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Carly Fiorina e Walter Hewlett: la manager e il professore

21 Marzo 2002

Carly Fiorina e Walter Hewlett: la manager e il professore

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Lo scontro che si sta consumando all’interno di HP tra due visioni sul futuro dell’azienda ha due personaggi a capo della vicenda: Carly Fiorina, PDG e fautrice della fusione con Compaq e Walter Hewlett, erede di uno dei fondatori dell’azienda e contrario all’acquisizione.

La prima, 47 anni, ha già alle spalle una carriera folgorante e decine di copertine dei più importanti periodici americani. Un successo che potrebbe sgretolarsi sotto i “no” degli azionisti di HP.

Secondo il magazine Fortune è la donna manager più potente degli Stati Uniti, la sola ad essere alla testa di una delle 30 principali aziende quotate a Wall Street e il solo PDG di HP che non abbia fatto carriera dall’interno.

Chiamata a prendere le redini della compagnia nel giugno 1999, già aveva fatto discutere per la sua preparazione. Non una laurea in economia presa in una delle più prestigiose università americane, ma una laurea in storia medioevale e gestione.

Prima di arrivare ad HP, però, i media la celebravano come uno dei manager più brillanti della Lucent Technologies, il potente gruppo del settore americano delle telecomunicazioni.

Dopo l’uscita di Lucent dal giro AT&T, Carly si è vista conferire la direzione di una delle divisioni in più forte crescita, quella della fornitura di servizi, con un fatturato di circa 20 miliardi di dollari.

Dunque, arriva alla HP e se subito crea ammirazione, porta anche preoccupazioni e irritazioni per la sua riorganizzazione a tappe forzate di un gruppo, come HP, disperso in 130 gruppi di prodotti e prigioniero di un passato prestigioso.

L’unica cosa che riesce a bloccare il suo processo di “ricostruzione” di HP è la recessione e la brusca caduta della spesa per l’informatica delle aziende.

Ecco che allora si inventa una nuova carta da giocare e propone la fusione con Compaq, che, secondo lei, potrà dare ad HP il mezzo migliore per rivaleggiare con IBM, offrendo una gamma completa di prodotti e servizi.

È a questo punto che, a metterle i bastoni tra le ruote, salta fuori un nuovo ostacolo dal cognome prestigioso: Hewlett.

Walter, 52 anni, è il figlio di uno dei due fondatori dell’azienda e diventa il principale oppositore al processo di fusione con Compaq.

È il 6 novembre quando Walter Hewlett scende ufficialmente in campo e rifiuta pubblicamente il progetto di acquisizione.
Con un dottorato in musica e un diploma da ingegnere, Walter è prima di tutto un intellettuale e un filantropo, molto attivo nell’universo hi-tech della Silicon Valley.

Insegna a Stanford, la Mecca universitaria della Silicon Valley dove si sono laureati i due fondatori e molti dei dirigenti di HP, ma non ingegneria, musica e preferisce Bach alle scienze.

Già nel 1984, lancia il Centro di Ricerca in Scienze umane di Stanford assistito con computer, trasponendo opere di musica classica in un database informatico.

È lui che dirige la fondazione filantropica di famiglia William and Flora Hewlett, proprietaria di circa il 4 % di HP.

È membro del consiglio di amministrazione di HP dal 1987, cosa che gli ha permesso di accedere a numerosi particolari sulla genesi della proposta di fusione.

Di lui, la direzione di HP dice con disprezzo che è un “musicista e un professore” senza un reale senso degli affari, pur riconoscendo di aver sottovalutato la sua determinazione.

Chi sarà riuscito a convincere la maggioranza degli azionisti? La vulcanica e spietata Carly Fiorina o il professore e filantropo Walter Hewlett?
Comunque vada, questa è un’altra storia della recente vita dell’informatica e della sua industria.

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