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Accendini usati: un business quantistico, alla Star Trek

05 Aprile 2005

Accendini usati: un business quantistico, alla Star Trek

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Un divieto imposto per ragioni di sicurezza sugli aeroplani farà probabilmente nascere un nuovo mercato, con implicazioni di meccanica quantistica

No, scusate, decollare non è per nulla il termine giusto, perché il fatto è che gli accendini, invece di decollare, restano a terra.
Il problema (o l’opportunità) deriva da una recente regolamentazione implementata in tutti gli aeroporti USA.
Vietato, vietatissimo imbarcare accendini sugli aeroplani. Se fino a ieri era solo vietato porli nella stiva, all’interno del bagaglio registrato, da metà aprile sarà proibito portarli indosso o nel bagaglio a mano.
Sequestrati. Confiscati al controllo di sicurezza.

Azione antiterrorismo

Perché? Ma è ovvio, per lottare contro il terrorismo.
Come molti ricorderanno, nel 2001 un signore chiamato Richard Reid aveva cercato di far esplodere un volo transatlantico facendo detonare una carica di esplosivo celata nelle proprie scarpe da ginnastica.
Fortunatamente, però, era stato bloccato prima che riuscisse nell’intento – una hostess aveva infatti trovato strano che qualcuno cercasse di darsi fuoco alle scarpe con un fiammifero, metodo di innesco rivelatosi del tutto inadeguato.

Rendendosi conto del fatto che l’attentato sarebbe potuto riuscire se il terrorista avesse usato una tecnologia più avanzata (un accendino, per l’appunto), due senatori americani, Byron Dorgan, del North Dakota e Ron Wyden, dell’Oregon, hanno fatto passare una disposizione all’interno del Intelligence Reform and Terrorism Prevention Act 2004 firmato dal presidente Bush il 17 Dicembre. La disposizione proibisce, come detto, l’introduzione a bordo di questi pericolosi oggetti dalla tecnologia dual-use: ovvero (come i super computer e l’uranio arricchito) oggetti che possono essere usati sia a scopi eminentemente pacifici che terribilmente distruttivi.

Dopo una falsa partenza, la proibizione prenderà definitivamente effetto negli aeroporti americani a partire dal 14 aprile – i viaggiatori sono avvisati. E i responsabili dell’antiterrorismo US stanno tirando un respiro di sollievo. Come dice l’ammiraglio David M.Stone, vice segretario della Homeland Security della TSA, “la Transport Security Authority si sta muovendo rapidamente per implementare la decisione presa dal Congresso; introducendo una regola che aggiunge gli accendini alla lista di oggetti proibiti a bordo, stiamo sanando una possibile vulnerabilità nella sicurezza del trasporto aereo”. E il portavoce della TSA, Nico Melendez, aggiunge che la proibizione degli accendini aggiunge un ulteriore livello di difesa contro i terroristi che potrebbero voler ritentare attacchi contro gli aeroplani americani.

E per quello che riguarda i fiammiferi è solo una questione di tempo… e di scoprire un modo per individuarli nel bagaglio a mano o addosso ai passeggeri.

Zippo si difende

Il CEO di Zippo, che vede il bando come il fumo negli occhi, promette battaglia, temendo di veder evaporare parte del suo business.

Pur riconoscendo che la presenza in cabina di un accendino pieno di liquido infiammabile potrebbe effettivamente rappresentare un pericolo per la sicurezza dell’aeromobile, si dice totalmente in disaccordo con il divieto di imbarcarli nella stiva.

Fa notare che nelle prove e ricerche della associazione dei fabbricanti di accendini non è mai emerso alcun indizio di una effettiva pericolosità degli accendini trasportati nel bagaglio imbarcato, e che mai e poi mai è stato rilevato il caso in cui un accendino sia esploso, abbia dato fuoco alle valige o si sia dimostrato genericamente un pericolo. E meno male.

Dopotutto, insiste, tra gli oggetti che si possono imbarcare nel bagaglio registrato, la TSA non ha problemi ad accettare munizioni, pallottole e spray contenenti quantità di propellenti infiammabili ben superiori a quelle di un modesto accendino a gas di uso personale.

