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Applicazioni sempre più evolute per cellulari di ultima generazione

21 Marzo 2005

Applicazioni sempre più evolute per cellulari di ultima generazione

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Le applicazioni multimediali, ormai diffusissime anche sugli apparecchi mobili, dopano la memoria dei cellulari. Così, le memorie per telefonini arrivano a raggiungere anche i 2 Gb per supportare pagamenti e biglietti da visita elettronici

L’aumento del numero di funzioni e l’arricchimento delle possibilità offerte dai telefoni cellulari di ultima generazione hanno profondamente modificato l’architettura del terminale, creando una posizione privilegiata per i supporti dotati di memorie aggiuntive.

In questi ultimi mesi, i principali produttori di apparecchi mobili si sono così uniti alla SD Association, che raccoglie i costruttori e gli utenti di memorie Flash basate sullo standard SD. Un formato che, con le sue dimensioni ridotte e la sua ampia gamma di capacità di memoria (fino a 2 Gb), sembra destinato a imporsi sul mercato. Anche se, un produttore del calibro di ScanDisk ritiene che anche gli altri formati (Memory stick, RS-MMC, TransFlash, ecc..) non sono completamente fuori gara.

Per guadagnare la fiducia degli operatori e supportare transazioni economiche, queste schede di memoria integrano elementi di sicurezza che le mettono in concorrenza diretta con le SIM card. Risultato: anche i fabbricanti di queste ultime aumentano la capacità di memoria dei loro supporti. Esempio lampante è Oberthur Card Systems che, al 3GSM World Congress di Cannes annunciava la sua GIGantIC a 128 Mb, declinata della tecnologia MegaSIM di M-Systems; o ancora Gemplus che, con la sua GemXplore, ha raggiunto il limite massimo di 1 Gb.

Ma, anche se si escludono le applicazioni di stoccaggio strettamente legate all’intrattenimento (audio MP3, fotografie e video), gli impieghi associati ai moduli di memoria sicuri sono molto numerosi e vedono, ai primi posti, le applicazioni di commercio elettronico.

Proprio in questo campo, infatti, si profilano svariati scenari. Il primo è collegato al portafoglio elettronico: la memoria del cellulare viene incaricata di custodire una certa somma di denaro, mentre il pagamento è realizzato senza contatto diretto. Infatti, il modulo del telefono preposto a questo compito si ricarica grazie a un collegamento con l’operatore e, nel medesimo modo, eroga denaro al momento di effettuare un pagamento. Esiste anche l’opzione di un collegamento tramite onde radio (di tipo RFID) in caso di prossimità con il terminale di pagamento.

Già utilizzata in Giappone, questa procedura implica che l’apparecchio mobile sia sicuro non soltanto nella sua funzione di pagamento, ma anche come prova della transazione avvenuta, sotto forma di codice a barre 2D trasmesso via MMS. Quest’immagine proverà l’acquisto anticipato di un titolo di trasporto o di un diritto d’accesso; basterà, in seguito, visualizzarlo sullo schermo del telefono perché sia letto e verificato da uno scanner.

A partire da questo stesso principio si possono immaginare molte altre applicazioni: controllo d’accesso in azienda o passaporto elettronico ad esempio, che incorporano elementi biometrici conservati su un modulo di memoria sicura.

Tutti questi nuovi impieghi, in via di sperimentazione allargata nel Paese del Sol Levante, dovrebbero arrivare presto in Europa con le nuove generazioni di telefoni 2G, 2,5G e 3G. Non resta dunque che aspettare!

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