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Alla ricerca del 90%

12 Aprile 2013

Alla ricerca del 90%

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Un percorso di miglioramento personale e professionale: padroneggiare l'arte di trovare informazioni in rete.

Si vuole che il novanta percento del cervello finisca sprecato. Si potrebbe dire la stessa cosa dei computer, la cui potenza di elaborazione è vastamente sottoutilizzata per via della nostra intelligenza impareggiabile, ma lenta.

La realtà è che nessuno spreco di risorse potenziali pareggia la ricerca su Internet. Un uso accorto del motore di ricerca offre grandi possibilità, solo che gran parte delle persone trova più comodo chiedere, come testimonia la parodia di Let me google that for you.

Il web semantico è ancora lontano. Google compie miracoli con i propri algoritmi, permette di usare il campo di ricerca testuale come calcolatrice o convertitore di valute e sa cercare dentro formati specifici come i PDF oppure in ambiti particolari come le pubblicazioni scientifiche. Rimane intanto vera l’ammissione del cofondatore Larry Page:

Il motore di ricerca definitivo sarebbe in grado di capire praticamente ogni cosa e darebbe sempre la giusta risposta. E siamo molto, molto lontani da ciò.

Questo stato di cose rappresenta una irripetibile opportunità competitiva a titolo personale e professionale. Si parla sempre più di big data: raccolta, elaborazione, analisi rapida di insiemi estremamente eterogenei ed enormi di informazioni. Secondo IBM, durante il 2012 sono stati creati 2,5 quintilioni di byte al giorno (in pratica vanno aggiunti diciotto zeri).

Chiaramente, se lo strumento della ricerca ha limiti e contemporaneamente i dati in cui cercare esplodono, la strada per fare rendere al massimo l’investimento personale o aziendale nell’informatica passa dalla padronanza approfondita dello strumento stesso, così da poterlo spingere ai suoi limiti, magari oltre, e avvantaggiarsene.

Inspiegabilmente, non succede. Nozioni elementari come la lunghezza massima di trentadue parole ammessa per una ricerca su Google sono sconosciute ai più, come l’esistenza stessa della ricerca avanzata.

Non sapere cercare significa perdere opportunità, tempo, forse soldi o un lavoro migliore. Contemporaneamente, chi sa cercare riesce a trovare cose che le persone non alfabetizzate non sanno di avere lasciato, per così dire, in giro. Gli altri navigano in superficie.

Siano benvenuti allora testi come Trovare su Internet di Fabio Brivio, contenenti i sistemi e le nozioni per porre la domanda giusta, nel modo e nel tempo giusto.

Per chi può raggiungere Milano, l’autore presenterà il libro oggi alle 18 alla biblioteca Parco, in via Cervantes dentro Parco Sempione. Sarò presente anch’io in qualità di maestro di cerimonia.

Sono graditi tutti. Chi volesse distinguersi, porti un Googlewhack.

Trovare su Internet - invito

Un “soft skill” indispensabile e ingiustamente trascurato.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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