Dove c’è un vincolo, nasce una opportunità

Come ben noto, i mutamenti al contorno, le modifiche negli scenari in cui sono immersi i mercati pongono in difficoltà alcuni business ma aprono opportunità per la nascita di nuove iniziative.

È il caso di questo divieto.
Gli accendini sequestrati vengono infatti posti all’asta e i ricavati devoluti a scopi benefici. Ma questo non risponde certo all’esigenza dei potenziali clienti: mantenere il possesso del loro oggetto.

Sta quindi nascendo un nuovo settore: il corriere degli accendini.
Un modello di business semplicissimo. Un’azienda che si fa carico di prendere in consegna il vostro amato accendino e di riconsegnarvelo al vostro nuovo domicilio. Volerete separati ma vi ricongiungerete, un giorno, nella nuova città. Dietro un lauto compenso, ovviamente.

La fisica di Star Trek

Per ridurre i costi del servizio, non posso però fare a meno di ipotizzare la nascita di forme ancora più avanzate di business, ricollegabili al teletrasporto – ben noto ai fan di Star Trek.

Come sa chiunque si sia occupato di fisica quantistica, è stato da tempo compreso che il teletrasporto di materia appare essere impossibile – e che tutta l’energia dell’universo conosciuto potrebbe non bastare a trasportare istantaneamente da Rimini a Riccione i pochi grammi di materia contenuti nel vostro accendigas.

Ma c’è forse una scappatoia.

Il teletrasporto potrebbe essere infatti possibile a condizione di trasportare l’informazione e non la materia – ricostruendo ovvero lo stato delle particelle lasciando a casa la materia originale, facendo viaggiare solo l’informazione ed applicando il “dato” a materia reperita nel luogo di arrivo.

In pratica, per i non addetti ai lavori quantistici, si tratta di lasciare la materia (il vostro accendino) all’aeroporto di partenza (ad esempio Seattle) e di disporre di un azienda che trasmetta all’aeroporto di arrivo (diciamo Cupertino) l’informazione del vostro titolo di possesso dell’oggetto, via e-mail o fax.

La sede locale del teletrasportatore nella città di destinazione, in possesso di questa informazione, provvederà a ricostituire lo stato quantico dell’oggetto in questione (ad esempio la sua presenza nella tasca destra della vostra giacca) fornendovi all’arrivo un accendino analogo al vostro, prelevato dal loro magazzino. E voilà, ecco realizzato il teletrasporto: come per magia l’accendino scomparso si è rimaterializzato al suo posto, senza aver attraversato né lo spazio né il tempo.

Ovviamente il vostro ex accendino farà poi il percorso inverso, rimaterializzandosi senza muoversi, nelle tasche di un viaggiatore che dovendo viaggiare da Cupertino a Seattle ha lasciato il suo oggetto alla stazione di partenza e ha trovato il vostro all’arrivo. Beam me up, Scotty.

L’Europa, ancora una volta, perde il treno (o l’aereo) della ricerca tecnologica

Il divieto di imbarco degli accendini in cabina non riguarderà gli aeroporti della Vecchia Europa: i responsabili degli aeroporti del nostro continente ritengono infatti insensata e irrealizzabile questa idea ed hanno escluso che possa essere adottata qui da noi.

Questo è evidentemente grave, perché implica perdere un’altra volta una splendida opportunità di far avanzare la ricerca europea e di assicurarci, se non una preminenza, almeno una parità competitiva nel campo tecnologico del teletrasporto quantistico degli accendisigarette.

Appare quindi chiaro che questa decisione è stata presa senza consultare i responsabili nazionali ed europei della scienza e ricerca.
Contro questa decisione possiamo aspettarci azioni dimostrative di scienziati europei, che si starebbero coalizzando per convincere i decisori comunitari a ritornare sulle loro decisioni e a proibire il volo degli accendini nei cieli europei, in nome del progresso della scienza.

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