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Cala in Toscana l’offerta di software illegale

17 Dicembre 2003

Cala in Toscana l’offerta di software illegale

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Secondo un'indagine di Microsoft, nelle province di Prato, Livorno e Firenze si segnala, tra i rivenditori, un significativo calo dell'offerta di software illegale rispetto agli anni passati

I dati delle tre province sulle quali i Mistery Shopper (compratori fittizi inviati da Microsoft) hanno effettuato i controlli sono confortanti: a Livorno solo il 10% dei rivenditori visitati ha proposto un’offerta irregolare, a Firenze e Prato la percentuale è addirittura inferiore, circa il 5%.

Il fenomeno della distribuzione di software duplicato abusivamente, si manifesta sempre più spesso con la pratica denominata hard disk loading (HDL): i rivenditori installano software privo di licenza d’uso sui PC che poi vengono venduti a consumatori e aziende a prezzi particolarmente allettanti.

I dati della campagna che Microsoft ha condotto a ottobre, in tre città della Toscana, evidenziano come Prato sia la provincia in assoluto meno colpita dal fenomeno dell’offerta di software Microsoft non originale: su 20 punti vendita visitati dai Mistery Shopper, solo 1 è risultato non in regola.

A Firenze, l’indagine ha coinvolto 39 negozi, solo 2 dei quali hanno attuato politiche commerciali che violano la legge sul diritto d’autore.

Infine, per quanto riguarda la terza provincia toscana coinvolta, Livorno, i dati dimostrano che, su 20 rivenditori visitati, 2 hanno offerto copie non originali. In totale, dunque, su 79 punti vendita coinvolti nella campagna, solamente 5 sono risultati non in regola, per un tasso medio di illeciti pari al 6,3%.

I dati rilevati nel corso dell’indagine sono ancora più significativi se comparati con quelli relativi alla media nazionale calcolata sulla base delle precedenti rilevazioni: illeciti per un buon 32%.

“Il dato relativo alla regione Toscana, emerso dalla campagna recentemente realizzata, va accolto con soddisfazione. Testimonia, infatti, una crescente presa di coscienza del valore del software originale e dei rischi che la pirateria informatica può comportare sia per le aziende che utilizzano prodotti non originali, sia per i rivenditori che ne effettuano la distribuzione”, ha dichiarato Norberto Didier, Direttore Antipirateria di Microsoft Italia.

La recente operazione condotta da Microsoft si inserisce all’interno di una politica aziendale che mira alla tutela dei consumatori e dei rivenditori onesti. Infatti, il software copiato illegalmente ha gravi impatti negativi sull’economia e sullo sviluppo del settore informatico; un comportamento conforme alla legge da parte di rivenditori e utenti permette, al contrario, di generare un insieme di benefici per il sistema socio-economico locale.

Uno studio realizzato nel 2003 da IDC per conto di Business Software Alliance, l’associazione dei produttori di software che ha lo scopo di combattere il fenomeno della pirateria informatica, ha stimato, infatti, che una riduzione pari al 10% della pirateria nel software entro il 2006 garantirebbe la creazione, in Italia, di 17.000 nuovi posti di lavoro nel settore IT e un incremento del gettito fiscale pari a 1,8 miliardi di euro.

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