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405themovie: il cinema a portata di tutti

12 Settembre 2003

405themovie: il cinema a portata di tutti

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Fatevi il film in casa: costi zero, risultati alla Spielberg. Rivisitazione di un caso che forse non tutti conoscono

Non vi vengo a parlare di novità, proprio no. Però, siccome é stata una scoperta per me, potrebbe esserlo altrettanto per voi. Siete interessati a fare cinema, vorreste produrre film come Spielberg, Lucas, grandi produzioni? E perché non cominciate facendone uno in casa? Niente di nuovo, c’è chi l’ha fatto.

Vorrei parlarvi di questo filmetto (meno di tre minuti) realizzato in maniera molto casereccia da due giovani esperti in effetti speciali. Non oggi, però, ma nel lontano anno 2000. Andate a fare il download (2,2 Mb la versione più compressa, neanche troppo), guardatelo e poi continuate a leggere l’articolo, se vi va.

Sul sito Web ufficiale trovate tutto: il filmato, i commenti, la sezione features con spiegazioni di come il film è stato realizzato, gli errori e i dati tecnici che però vi passo in parte io. Andatelo a vedere, ne vale la pena (Da alcuni giorni i link per il download del film risultano inattivi Ndr). Una storia semplice semplice, quella di un ragazzo che a spasso con la sua macchinona su un’autostrada americana (la 405, per l’appunto, vicino Los Angeles) si ritrova coinvolto nell’atterraggio di un aereo di linea che… gli atterra praticamente sopra.

Grande produzione, eh? Ed effettivamente, guardandolo ci si domanda: ma dove li hanno trovati tutti ‘sti soldi per mettere insieme questa produzione? “405themovie”, di fatto, è la dimostrazione che con un poco di praticaccia col computer, buona volontà e determinazione, si può fare molto.

Da qui vengono le mie due disquisizioni quotidiane. Però se non vi vedete il film mi lasciate a disquisire da solo…

Disquisizione uno: pochi ma buoni

Tre minuti di un thriller mozzafiato. Un DC10 che ti atterra sopra la macchina mentre stai andando sulla tua autostrada, bel bello. Mica cose da poco. Dal Web site, dalle news, eccetera, ho tratto per voi il sunto dei dati:

  • $400 di spese totali (di cui $150 in multe per aver filmato senza permesso)
  • 70 minuti di filmato totale per una resa effettiva di 3 minuti. Telecamera digitale Canon da $1.300.
  • Apparecchiatura di montaggio che oggi non si userebbe neanche più per fare la lista della spesa. Processore Celeron da 300 Mhz, Pentium II, Pentium III, Hard Disk da 25 giga. Tutto sotto Windows NT (che ricordo per quelli che non sanno, vuol dire Northern Technologies, la casa che lo ha sviluppato, mica la Mikrosoft)
  • Tre mesi di lavoro in due, nel tempo libero. Dedicato a chi passa il suo tempo davanti alla televisione ad ascoltare Emilio Fede o la pubblicità che viene trasmessa tra un pezzetto di programma e l’altro.
  • Software usato, di quelli alla portata di tutti o quasi, comunque non da grossi Studios: Photoshop, Premiere, Lightwave (unico software caro, $1.600 al giorno d’oggi) Digital Fusion, Virtual Dub (freeware). Ovviamente, chi è del settore, questi software li ha già, visto che li usa spesso e volentieri. Anche vero che non si impara ad usarli da un giorno all’altro.

Con questi mezzi spartani, amatoriali o quasi, e tanta buona volontà, é stata fatta una grande produzione quasi alla Titanic (ma di 3 minuti soli). Ce ne vogliamo rendere conto? Considerazione: le idee sono sempre vincenti, la quantità dei fondi secondaria. Il computer effettivamente aiuta a vincere molte barriere.

