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Bocciata la donazione di Microsoft alle scuole: vittoria di Steve Jobs

17 Gennaio 2002

Bocciata la donazione di Microsoft alle scuole: vittoria di Steve Jobs

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Si chiama Frederick Motz il giudice che ha inferto un duro colpo a Microsoft, ritenendo non congruo l’accordo amichevole sottoscritto dall’azienda e dagli avvocati di milioni di consumatori americani.
L’accordo, lo ricordiamo, prevedeva la fornitura da parte dell’azienda di software e di computer per alcune scuole degli Stati Uniti.

L’accordo, del valore di un miliardo di dollari secondo i suoi artefici, era stato annunciato il 20 novembre scorso e avrebbe dovuto mettere la parola fine a più di 100 cause collettive di consumatori che si sentivano lesi dalle pratiche commerciali del gruppo.

Il giudice Motz è stato chiaro nella sua sentenza: l’accordo è insufficientemente finanziato e la donazione di Microsoft dei suoi software potrebbe essere percepita come una nuova manovra “appoggiata dal tribunale”.
Insomma, il giudice non vuole avere nulla a che fare con l’azienda.

Una sentenza che lo Stato della California ha letto con entusiasmo, visto che era uno dei più acerrimi e duri oppositori dell’accordo, che ha definito “inappropriato in comparazione ai surplus di costo che hanno dovuto patire milioni di consumatori”.

Dan Small, uno degli avvocati che ha partecipato ai negoziati con Microsoft e sentito dalla AFP ha dichiarato che avevano “lavorato duro” per arrivare a un accordo che avrebbe potuto essere di più largamente benefico.
“Siamo preparati ad andare in causa contro Microsoft”, ha aggiunto l’avvocato ribadendo che non ci sono, per il momento, altri progetti di negoziato.

Dal lato Microsoft, non si nasconde la delusione. Tom Burt, consigliere giuridico dell’azienda ha dichiarato che il gruppo sperava di uscire vincitore.
Infatti, alla fine di dicembre era stato lo stesso giudice Motz a chiedere alle parti di mettersi d’accordo e gli aveva concesso tempo fino al 10 gennaio.
Superata la data senza che ci fosse accordo, il magistrato ha reso nota la sua sentenza.

Al giudice non è piaciuta la forma presa dalla donazione di Microsoft e aveva, di fatto, sposato la causa di Steve Jobs, suggerendo alle parti che la donazione fosse fatta in denaro e che la somma fosse distribuita da una fondazione alle scuole sotto forma di sovvenzione.

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