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Adolf Hitler e la caduta delle parodie

22 Aprile 2010

Adolf Hitler e la caduta delle parodie

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Il doppiaggio della scena di un film diventa meme e si propaga per la rete. Gli autori se ne compiacciono e benedicono l'inaspettata pubblicità. La casa cinematografica, invece, non apprezza e chiede la rimozione di tutti i video. Una storia di creatività e di occasioni mancate

La Constantin Film, una società di produzione cinematografica tedesca, ha deciso di chiedere a YouTube  la rimozione dei video che violano il copyright sui propri film. In particolare quelli che riproducono spezzoni da La caduta, un film del 2004 che racconta gli ultimi giorni della vita di Adolf Hitler, interpretato da Bruno Ganz. Con tutto il rispetto che si deve a una pellicola che ha avuto una nomination all’Oscar come miglior film straniero, la notizia non sembrerebbe in grado di suscitare particolari disagi o polemiche, né di ottenere spazi, seppur piccoli, sulla stampa generalista. Eppure è proprio quello che sta accadendo.

Il motivo è uno solo: una delle scene cruciali del film, quella in cui Hitler scopre che le sue truppe stanno per soccombere e la sconfitta è vicina, è stata trasformata in un’eccezionale parodia. La maniera utilizzata è molto semplice: lasciando l’audio originale tedesco si sostituiscono i sottotitoli  in cui Hitler rimprovera i propri assistenti per gli errori militari con dei monologhi legati a tutt’altro:  i down di Twitter, l’arrivo dell’iPad, la nuova grafica di Facebook.

Il successo di queste parodie è immediato e si innesca un vero e proprio meme. Nell’arco dei mesi su YouTube abbiamo visto Hitler arrabbiarsi per qualsiasi cosa. Anche gli utenti italiani si sono sbizzarriti e Hitler ha urlato contro i suoi generali a causa della cessione di Kakà al Real Madrid, l’ aver sottovalutato la rimonta della Roma, per gli attacchi a Berlusconi o per il cast di Sanremo. Addirittura qualcuno si è allargato e ha parodiato anche un’altra scena del film, supponendo che Hitler si sia suicidato dopo l’ascolto del brano vincitore dell’ultimo Festival.

Ora tutte queste parodie stanno sparendo una dopo l’altra e video con decine e a volte centinaia di migliaia di visualizzazioni svaniscono da YouTube, tra la sorpresa e l’indignazione di molti utenti. La grande domanda che aleggia è: ma perché? Al di là delle sacrosante questioni di principio, il “Meme della Caduta” faceva circolare sempre lo stesso pezzo di film, e di certo non costituiva un disincentivo alle visione, anzi gli stessi produttori e il regista si erano detti compiaciuti. Non era  nemmeno offensivo nei confronti del prodotto, al massimo nei confronti delle persone che citava (e da queste non risultano molte proteste, se non quelle dell’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari).

Quale che sia il motivo, il senso comune porterebbe a dire che la casa di produzione così si sia privata di molta pubblicità gratuita. Certo si tratta di un tipo di pubblicità della quale non è semplice determinare il vantaggio. Vai a capire in quanti, dopo aver visto le mille parodie, hanno deciso di vedere il film e, tra questi, quanti lo hanno scaricato non apportando alcun vantaggio economico alla produzione. Ma se il vantaggio è incerto, lo svantaggio appare evidente.

C’è infatti il sospetto che bloccare queste parodie non avrà un effetto particolarmente positivo. Già tra i commenti dei blog e dei social network si protesta per la sottrazione di un giocattolo divertente e innocuo, ci si stupisce e ci si indigna, qualcuno propone un boicottaggio delle altre produzioni Constantin (anche se in molti se la prendono con le major americane, parlando di un film prodotto in Germania). Anche qui è difficile capire che seguito avrà il tutto, ma è difficile immaginare che qualcuno sarà invogliato ad acquistare il film perché sono stati levati quei 3.49 su YouTube.

La verità è che una parodia  sancisce il successo dell’oggetto parodiato, anche quando la parodia è più cattiva. Pensate ai feroci sfottò indirizzati agli sceneggiatori di Lost e contenuti nel video della Tartaruga magica, non erano un atto d’amore verso la serie americana? E gli impietosi rifacimenti trash dell’ultimo successo di Lady Gaga, non sono comunque riconoscimenti all’impatto della cantante sull’immaginario collettivo giovanile? Insomma, se non sono offensivi e se non distolgono l’utente dalla possibilità di consumare l’originale, che male fanno? E a chi giova bloccarli? Nel frattempo, come era prevedibile, Hitler in un nuovo video ha perso le staffe per questa rimozione. Almeno finché non rimuoveranno anche questa parodia. E così all’infinito.

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