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Attentati: di più in casa con i videogiochi

28 Settembre 2001

Attentati: di più in casa con i videogiochi

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Alcuni analisti, dopo gli attentati negli Stati Uniti al World Trade Center e al Pentagono a Washington effettuati con il dirottamento di aerei di linea, avevano stimato un calo nel settore viaggi e una crescita in quello delle telecomunicazioni.

In pratica meno viaggi e più ore passate al telefono o su Internet.

Con le dovute differenze è quello che pensano anche alla Infogrames, nota casa editrice di videogiochi.
Meno uscite da casa, meno vita sociale e più tempo da passare in casa propria.

“Il principale effetto degli attentati sarà un riflusso nelle attività ricreative collettive e delle uscite in città – spiega il responsabile di Infogrames, Bruno Bonnell – Con il ripiegamento sulla casa, i nostri giochi dovrebbero approfittare della volontà dei genitori di far piacere ai bambini e di rassicurarli grazie ai mondi virtuali”.

Insomma, per quanto possano essere paurosi o spaventosi i mondi inventati nei giochi sono sempre meglio che il mondo reale.

Sta di fatto che per i dirigenti dell’azienda di videogiochi, quale sia l’impatto degli attentati negli Stati Uniti e del rallentamento dei consumi, il mercato dei giochi video è “prossimo ad iniziare un nuovo ciclo, che lo spingerà entro quattro anni verso i 25 o 30 miliardi di dollari di vendite annue”.

Una curiosità: gli editori di videogiochi realizzano il 60 % del fatturato solo negli ultimi due mesi dell’anno.

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