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Another One (Nokia) Bites the Dust

04 Settembre 2013

Another One (Nokia) Bites the Dust

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Confermata la legge sull'imperdonabilità delle aziende cellulari: quando i profitti vanno in rosso, non si torna più indietro.

Il titolo si è composto sulla tastiera istintivamente, alla notizia della acquisizione di Nokia da parte di Microsoft per 5,44 miliardi di euro (3,79 miliardi per le attività Devices & Services, 1,65 miliardi di licenze).

Chi malignava su un doppio gioco di Stephen Elop, per qualcuno pilotato da Microsoft al timone di Nokia con l’incarico di avviare la produzione delle linee Windows Phone e ridurre i costi di una acquisizione, avrebbe potuto titolare missione compiuta.

Horace Dediu di Asymco si è limitato a titolare Non perdonato, continua a seguito di un articolo del 2011 (ripreso su queste pagine quattordici mesi fa) che presentava un elenco di tredici aziende costruttrici di cellulari, finite con i profitti in rosso e senza eccezioni fuse, acquisite o liquidate:

Altri due produttori hanno raggiunto il rosso nei profitti (Nokia e RIM) e un terzo lo farà questo trimestre (HTC). Un produttore (LG) sembra recuperare ma Nokia è stata appena acquisita e RIM si è da poco messa in vendita. Hanno chiuso il business cellulare anche alcuni produttori giapponesi, come Panasonic. Il punteggio è dunque, su 18 candidate, 15 uscite di scena e tre sospese.

Significativo che sia Microsoft a seppellire il modello Wintel monopolista degli anni novanta: un licenziatario del software e mille produttori di hardware. L’azienda che non sarà più guidata da Steve Ballmer – proprio Elop a questo punto appare un candidato alla successione – arriva sei anni dopo Apple e sedici mesi dopo Google (acquirente di Motorola Mobility) a integrare hardware e software. Ritardo impegnativo da colmare e che ha suscitato più di una ironia:

Resta da vedere che cosa farà Samsung, nella insolita posizione di guadagnare con i suoi apparecchi più denaro di chi gli concede la licenza del software e padrona del mercato delle unità vendute.

Intanto è requiem per Nokia, un tempo gigante europeo dell’innovazione tecnologica con otto miliardi di euro di profitti nel 2007, oggi a mordere la polvere cantata da Freddie Mercury. Il marchio rimane e così la proprietà di vari brevetti (cui Microsoft ha licenza di accedere per dieci anni): tuttavia, nel definire l’esito dell’operazione di ieri, non si sbaglia a stare nella scelta tra amputazione e lobotomia.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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