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Bionda a ore 6… vai avanti tu che ti copro le spalle!

20 Aprile 2005

Bionda a ore 6… vai avanti tu che ti copro le spalle!

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Per conoscere in fretta nuove amiche, lasciate stare l'online e assumete una wingwoman, ci penserà lei a farvi rompere il ghiaccio

Per capire cosa sia una wingwoman forse è opportuno iniziare spiegando cosa sia un “wingman”.

Il nome deriva dalla terminologia militare aeronautica ed indica il compagno che, sull’aereo dietro di voi, vi “copre la coda” da attacchi nemici. Più di un amico quindi, un fratello di battaglie che vi salva la vita.

Per estensione il termine è arrivato ad indicare (almeno negli USA) l’amico con cui uscite la sera e che vi aiuta ad attaccare bottone con la bellissima sconosciuta che avete adocchiato nel locale.

Le donne adottano le contromisure

La strategia che giace dietro al concetto del wingman è che con l’aiuto di un amico si seduce molto più che da soli – anche se resta un problema: se la bionda diffida di un uomo, figurarsi di due… e quel che è peggio, potrebbe preferire il copilota al capopattuglia.

Ancora più preoccupante è che, in una naturale escalation bellica, il diabolico nemico ha ormai adottato opportune iniziative di difesa. Le signore o signorine in cui potreste incappare hanno ormai mangiato la foglia e capito il trucco del wingman; e come dice il creatore di Wingwomen, hanno sviluppato contromisure reattive per neutralizzare la missione d’acchiappo-supporto del vostro compagno d’armi.

Decollano le compagne di volo

Shane Forbes, un informatico trentenne nonché brillante spirito imprenditoriale, si è a un certo punto reso conto (sulla base di test effettuati personalmente sul campo) che le donne sono molto meno diffidenti se ad attaccare bottone sono altre donne. Folgorato dal potenziale di mercato di questa idea, ha creato wingwomen.com (a oggi attivo sulle piazze di New York e Miami).

L’idea è semplice: per 50 $ l’ora potete noleggiare i servigi di una brillante fanciulla che vi accompagnerà alle feste e nei locali, facendo del suo meglio per farvi conoscere quelle ragazze che dovessero essere il vostro tipo.

In pratica, voi le indicate l’obiettivo e lei si butta in picchiata, sgancia una battuta intelligente, inizia una conversazione col bersaglio; per poi presentarvi come fratello, amico o collega, spianandovi dunque la strada verso una più approfondita conoscenza.
Se la cosa poi appare prendere una buona piega, la winglady si eclisserà discretamente. In caso contrario si cambia locale e si ricomincia da capo: i servigi della fanciulla si limitano infatti ad aiutare le vostre PR personali e non vanno oltre.

Naturalmente, come in tutte le cose, c’è una fregatura.

Purtroppo, anche la wingwoman più asso di guerra che c’è non potrà mai fare miracoli.
Un bell’aspetto e una certa facilità di eloquio/faccia tosta da parte dell’uomo faciliterà in grande misura l’impresa. E con questo, direi, la maggior parte di noi si ritrova tagliata fuori comunque, wingwoman o non wingwoman.

Join the wingwomen

Le ragazze arruolate in questa particolare forza (a oggi circa 25) sono studentesse, impiegate, attrici o artigiane – accomunate dal desiderio di arrotondare il bilancio con un lavoro di relazione, che permette loro di uscire la sera e conoscere un sacco di gente, portandosi a casa anche un centinaio di dollari per missione.

A differenza delle loro colleghe aviatrici vere, il processo di selezione si basa su un semplice colloquio e non è previsto uno specifico addestramento o la frequentazione di percorsi di guerra: le qualità necessarie per l’opera di supporto tattico all’acchiappo o le si hanno incorporate o non c’è scuola che la possa insegnare.

Value for money

A 50 dollari l’ora, l’uso di una tale compagna di caccia può rivelarsi piuttosto costoso ma l’analisi di mercato effettuata da Shane Forbes dimostrerebbe dei business basics piuttosto ragionevoli.

Per prima cosa noi maschietti abbiamo un alta propensione alla spesa per tutto ciò che pensiamo ci possa aiutare a conoscere potenziali partner interessanti, quindi il fattore prezzo potrebbe passare facilmente in secondo piano.

In secondo luogo va tenuto in conto che, a meno di non essere un adone o un seduttore professionale, le percentuali di successo di battute di caccia solitarie rischiano di essere piuttosto basse – col risultato di tornare a casa senza aver conosciuto nessuna persona interessante e aver fatto molta fatica e speso inutilmente un sacco di soldi girando per locali come un’anima in pena.

In terzo luogo, l’offerta del servizio può trovare un terreno fertile in tutte quelle persone che hanno più soldi che tempo.
In effetti, come dice il sig. Forbes, una buona parte della sua clientela è composta da persone che hanno raggiunto posizioni di successo e quindi (oltre aver probabilmente disintegrato la propria vita privata) pur disponendo di un buon reddito non hanno molto tempo libero e voglia di girare a vuoto.
Questo tipo di target valuterebbe molto positivamente un aiuto in outsourcing da parte di una compagna di volo, in grado di “aiutarli a conoscere donne, massimizzando quindi l’efficienza del loro tempo libero”.

Tutti motivi, dunque, per chiedere il supporto di una compagna di volo professionista, tenendo anche conto che la percentuale di successo ufficiosamente rilasciata per le missioni è del 65 per cento (dove il successo si misura con il conseguimento del numero di telefono della preda).

I fattori di successo

Tra i motivi che porterebbero a queste percentuali di successo, fondamentali sarebbero due componenti della psicologia femminile (quantomeno delle residenti a New York e Miami).

Il primo fattore, così come individuato da Mr. Forbes, sta nel fatto che le barriere difensive si abbasserebbero immediatamente nel vedere che un uomo potenzialmente interessante è accompagnato da un’altra donna, quasi il fatto di essere in compagnia fosse una specie di sigillo di garanzia apposto sul potenziale seduttore da parte della comunità femminile, a tutela della sua scarsa pericolosità.

Il secondo fattore, sempre nell’analisi del fondatore del servizio, starebbe nell’istinto concorrenziale delle donne di quei luoghi, nel fatto che ad esse piace competere e che quindi “… sono maggiormente attratte da uomini circondati da altre donne, perché le donne vogliono ciò che non possono avere”.

Sviluppi futuri

Anche per evitare problemi di boicottaggio dovuti a percepite discriminazioni di sesso, molto poco politically correct negli US, il fondatore di Wingwomen ha dichiarato di aver potenzialmente accolto il concetto di estendere in un prossimo futuro il servizio anche alle donne.
In sostanza di organizzarsi per farle affiancare da baldi giovanotti che a loro volta aiutino il cosiddetto sesso debole a interagire con quegli uomini che, pur essendo di loro gradimento, chissà perché con loro il bottone non ci provano nemmeno ad attaccarlo.

Tuttavia, conviene attendere senza trattenere troppo il fiato: Mr. Forbes ha esplicitamente sostenuto di essere al momento troppo occupato con il servizio nella sua incarnazione attuale per poter pensare ad estenderlo a nuovi settori.

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