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Borse di studio in cambio di un anno di lotta contro il crimine informatico

08 Giugno 2001

Borse di studio in cambio di un anno di lotta contro il crimine informatico

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Il governo americano, preoccupato per una migliore protezione dei sistemi informatici negli Stati Uniti, offre da qualche tempo una borsa di studio agli studenti in cambio di un anno della loro vita al servizio della lotta contro il crimine informatico.

L’idea lanciata da Bill Clinton è stata ripresa dal governo attuale che, da maggio, offre agli studenti di pagargli gli studi nelle università più prestigiose, facendosi carico di una spesa di 25 mila dollari per anno per studente inserito nel programma.

In cambio, dicevamo, lo studente dovrà impegnarsi a lavorare per un anno prorogabile a due, in un progetto chiamato “Cyber Corps”, che ha il fine di lottare contro la pirateria informatica.

“Queste borse di studio inciteranno i giovani a entrare nel campo della sicurezza informatica e darà l’opportunità per esprimere il proprio talento”, spiega Rita Colwell, direttrice della National Science Foundation, l’ente che gestisce le borse di studio, citata dall’AFP.

La Casa Bianca ha stanziato circa 8,6 milioni di dollari per finanziare il progetto e per evitare quello che negli ambienti governativi americani viene definita una “Pearl Harbor digitale”.

Gli attacchi informatici, infatti, si stanno tramutando da strumento di rivendicazione della libertà sulla rete e vere e proprie armi.
Così, recentemente i cinesi hanno usato la rete per attaccare siti governativi e finanziari americani, che non hanno tardato nella rappresaglia.

Casi simili, poi, si sono avuti anche in occasione della guerra contro la Serbia e proseguono oggi nel conflitto israelo-palestinese, di cui abbiamo parlato in questa rubrica.

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