Disquisizione due: il filmetto è del Duemila

E questo che vuol dire? Che i mezzi tecnologici usati per farlo sono di quelli che oramai si trovano solo più nei mercatini di periferia, settore “cianfrusaglie che nessuno compra più”.

Di quale incredibile potenza disponiamo noi, ora, nel 2003, per pochi spiccioli, con il ventolone rumoroso che fa bella posta sopra il nostro tavolo, ed alle volte manco sappiamo farci i conti della spesa, o verificare se la banca ci da gli interessi giusti?

Teorema: è come avere un Ferrari per andare a fare la spesa al mercato. Tanto, in città più che i 50 non si riesce a fare. Corollario: un computer superpotente, dopo averci installato Windows XP diventa una ciofeca. Di qui l’enunciazione della formula:

Pentium IV + XP = meno soldi in banca e velocità immutata. Vogliamo smetterla di comprarci delle macchine superpotenti e imparare a usare bene quelle che abbiamo?

Disquisizione tre: il computer è un mezzo magico, ma…

Ma bisogna farsi il culo a quadretti per imparare a trarne veramente le potenzialità. Dedicato a quelli che da più di 5 anni dicono che impareranno a usare Photoshop. Un giorno. Abbiamo a disposizione, in pochi chili di plastica, silicio, latta e vetro molto più di quello su cui potevano sperare i tecnici che hanno mandato un paio di persone sulla Luna, oppure degli studi Disney che hanno prodotto Fantasia (pronuncia: Fantéesiah). Questo, ovviamente, presuppone anche un interesse nel mezzo e la volontà di usarlo come strumento meraviglioso di realizzazione di sogni, arte, idee. Un amplificatore del nostro cervello, insomma.

Disquisizione quattro: Internet = una finestra sul mondo

Il film “405themovie”, presentato il 5 giugno 2000 sul sito Internet creato appositamente, divulgato tramite Internet ad amici, parenti, conoscenti e possibili clienti, gente del settore insomma, in tutto una cinquantina di persone, ha permesso, nell’arco di 6 mesi, di avere 3 milioni di download dei file del filmato (in versione “migliore qualità” = 9 mega! Nel 2000! Ed “economica” = 2.2 mega). Tre milioni, un bel pubblico. Che ovviamente non ha pagato un centesimo, ma che si è interessato, ha sparso la voce, e agli autori sono piovuti premi, convocazioni per festival, lavori, notorietà.

Un “BlairWitch effect”? Ma certo. A volte noi pensiamo al Web solo come un grande calderone di foto porno, vendite all’asta, portali più o meno aggiornati, newsgroup e chat perditempo. No, c’è di più: diffusione delle idee, informazione, entertainment, curiosità soddisfatte. E il big business Hollywoodiano forse sta cominciando ad accorgersene, dopo l’industria della musica, che sono anni che piange miseria perché gli scaricano gli MP3 senza pagare, ma che non si preoccupa di offrire opportunità a CHI FA MUSICA SUL SERIO di farsi sentire, come avveniva nei mitici anni ’70, oppure a vendere a prezzi ragionevoli i CD.

Avete più visto in tempi moderni una cantante che non sia strafiga e sensuale? No? Neanch’io, chiara dimostrazione che le brutte non sanno cantare. Mmmmmh, forse non è proprio così.

Sto delirando, basta

Computer, iniziativa privata, possibilità del singolo individuo di mostrare cosa sa fare? Che questa sia la strada per il futuro, in diretta contrapposizione con lo strapotere delle multinazionali (di partito e no), che “l’artigiano” quello che fa della sua abilità e del suo lavoro manuale la sua ricchezza e la sua frustrazione, abbia ancora delle possibilità di farsi vedere/sentire/apprezzare?

Cosa farebbe Giotto nel 2003? O Tiziano e la sua bottega? Elaborazioni con Photoshop per rivenderle ai mecenati odierni? E Canova? Rendering fatti con 3D Studio? E Manzoni? Copioni per le soap operas? Eh, i tempi che cambiano…

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