Home
A un anno dalla quotazione, Google continua a fare faville

02 Settembre 2005

A un anno dalla quotazione, Google continua a fare faville

di

Google non ha smesso un solo istante di infiammare Wall Street. Il suo valore è più che triplicato dall’entrata al Nasdaq nell'agosto 2004 e, come regalo d'anniversario, il motore ha attuato un aumento di capitale di quattro miliardi di dollari

È stato il principale evento del mondo Internet nel 2004, l’introduzione in borsa di Google ha fatto parlare di sé fin dal principio e ha conosciuto un successo folgorante. In un anno, il motore di ricerca più utilizzato nel mondo ha messo insieme al Nasdaq più di tre volte il suo valore iniziale.

Per gli investitori che hanno comperato dei titoli GOOG il 19 agosto 2004, la sfida valeva certo la pena. Per gli altri, numerosi, che vorrebbero partecipare, Google offre una possibilità di recupero. Infatti, come regalo d’anniversario, la società creata nel 1998 da Page e Brin, due ex studenti di Stanford, ha messo in vendita al Nasdaq 14,2 milioni di azioni nuove, pari ad un aumento di circa quattro miliardi di dollari al corso attuale del titolo GOOG.

Eppure, dodici mesi fa, l’immissione sul mercato di Google non ha avuto vita facile. Ostacolato dagli investitori istituzionali, il motore di ricerca fu infatti costretto a rivedere le proprie ambizioni al ribasso, anche a causa del metodo d’introduzione scelto dai dirigenti della Internet Company, che non mancava certo d’originalità. Se, infatti, generalmente l’operazione di collocazione delle azioni è condotta da banche e investitori istituzionali, Google scelse di vendere le sue azioni su Internet, tramite offerte pubbliche.

Alla vigilia della sua quotazione, quindi, il gruppo californiano era costretto ad annunciare una nuova forchetta indicativa di prezzo d’introduzione, compresa tra 85 e 95 dollari, contro i 108 – 135 dollari precedentemente indicati. E, alla fine, fu il limite più basso della forchetta ad essere accettato come prezzo d’introduzione: 85 dollari ad azione.

A Google, però, furono sufficienti alcune settimane di quotazione per superare la sua base di prezzo iniziale. Dopo avere raggiunto l’apice, in luglio scorso, con 317 dollari, il titolo GOOG si scambia oggi attorno a 280 dollari, cosa che valorizza la società di circa 80 miliardi di dollari, contro i 23 miliardi di un anno prima.

Ma, a un tale prezzo, conviene ancora comperare Google? Dei 34 principali analisti che seguono il titolo GOOG a Wall Street, 23 raccomandano “di comperare” e 9 “di conservare”, anche perché lo scetticismo iniziale degli investitori istituzionali sembra veramente dimenticato.

Inoltre, alcuni analisti vedono il titolo raggiungere i 400 dollari. Una strepitosa crescita borsistica sostenuta dagli utili del gruppo poiché, lontano dagli anni pazzi della bolla Internet, lo sviluppo del valore di Google riposa su solide fondamenta: il profitto. I risultati pubblicati questi ultimi dodici mesi dal motore di ricerca hanno sistematicamente superato le previsioni del mercato. Il fatturato del gruppo è quasi raddoppiato in un anno, raggiungendo 1,38 miliardi di dollari nel corso del secondo trimestre 2005. Quanto al suo utile netto, registrava al 30 giugno 2005 un aumento del 334% a 343 milioni di dollari, contro i 79 milioni del secondo trimestre 2004.

I guadagni di quote di mercato (56% delle ricerche nel mondo in giugno secondo ComScore Networks, contro il 48% di un anno prima) e, soprattutto, la forte crescita attesa della pubblicità online, che rappresenta il 99% del fatturato di Google, lasciano sperare, poi, in profitti ancora crescenti.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia: confrontata a una concorrenza sempre più intensa su un mercato in fase di maturazione, la società non potrà eternamente pubblicare tassi di crescita dei suoi redditi a due o tre cifre. Google stesso riconosce tale limite e, in occasione della presentazione dei risultati del secondo trimestre il mese scorso, Eric Schmidt, Presidente del motore leader, ha lasciato intendere che il fatturato del gruppo al terzo trimestre potrebbe soffrire per il rallentamento estivo dell’attività pubblicitaria.

E adesso cosa farà Google con quasi 7 miliardi di dollari di liquidità, derivanti della messa in vendita di 14,2 milioni di nuove azioni GOOG? È probabile che, come al solito, il motore di ricerca trasformi tale capitale in un “bottino” da utilizzare in previsione di future acquisizioni, soprattutto in risposta alla pressione concorrenziale sempre più forte, in particolare da parte di Microsoft e di Yahoo!.

Vuoi rimanere aggiornato?
Iscriviti alla nostra newletter

Novità, promozioni e approfondimenti per imparare sempre qualcosa di nuovo

Gli argomenti che mi interessano:
Iscrivendomi dichiaro di aver preso visione dell’Informativa fornita ai sensi dell'art. 13 e 14 del Regolamento Europeo EU 679/2016.