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Bloccati i 13 server principali di Internet: le Cassandre l’avevano predetto

25 Ottobre 2002

Bloccati i 13 server principali di Internet: le Cassandre l’avevano predetto

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Adesso gli esperti di sicurezza informatica americani che prevedevano sfracelli e catastrofi, potranno esultare. Ciò che avevano previsto si è avverato con una precisione al 100 %. I tredici principali server della rete Internet sono stati attaccati.

Unica pecca nella previsione è stata che i server hanno resistito e l’attacco è fallito.

I primi a scomodare il terrorismo sono stati quelli di Gartner. Uno di loro, citato in una nota AFP, non ha esitato a dichiarare che questo attacco “assomiglia a quello che noi chiamiamo un cyberattacco terroristico”, concludendo che è fallito.

Infatti, continuano gli esperti, la maggior parte degli internauti non si è accorto di nulla, se non un rallentamento di una parte degli scambi di comunicazione mondiale, gestiti dai 13 server principali.

Naturalmente, adesso, si aspettano attacchi più distruttivi.
L’autore, o gli autori, dicono, con questo attacco hanno voluto imparare e capire, dunque aspettiamoci attacchi più “aggressivi”.

In seconda battuta, arrivano gli esperti della sezione anti criminalità informatica dell’FBI. Loro sono “al corrente” e si stanno occupando del caso.

L’attacco è durato due ore lunedì scorso (dalle 20,00 alle 22,00 GMT) ed è stata registrata una perdita del 10 % delle trasmissioni, contro l’1 % dei periodi normali: un attacco mirato” all’infrastruttura di Internet, secondo Matrix NetSystems.

Poi partono le similitudini. Dunque, questo attacco è simile ai tentativi intrapresi l’anno scorso per bloccare il sito Web della Casa Bianca, salvo poi ammettere che attaccare i server principali della rete è cosa più grave.

E qui arriviamo alla conclusione degli esperti, dove l’attacco viene affiancato al possibile intervento militare americano.

Secondo l’esperto di Gartner, anche se questo colpo sembra essere andato a vuoto, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi se, per esempio, gli Stati Uniti fossero stati in guerra e utilizzassero Internet per comunicazioni importanti.

Poi, un moto di orgoglio: questo tentativo, mostra come la rete sia capace di resistere a questi attacchi e anche se gli autori delle aggressioni fossero riusciti a bloccare l’insieme della rete mondiale, “non avrebbero potuto paralizzarla definitivamente”.

Dulcis in fundo, troviamo i colpevoli. E chi se non un pirata informatico o un militante di gruppi antiglobalizzazione, oppure un’organizzazione terroristica o uno Stato straniero non meglio identificato? Ma, aggiunge l’esperto, non lo sappiamo.

Ma, forse, potrebbe succedere, se… tutte parole che un esperto dovrebbe cancellare dal suo vocabolario e dare più certezze, senza creare allarmi o colpevolizzare senza uno straccio di prova.

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