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Algoritmi e strutture dati in Java

16 Novembre 2001

Algoritmi e strutture dati in Java

di

Un testo innovativo per il "secondo corso" di informatica

La base di conoscenza esposta in Algoritmi e strutture dati in Java, di Adam Drozdek, è quella, ormai classica, delle strutture dati viste e introdotte prima come tipi di dati astratti, definite mediante la loro interfaccia, per poi passare alla loro realizzazione concreta in un linguaggio di programmazione e ad alcuni esempi significativi di un loro utilizzo in ambito progettuale, scientifico e ingegneristico.

Questa metodologia didattica si adatta alla perfezione a essere esemplificata con un linguaggio di programmazione a oggetti, e su questo punto l’Autore fa la prima scelta innovativa utilizzando il linguaggio Java(, anziché il più consueto linguaggio C++. La scelta del linguaggio, ovviamente, non è casuale, ma dettata dall’obiettivo di adattare la didattica alla pratica industriale e scientifica, dove ormai il linguaggio Java ha largamente soppiantato gli altri linguaggi di programmazione per quanto riguarda i nuovi progetti software (se si esclude cioè la manutenzione di progetti già sviluppati).

Il linguaggio Java si rivela, leggendo il testo, particolarmente adatto alla didattica delle strutture dati, in quanto la definizione dei tipi di dati astratti si traduce in modo naturale nella definizione di una interfaccia in Java, e la realizzazione di una struttura dati concreta si traduce nella definizione di una classe che realizzi tale interfaccia.

Un altro aspetto decisamente innovativo, che certamente si rivelerà molto utile nella didattica, consiste nella presentazione di un “caso di studio” in ciascun capitolo del libro, un esempio di progetto software completo che porterà lo studente a confrontarsi con tutti i problemi tipici di tali realizzazioni, dove vedrà un uso concreto degli argomenti appena studiati, insieme alla risoluzione delle classiche problematiche di ricezione dei dati in ingresso, di interazione con l’utente, di manipolazione dei file.

Caratteristica non trascurabile per un testo prevalentemente (ma non solo) orientato alla didattica, l’Autore propone numerosi esercizi al termine di ciascun capitolo, suddivisi in due sezioni: esercizi di verifica della comprensione teorica degli argomenti trattati, ed eventualmente loro approfondimenti, e veri e propri esercizi di progettazione software, di complessità spesso simile a quelli affrontati nei casi di studio. Una risorsa che si rivelerà sicuramente utile, vista anche la cronica carenza di libri di esercizi in questo settore.

È ragionevole ritenere che il testo si adatti con buona precisione al programma di un corso di Fondamenti di Informatica II (nelle diverse denominazioni che esso può avere nei vari Atenei italiani), cioè di un corso di base di scienza dell’informazione che si collochi a valle di un primo corso in cui siano state studiate le strutture dati elementari (variabili, array) e lo studente abbia acquisito i rudimenti di un linguaggio di programmazione, che non necessariamente deve essere il linguaggio Java.

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