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A.I: Spielberg sceglie la Rete

30 Luglio 2001

A.I: Spielberg sceglie la Rete

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Ha destato molta attenzione l'innovativa forma di promozione adottata per "A.I.", l'ultimo film di Steven Spielberg ambientato in un mondo dominato da forme di vita controllate via software

Anziché spendere milioni aumentando ulteriormente il già notevole battage pubblicitario tradizionale (trailer, stampa, merchandising, ecc.), la Warner Brothers ha realizzato, con la collaborazione di Microsoft, un gioco online che ha attirato migliaia di utenti in pochi mesi. L’intenzione è quella di creare hype intorno al film all’interno della comunità informatica: la più vicina culturalmente ai temi della pellicola.

Il gioco ha una struttura complicata (e paradossalmente è costato pochissimo: meno di un milione di dollari). In sostanza, come capitò qualche tempo fa per “The Blair Witch Project”, è stato creato un vero e proprio mistero online da far decifrare agli utenti. Tutto è cominciato con alcune frasi sibilline comparse improvvisamente in coda ai trailer televisivi di “A.I.”. Alcuni ragazzi statunitensi hanno provato a immettere queste frasi su alcuni motori di ricerca e si sono trovati di fronte ad una serie di siti Internet che, pur apparendo normali, sembrano provenire da un futuro popolato di robot intelligenti e autonomi in competizione con gli umani.

Ogni sito contiene alcuni indizi per chiarire il mistero dell’omicidio dello scienziato del 22° secolo Evan Chan, e dare un senso alla trama che va via via delineandosi e complicandosi sempre più. A metà tra una caccia al tesoro in Rete e un noir digitale, le trame oscure della promozione di “A.I” hanno conquistato centinaia di migliaia di giocatori (fonte Microsoft), attirati dal passaparola della comunità informatica, che si è trovata alle prese con decine di siti contenti enigmi linguistici, indizi mascherati nel codice HTML, analisi dello spettro sonoro, ecc.

Alcuni, addirittura, hanno visto il gioco penetrare anche nelle proprie vite off-line: pochi fortunati giocatori hanno ricevuto Sms, Fax o telefonate da attori che impersonavano i protagonisti della trama. La necessità di condividere e analizzare gli indizi ha portato i giocatori a creare una comunità online emotivamente molto coinvolta dagli eventi del gioco: un vero e proprio laboratorio criminologico e scientifico con cui affrontare i repentini colpi di scena, che continuano tuttora. Il sito di riferimento dispone di 4 forum e 2 canali IRC per mettere in contatto gli aspiranti investigatori.

È innegabile che questo prototipo di una nuova forma di promozione ha avuto un notevole successo di pubblico, grazie appunto ai giocatori che si sono calati nello spirito del film. Come tutti i prototipi, però, in pieno spirito “alla Frankenstein”, la promozione online è sfuggita di mano ai propri creatori. Il gioco promozionale, infatti, è così coinvolgente da aver completamente distolto l’attenzione dei giocatori dal film, uscito in sala negli Stati Uniti il 29 giugno scorso con notevole successo. I pochi che hanno preferito la sala cinematografica al gioco online, hanno riferito di un film assolutamente poco coinvolgente rispetto alla trama oscura e indecifrabile della sua versione in Rete e addirittura un sondaggio tra gli utenti di Cloudmakers.org ha rivelato che la quasi totalità dei giocatori è convinta che il gioco sia molto meglio del film.

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