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AAA… Spie cercansi disperatamente. Online

10 Maggio 2006

AAA… Spie cercansi disperatamente. Online

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Cambiano i tempi, cambiano i media. Normale quindi che il reclutamento degli agenti segreti passi per media innovativi. Google, per esempio

Il mondo dei servizi segreti, complici i film di James Bond e i libri di Le Carré, è sempre stato ammantato da un alone di romanticismo, da un´immagine di oscurità, di cappa e spada. Il reclutamento di un agente segreto ce lo immaginiamo come un´offerta discreta, fatta da un insospettabile talent scout infiltrato nel campus (nella tradizione inglese l´agente reclutatore è spesso il rettore di una prestigiosa università) o nell´ufficio. O, meglio ancora, una telefonata nel mezzo della notte o un bigliettino che si autodistrugge dopo 10 secondi. In realtà i tempi cambiano, il patriottismo si evolve, si moltiplicano i mestieri interessanti che (mercato permettendo) si potrebbero fare. E dunque anche il reclutamento delle spie si mette al passo con i tempi. E va online.

Le AdWords australiane e il precedente inglese

Un certo scalpore aveva fatto la pubblicazione dei primi siti dei servizi segreti, in un´operazione che contrapponeva la intrinseca trasparenza del mezzo Internet con la innata opacità dei Servizi. Oggi ci si è spinti anche più in là, e le spie, in Australia, si cercano su Google. I futuri agenti segreti dell´Asio vengono contattati, stimolati, incuriositi attraverso gli annunci di Google Adwords, attraverso una attenta selezione delle parole chiave da acquistare (ovviamente segrete) e un´oculata gestione del budget (un milioncino di dollari tondo tondo).

Il Servizio Segreto Australiano ha infatti acquistato un link sponsorizzato sulla madre di tutti i motori di ricerca, nel quadro di un potenziamento che vedrà quasi raddoppiare il suo organico in cinque anni, con una particolare attenzione verso candidati la cui lingua madre non sia necessariamente l’inglese. Coi tempi che corrono e viste le sfide che devono affrontare gli apparati di sicurezza degli stati occidentali, non é difficile immaginare quali siano le lingue più desiderate.

Il metodo Internet sembra funzionare – prima degli australiani ci avevano provato, con un apposita operazione online focalizzata sul recruitment – i loro colleghi inglesi. Anzi, sono oggi disponibili in Rete ben due siti dei servizi di Sua Maestà: il sito dell´MI5 (organismo preposto alla sicurezza interna) e quello dell´ MI6 (o SIS) ente segreto proiettato invece verso il mondo internazionale. Entrambi dispongono di approfondite sezioni destinate a illustrare il processo di reclutamento (british citizens only, sorry), i posti vacanti da coprire (mi dispiace deludervi, non c´è al momento nessuna ricerca in corso per un posto col doppio zero e la licenza di uccidere) e permettono di candidarsi online per il posto. L´operazione online si è rivelata essere un sostanziale successo per i servizi britannici – è infatti trapelato che circa il 90% dei nuovi candidati ad un posto nell´intelligence inglese arrivano oggi proprio dal sito.

La CIA, il servizio più web-friendly

Passando al benchmark su cui si misurano tutti i servizi, non si può non notare lo sforzo fatto per rendere aperto, trasparente ed informativo il sito della Central Intelligence Agency americana. Oltre a spiegare i grandi natura ed operazioni dell´agenzia (con qualche riserbo, immagino, sulle faccende più scabrose) i responsabili della comunicazione dell´ente segreto hanno adottato un approccio di web marketing, implementando anche una ricca sezione dedicata ai bambini (cercando di costruire nel lungo termine accettabilità nel pubblico ed una percezione positiva – ma, rassicuratevi, senza tentativi di reclutare i pargoli). Sul fronte del recruitment, la sezione apposita è preceduta da uno spottone in Flash, destinato a lavorare sulle leve emotive, ed è seguitoda ampi spazi informativi destinati ai possibili candidati, che anche qui si possono candidare online.

Meno noto è il lavoro dell´United States Secret Service, ente deputato alla protezione del Presidente e dei più alti dignitari americani, nonché vigilare sulla sicurezza degli Stati Uniti, lottare contro la contraffazione del denaro, le frodi telematiche, gli attacchi online alle strutture private o pubbliche americane ed un po´ di altre cosette (per la cronaca, sono quei signori che hanno dato origine allo stereotipo dei Men in Black essendo loro richiesto abito scuro, occhiale nero e auricolare per renderli meno identificabili in mezzo al pubblico). Anche in questo caso il sito è informativo ed il recruitment può avvenire online.

La lista però non si ferma qui e buona parte dei servizi americani di intelligence (Air Force, Department of Energy, Defense Intelligence Agency, Department of Homeland Security, Bureau of Intelligence and Research, Office of Terrorism and Financial Intelligence, Drug Enforcement Administration, la National Security Branch dell´FBI, US Marine Corps Intelligence, National Geospatial-Intelligence Agency, National Reconnaissance Office, NSA) hanno adottato la Rete come strumento di headhunting.

Sui servizi talmente segreti da non essere noti al pubblico, non so dirvi, i loro siti non li ho trovati…

E in Italia?

Anche i nostri servizi hanno messo su una propria presenza web. Niente recruiting online: alla voce Come si entra nei Servizi informano che «Il personale è costituito da dipendenti civili e militari dello Stato che vengono trasferiti, con il loro consenso, alle esclusive dipendenze degli Organismi di informazione e sicurezza, nonché da personale assunto direttamente». Scordatevi però di poter presentare la vostra candidatura per diventare un agente segreto tricolore: «Il reclutamento tramite assunzione diretta è sospeso in attesa della ormai imminente modifica delle regole volte a garantire maggiore trasparenza e omogeneità delle procedure per ottenere la massima qualità possibile delle professionalità scelte».

E speriamo che terroristi ed altre minacce globali abbiano un po´ di rispetto per i nostri meccanismi di imminente modifica delle regole, in un ottica di trasparenza, e ci lascino un po´ tranquilli nel mentre che risolviamo le nostre issue di processo…

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