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Babbo Natale, la Fata Turchina, la privacy, le carte di credito, lo Spam, le banche dati…

25 Luglio 2005

Babbo Natale, la Fata Turchina, la privacy, le carte di credito, lo Spam, le banche dati…

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Mosaic é un software che organizza dati personali, che categorizza le persone, al soldo della pubblicità. Partendo da un fatto di cronaca, e leggendo tra le righe, vediamo se la tanto osannata "privacy" dei dati del cittadino è una realtà

Seduto in un tipico caffè americano apro Eudora e con lei la mia posta del mattino e leggo ancora una volta: “questa e-mail le è inviata in ottemperanza alla legge… “

Spam, ancora. Ma cosa significa questa formula vuota che inizia o conclude questo messaggio pirata? È vero che la privacy dei miei dati personali viene tutelata? È vero che la notte del 24 dicembre…

Per quelli di voi che hanno compiuto i 18 anni, ecco una storia, purtroppo vera, che potrebbe essere la vostra. La mia fonte è il Guardian Unlimited, giornale inglese, il giornalista Jon Ronson. Jon si è trovato ad indagare sul backstage di una tragedia familiare, e più andava a fondo nelle indagini e più ha trovato sorprese, e nessuna di queste piacevole.

I fatti così come li ho letti…

Nel 1998 la signora Wendy Cullen di Trowbridge, Wiltshire, UK, necessita di una somma di 4.000 sterline per pagare una operazione chirurgica a cui deve sottoporsi.

Il marito decide di ricorrere a un prestito tramite una carta di credito che gli viene offerta via posta. Una di quelle lettere del tipo: “sei stato pre-approvato per una carta di credito a tasso zero! Rispondi subito…” o cose del genere.

Il 12 gennaio 2005, il suicidio. Vengono successivamente scoperti debiti per 130.000 sterline. Tutti dovuti agli interessi degli interessi degli interessi, 22 carte di credito, niente gioco, niente droga, niente donnine facili o vizi costosi. Una vita moderata in famiglia, al limite della povertà. Un abbonamento a una rivista di giardinaggio (13 sterline).

Incapace di far fronte a interessi su interessi da pagare e multe per ritardati pagamenti, Richard Cullen, categoria Mosaic b11 – happy family – meccanico di automobili, 65 anni, si suicida. Motivazione: debiti contratti con banche e società di gestione di carte di credito, non è mafia, non è usura, non è droga. Non vi è nulla di illegale.

… e quello che ci si trova dietro

Se ci si mette ad analizzare la risposta a quella domanda che l’articolista si pone a più riprese: “come è possibile che la famiglia Cullen riceva così tanta junk mail della banche, con offerta di carte di credito e prestiti facili? Come mai non ne ricevo altrettanta pure io?”

Pubblicità, targeting, marketing e noi

In pubblicità lo chiamiamo targeting. Individuare l’obiettivo e colpirlo con una pubblicità mirata. Vuol dire che, se vogliamo arrivare a un pubblico femminile, possibilmente tra i 13 e i 25 anni, useremo nella presentazione colori tenui, fonts delicati e graziosi, immagini soft e cute, poco testo, un visual giovane, allegro, femminile, che attiri l’attenzione del gruppo di persone a cui vogliamo fare arrivare il messaggio. Questo per una pagina di pubblicità.

Ma è possibile fare lo stesso con dei nomi di persone di cui “non sappiamo nulla”? Ma veramente non ne sappiamo nulla?

Nella realtà siamo già tutti allegramente schedati, io e voi, quanto basta da essere ripartiti in categorie, a cui vengono inviati determinati “stimoli pubblicitari”, a seconda della possibilità di riuscire nella tentata vendita. Può essere tramite posta o marketing telefonico.

Mentre nello Spam e-mail mandare a mille o a un milione costa poco in proporzione, ovviamente una busta di junk mail, tra stampa, affrancatura, ecc., ha un “costo contatto” non indifferente. Di qui la necessità di non mandare completamente a vuoto il messaggio pubblicitario, ma cercare di dirigerlo, per quanto possibile, sui potenziali compratori e solo loro.

Ma a me cosa me ne frega, tanto io butto tutto!

Intanto: non buttare ma riciclare… ma il punto non è questo. Il punto è che tu, caro lettore, come me e come Mr. Cullen (categoria Mosaic b11 – happy family), siamo catalogati, schedati. E quando riceviamo nella cassetta postale quella pubblicità con il nostro nome sopra, è perché c’è chi spera di riuscire a venderci qualcosa, e scrive a noi perché conosce i nostri punti deboli.

Chiediamolo al professor Richard Webber (categoria Mosaic – cultural leadership), il creatore del software Mosaic, come si fa a trovare in quel pagliaio di nomi che sono i certificati elettorali, o gli elenchi del telefono, una identificazione di quello che può essere il pubblico ideale per il nostro prodotto.

