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Aumentano le frodi sulle carte di credito: Internet sotto accusa

08 Giugno 2001

Aumentano le frodi sulle carte di credito: Internet sotto accusa

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Secondo un rapporto diffuso da Europay, entro il 2005 raddoppierà il numero, già elevato, delle frodi sulle carte di credito. Alle tecniche tradizionali si affiancano le nuove modalità telematiche di intercettazione e utilizzazione illecita dei codici.

La società Europay Intenational – nata nel 1992 dalla fusione di Eurocard ed Eurochèques – che gestisce la famose carte di credito MasterCadr ed EuroCard, nel corso di un recente convegno tenutosi ad Atene, al quale hanno partecipato tutti i più grandi gruppi bancari del mondo, ha denunciato il fatto che le cifre relative alle frodi sulle carte di credito, perpetrate via Internet, hanno assunto dimensioni estremamente preoccupanti e sono destinate ad aumentare.

Secondo quanto emerge dal rapporto presentato da Europay, infatti, le frodi potrebbero raddoppiare entro il 2005 e in Europa hanno causato, nel 2000, una perdita che si aggira intorno ai 200 milioni di dollari.

L’origine del fenomeno va rintracciata non solo nello smarrimento delle carte da parte dei titolari e nel moltiplicarsi dei furti, ma anche nella recente diffusione dell’utilizzo delle carte di credito come sistema di pagamento per gli acquisti di beni e servizi effettuati via Internet.

Le frodi vengono perpetrate mediante l’individuazione dei codici e il loro riutilizzo non autorizzato, ovvero attraverso la contraffazione e l’impiego di carte false.

In particolare, vengono creati dei siti Internet che si occupano di gestire le transazioni economiche, raccogliendo le autorizzazioni di pagamento. In seguito, questi intermediari telematici spariscono, ma continuano a prelevare regolarmente mediante le carte di credito, oppure le utilizzano una sola volta ma per importi decisamente superiori al dovuto.
In quest’ambito sono i siti pornografici a pagamento a compiere con maggior frequenza simili frodi.

Parte della responsabilità deve essere, tuttavia, imputata anche alla mancanza di sistemi di sicurezza da parte dei server. L’FBI, infatti, è riuscita a introdursi in 7860 siti su 8932, dei quali solo 390 si sono accorti dell’intrusione, dimostrando così che è relativamente facile entrare nel server, procurarsi i dati delle carte di credito e riutilizzarli illecitamente.

Il rapporto di Europay, inoltre, ha messo in evidenza che le cifre relative alle frodi cosiddette “domestiche”, che avvengono ciò nel paese di emissione della carta sono praticamente stabili, mentre quelle concernenti le frodi “transfrontaliere”, perpetrate in un paese diverso, sono in continua crescita.

Taiwan guida la classifica, seguita a breve distanza dall’Inghilterra, dalla California e dalla Florida.

Gli operatori hanno però a disposizione alcuni strumenti tecnici, che dovranno essere potenziati, per cercare di combattere il fenomeno delle frodi sulle carte di credito.

In primo luogo, l’introduzione di piccoli rivelatori elettronici sulle carte, che le rendono praticamente non copiabili, nonché la consegna di una “carta di verificazione”, che permette di controllare, per ogni acquisto, la validità della carta.

I nuovi programmi, poi, potrebbero essere tarati su un profilo-tipo di utilizzatore, in modo da rilevare le transazioni non corrispondenti a quel profilo.

Una soluzione di questo genere potrebbe, tuttavia, compromettere, da un altro punto di vista, il diritto alla riservatezza dei titolari delle carte.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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