come le Wikipediae i dizionari online liberamente consultabili.

In questo senso, Enriques non si sente minacciato dalle risorse online: “il problema di Internet è l’affidabilità”, dice; non ci si può affidare semplicemente a Google. Inoltre “non si sono mai vendute in Italia tante enciclopedie su carta come quest’anno”: quelle allegate ad alcuni quotidiani e settimanali hanno “superato complessivamente il mezzo milione di copie a volume, per un totale di oltre 15 milioni di volumi”. Per il momento, insomma, sembra proprio che la carta sia ancora dominante.

Equilibrio possibile

La necessità di tutelare l’investimento necessario per generare un’opera su CD-ROM è perfettamente comprensibile. Tuttavia mi sembra improbabile che si possa educare il consumatore al rispetto del diritto d’autore se lo si mortifica invece di rendergli più vantaggioso acquistare e usare la copia legale rispetto a quella abusiva. L’impressione che si ricava da casi come questo è che ci sia poca attenzione al bisogno di rendere i sistemi anticopia meno frustranti per gli utenti.

Nel caso specifico, per esempio, consentire l’installazione dei dati sul disco rigido e usare il CD-ROM originale come “chiave” necessaria soltanto per avviare il programma di consultazione sarebbe altrettanto efficace come soluzione anticopia ma meno penalizzante per l’acquirente onesto, offrendo tempi di consultazione assai più rapidi, rumorosità d’uso ridotta e soprattutto liberando il lettore di CD. Questo è infatti, secondo Enriques, il fastidio maggiormente sentito, ma le lamentele degli utenti sono “relativamente poche”.

Gli editori si trovano insomma alla ricerca di un equilibrio delicato fra efficacia del sistema anticopia e usabilità per l’utente legittimo; non per altruismo, ma per pragmatico calcolo. Infatti meno è fruibile un CD-ROM protetto, più l’utente viene invogliato a rivolgersi alla più flessibile copia pirata (che esisterà sempre) e quindi meno copie regolari si vendono.

Il guaio è che se l’utente preferisce imboccare la strada del fai da te e quindi non espone le proprie difficoltà agli editori, sarà molto difficile trovare quell’equilibrio. In questo senso, qualcosa si muove. Successivamente al mio articolo, Zanichelli ha elaborato una licenza plurima, disponibile prossimamente, che consente l’installazione su disco rigido di quattro dizionari ed un’enciclopedia a un prezzo fortemente ridotto rispetto a quello descritto nell’articolo precedente.

Sembra insomma che i disagi dei sistemi anticopia non si sconfiggano con la contrapposizione, ma con la collaborazione. L’importante è che l’utente si abitui a segnalare i problemi invece di incassarli e aggirarli. Parliamone.

L'autore

  • Paolo Attivissimo
    Paolo Attivissimo (non è uno pseudonimo) è nato nel 1963 a York, Inghilterra. Ha vissuto a lungo in Italia e ora oscilla per lavoro fra Italia, Lussemburgo e Inghilterra. E' autore di numerosi bestseller Apogeo e editor del sito www.attivissimo.net.

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