Experian e Mosaic sono gli artefici della catalogazione delle famiglie, degli esseri umani, per l’UK. Non ho riferimenti per l’Italia, ma non mi stupirebbe che fossero gli stessi…

Experian: ditta che si occupa di rilevazioni finanziarie. Per avere quello che si chiama un credit report (stato del nostro credito) ci si rivolge a questa società, perché loro ne sanno molto su di noi, addirittura più di noi stessi. 40 milioni di persone catalogate in UK la dicono lunga.

Mosaic: software finanziario usato per ripartire, a seconda di parametri acquisiti, nominativi di persone in categorie. Nato nel 1970 con la prospettiva di organizzare in categorie gli abitanti della città di Liverpool per cercare di capire perché in certe zone della città avvenissero con più frequenza manifestazioni di violenza, in seguito si è visto che permetteva di decifrare gusti e abitudini della popolazione. Ovviamente, la pubblicità se ne è impadronita subito. Tramite Mosaic si creano dei gruppi di nominativi di potenziali compratori, basandosi su dati di vario genere… ma aspetta! E chi glieli ha forniti questi dati?

Gli sono stati venduti, ovvio. E la rinomata privacy inglese?

Chi si vende i nominativi,cataloga le persone secondo determinati parametri (età, studi, attività lavorativa, sesso, religione, appartenenza a gruppo etnico, già qui ne abbiamo a sufficienza per definire una persona)… ma aspettate, ne abbiamo ancora.

Noi possiamo venire catalogati (o ci auto cataloghiamo) ogni volta che:

  • compriamo qualcosa su Internet
  • lasciamo il nostro nominativo in un Website, o registriamo il nostro software
  • lasciamo i nostri dati in un newsgroup, chat, ecc.
  • mandiamo una garanzia al fabbricante di un prodotto comprato
  • ci associamo a qualcosa (palestra, vari club, discoteca, circolo aziendale, pure la lavanderia o pizzeria di fiducia)
  • ci sposiamo, battezziamo un figlio, ecc.
  • esprimiamo per iscritto una opinione
  • visitiamo un sito o il nostro sito viene visitato da uno spider
  • facciamo altre cose in cui, per necessità, dobbiamo associare i nostri dati anagrafici a qualcosa…

E infine tutte quelle volte che, inserendo una nostra informazione personale su Web, ci dimentichiamo di cliccare quel famoso quadratino che dice: “non voglio essere interpellato da… non voglio ricevere…”.

E cosa devo fare, diventare paranoico e barricarmi in casa?

Non mi sembra il caso, ma se non altro è importante essere consci che la nostra tanto sventagliata privacy, per quanto ci illudiamo che sia protetta, è nuda, alla mercé di tutto e di tutti, basta pagare. E non c’è molto che possiamo fare.

La domanda di Jon Ronson (categoria Mosaic – global connectors), durante le sue ripetute visite alla vedova Cullen (ma come mai ricevete così tanta pubblicità delle banche?), ha ricevuto la sua risposta: ne ricevono tanta perché sono categoria b11.

Perché i Cullen sono stati considerati dal software Mosaic, che ha analizzato i loro dati e quelli di altre decine di migliaia di cittadini di Trowbridge, Wiltshire, UK, come dei pesciolini che potenzialmente potevano cadere nella rete delle banche e dei prestiti tramite credit card. Tutto qui. E quindi spedizione intensificata, visto che i loro dati venivano venduti a differenti istituti di credito. E batti batti, ci sono cascati, come molti altri.

Questo per quanto riguarda il Regno Unito, dove i nominativi degli elettori vengono allegramente venduti alle ditte specializzate per poi essere setacciati, scremati, per individuare gusti, attività, interessi, debolezze tramite Mosaic o Acorn (una variante).

In italia non so. Mi è già capitato di comprare indirizzi di aziende a uso mailing list, e più caro pagavo e più mi venivano forniti dati dettagliati sui “potenziali clienti”. Oppure ancora, vorrei ricordare il caso dei numeri dei cellulari forniti al governo per spedire gli SMS al tempo di elezioni e referendum, che mi pare sia sufficientemente esplicito per chiarire quanto il concetto di privacy sia rispettato, ma oltre a questo riconosco di non essere sufficientemente documentato.

Io, per quanto mi riguarda, preferisco continuare a credere alla Fata Turchina e alla Befana, e tutti i 6 gennaio mi aspetto di vederla, con la sua scopa, che volteggia tra le nuvole cariche di neve, con un sacco pieno di regali. Ma aspettate… e come fa lei a sapere che io sono io e che abito dove abito, per portarmi il regalo giusto? Mmmmh, sento puzza di fregatura…

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