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Basta con i 5 e gli 8 megapixel

10 Novembre 2005

Basta con i 5 e gli 8 megapixel

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C’è bisogno di funzionalità high-tech nelle macchine foto digitali: uno stabilizzatore d’immagine o uno zoom ottico più potente potrebbero essere delle soluzioni interessanti

Gli esperti del settore paiono concordi: la comparsa sul mercato di apparecchi foto a 5 Mpixel a prezzi relativamente bassi ha scritto la parola “fine” alla lunga guerra dei megapixel alla quale si assisteva da alcuni anni.

Gli utenti sono stanchi, ormai, degli apparecchi foto digitali presenti sul mercato; quelli a 5 e 8 megapixel sono già abbastanza potenti per soddisfare le loro richieste, hanno quindi bisogno di novità.

Insieme a quelle a 5 Mpixel, infatti, anche le macchine fotografiche digitali a 8 sono ormai meno costose e più facili da acquistare.

Secondo uno studio recente, compiuto dalla società taiwanese Market Intelligence Center, i principali mercati mondiali (americano, europeo e asiatico), siano ormai “affollati” di apparecchiature digitali fotografiche.

Le aziende produttrici di dispositivi fotografici digitali sono quindi indirizzate più sulla funzionalità dei nuovi prodotti che sulle capacità. Aggiungendo funzionalità high-tech, magari uno stabilizzatore d’immagine o uno zoom ottico più potente, sperano di far crescere la domanda, cioè il numero dei compratori interessati a rinnovare la propria attrezzatura.

Questa ricerca di novità nasconde però una doppia faccia.

Secondo una relazione di MasterLink Securities, molti piccoli produttori di Taiwan, non disponendo delle risorse necessarie per aggiungere funzionalità ai loro prodotti, hanno provato ad essere competitivi soltanto sui prezzi. Questo però non è bastato e, in breve tempo, hanno dovuto lasciare il mercato.

Non dimentichiamo che circa il 50% della produzione mondiale di apparecchiature foto digitali è fabbricato a Taiwan da grandi società come Ability Enterprise, Asia Optical o Altek che, cedendo gran parte dei loro prodotti a grandi aziende come Olympus, Nikon e Samsung, continuano a restare nell’ombra, facendo invece aumentare la produzione e di conseguenza il profitto alle altre.

E dato che i produttori taiwanesi riducono al minimo la vendita dei prodotti con il proprio marchio, per evitare di fare concorrenza alle grandi aziende-clienti, ne consegue che soltanto il 5% della produzione delle aziende taiwanesi è venduto, e soprattutto in Cina, con il loro marchio.

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