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Anche gli acquisti finiscono su Google

30 Giugno 2006

Anche gli acquisti finiscono su Google

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Quel che si dice in Rete. Arriva checkout, la rsposta Google a Paypal. Serve una Costituzione anche per il ciberspazio? Zlango, parlare per icone. Ancora riflessioni sul corporate blogging

Google, check (it) out! Come previsto, debutta la piattaforma di Google per gli acquisti in Rete. L’annuncio viene da un video promozionale lanciato su Google Video, modalità che piace molto a Fabrizio Pivari. Davide Muci e Rosario Spina descrivono il servizio, che pur essendo da molti visto come antagonista di Paypal, in realtà parte da presupposti un po’ diversi: non si tratta infatti di un sistema aperto per gestire transazioni tra utenti, ma implica un accordo tra i merchant e Google. L’icona di Checkout sarà presente nelle Adwords degli affiliati, permettendo all’utente di comprare direttamente dall’annuncio. Questa soluzione preoccupa un po’ Marketing Routes: non potrebbe discriminare gli utenti che, in totale libertà, decidono di non utilizzare il servizio di Google? Giovy segnala anche, in anteprima, la nuova pagina riassuntiva del proprio account Google, utile per capire a quali servizi si ha accesso.

La costituzione della Rete. Repubblica riporta la trascrizione di un intervento di Stefano Rodotà all’interno del convegno di Venezia “Dieci Anni a fare rete”. Rodotà traccia numerose riflessioni sulla democrazia e sulle responsabilità, e si chiede se non sia il caso di lavorare a una costituzione di Internet. Vittorio Zambardino e Massimo Russo rispondono da Scene Digitali, scettici su una reale utilità di ulteriori normative. Non sarebbe meglio seguire semplicemente il primo emendamento della costituzione americana? Dopotutto oltreoceano la libertà di opinione di alcuni blogger citati in giudizio da Apple è stata difesa. Nel dibattito si inserisce Carlo Felice Dalla Pasqua con alcune riflessioni proprio sul primo emendamento.

Io parlo Zlango. Miki segnala un esperimento di comunicazione condotto da due aziende israeliane che stanno cercando di creare un linguaggio basato completamente su icone, per abbattere le barriere linguistiche negli Sms. Miki è interessato all’iniziativa, e pensa a possibili applicazioni. Spery è invece più scettica: già siamo obbligati a sintettizare all’estremo con gli Sms, questo Zlango non confonderà ulteriormente le cose?

Le aziende e le conversazioni. [mini]marketing prende posizione sulla discussione riguardo ai blog aziendali. E si dichiara scettico, più che altro perché vede molti altri strumenti che le aziende dovrebbero usare per comunicare con i clienti prima del blog. Mauro Lupi rilancia con un punto di vista differente, raccontato attraverso una storiella del mondo del marketing.

Nintendo troppo avanti? Gamesblog prova a immaginare come sarà una partita a uno sparatutto in prima persona utilizzando il particolare controller del Nintendo Wii. E ha qualche perplessità. Non avranno fatto il passo più lungo della gamba?

People Aggregator. Paolo Valdemarin presenta un nuovo software sociale appena lanciato, frutto di una collaborazione telematica tra programmatori di diverse nazioni del mondo. People Aggreator è già pronto per essere testato.

Un café turbo. In Cornovaglia esiste un cybercafe la cui connessione viaggia alla ragguardevole velocità di 100Mbps. Lo Schiaccianoci consiglia una visita, soprattutto se avete file imponenti da scaricare.

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