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Briciole di baci

20 Gennaio 2000

Briciole di baci

di

Ovvero, l'arte di nominare i file. Ci sono i nominatori razionali e quelli tecnocratici; oppure i poeti, che non si adattano alle fredde regole della funzionalità

Non so chi di voi abbia mai badato, girando per la Rete, ai nomi che vengono dati ai file. I nomi dei file sono quelle lunghe liste di parole e numeri che appaiono nella finestrina del browser dove vien detto in che pagina si è finiti, o anche – durante la connessione – nella parte bassa dello schermo.

Il fatto è che un qualsiasi sito Web non è altro che una serie di file, ciascuno dei quali deve avere il suo bravo nome: la macchina ha bisogno di saperlo per portarvi dove volete arrivare. Per esempio, su questo sito https://www.apogeonline.com ci sono molte pagine; quella che state leggendo probabilmente si chiamerà art_141.html o qualcosa del genere, e questo è il nome del file html; al suo interno, ci sono altri nomi di file, che “chiamano” i diversi elementi della pagina, le immagini, i banner e così via.

Sul nome di questa pagina ho potuto fare solo un’ipotesi, perché questi nomi non sono dati da chi interviene, scrive articoli e via dicendo: sono una faccenda per programmatori, i nomi ai file li danno i tecnici e i webmaster, e ciò in genere avviene dopo che il contenuto è stato prodotto, e all’insaputa dell’autore.

La mia ipotesi su Apogeonline era facile, perché in questo sito c’è una certa consuetudine razionalista, per cui la directory in cui sta questo file è stata chiamata a suo tempo /riflessi/ (inizio del gioco: è una banale abbreviazione per “riflessioni”? gioca sull’ambiguità poetica, “riflessi” come immagine? Già si può andare avanti, ma aspettate…).

La stessa consuetudine razionalista con sussulti egualitari ha fatto sì che qui gli articoli siano freddamente identificati con “art XXX”, dove le X sono un numero; peccato per la vanità, magari a me sarebbe piaciuto un reviglio, ma qui siamo tutti uguali, e tutti un numeretto: bello, democratico e razionale.

Qui siamo al primo tipo di “nominatori di file”, tecnici simili all’Adamo della Bibbia, che “dava il nome alle cose”. Il primo tipo è, appunto, sobrio e razionale, anche se simile ai comuni mortali: usa parole o sigle abbastanza comprensibili, si vede un metodo con uno sfondo vagamente da studi umanistici. Ci si può immaginare una stanza più o meno normale, i computer sulla scrivania, qualche poster, giovanotti correttamente casual senza giungere al fricchettone, che stanno lì e si inventano i nomi.

Il secondo tipo di “nominatore di file” è più freddo, ha una mente esclusivamente matematica. I nomi dei suoi files sono cose tipo http://www.paperopoli.com/01af56/88806ad345/a_lpl_876 (non cliccate, l’ho inventato). Qui ci si immagina tutt’altro ambiente, una sala macchine con le luci artificiali, aria condizionata freddissima, blocchi per appunti con la pinzetta in cima come hanno gli ingegneri dei film americani. I “nominatori di file” potrebbero perfino avere il camice bianco (anche se, in omaggio al folclore Web, magari hanno l’orecchino).

Poi c’è il terzo tipo di “nominatore di file”, ed è quello che mi ha fatto venire in mente il gioco che vi proporrò tra qualche riga. L’altro giorno, su un sito serissimo e insospettabile, ho cercato il testo di una disposizione del Parlamento europeo. Ebbene, il file si chiamava (ometto il www.etc per discrezione) “bricioledibaci.html”. Folgorante.

Le briciole non c’entravano niente, i baci ancora meno. Chi era il nominatore, o la nominatrice, di file? Cosa immaginarsi? Stanza con pavimento di legno, computer con sopra una serie di puffi e sorprese dell’uovo kinder, tazza con tisana, matite nere con il temperino a manovella accanto? Oppure…

E poi, come si fa a farsi venire in mente, avendo sullo schermo una disposizione del Parlamento europeo, “bricioledibaci”? E cosa saranno mai queste affascinanti “bricioledibaci”? Chi ha inventato quel nome non ha commesso un qualche “web mistake” con cui in genere me la prendo sdegnato. Qui non c’è errore o danno per il visitatore del sito, c’è perfino (esagero?) il discretissimo regalo di un pizzico di poesia.

Ecco allora il gioco. Caccia alla poesia dei “nominatori di files”. Date un’occhiata alla finestra del browser, intercettate l’URL e mandatemelo via e-mail: sono diffidente, li voglio veri e verificabili; l’e-mail è [email protected] Prossimamente, m’impegno a segnalare i migliori. Intanto, al programmatore o webmaster ignoto, le mie affettuose “bricioledibaci”.

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