Programmazione (e autoformazione)

Ogni programmatore deve sapersi aggiornare

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25

set

2018

E a volte le fonti più preziose sono non strettamente informatiche o tecniche, purché amplino gli orizzonti.

Per chi fa programmazione, il learning può essere solo continuous; lo sviluppo è costante, i cambiamenti la norma. Il suggerimento che ci arriva da questa intervista è tenere il passo anche per vie apparentemente controcorrente.

Quali sono i temi nuovi che chi si occupa di programmazione dovrebbe iniziare a esplorare e studiare?

Tra i temi più interessanti e promettenti metterei Data Science, programmazione mobile e Internet delle cose.

Tu in che modo ti tieni aggiornato?

Continuo a leggere sia articoli in Internet che libri di carta. Entrambi sono ottime fonti di informazione e conoscenza. Inoltre, occupandomi di didattica dell’informatica, non mi limito a leggere e studiare, ma provo sempre a realizzare script e programmi alla ricerca di un taglio didattico più semplice e avvincente per trattare gli argomenti.

C’è anche un problema di abbondanza: è impossibile leggere tutto quello che esce ogni giorno riguardo al tuo settore. Come si opera una selezione efficace?

Sì, quello dell’abbondanza di informazioni è un problema importante che probabilmente è in costante peggioramento. Come diceva Umberto Eco, è essenziale applicare un’arte o una tecnica (nemmeno lui sapeva che cosa fosse) della decimazione della mole di dati che incontriamo.

Per cercare di selezionare i contenuti interessanti e far fronte a questa marea informativa uso semplici strumenti di annotazione come GNotes e Scrible in Chrome, riportando e/o sottolineando quello che ritengo utile. Cerco anche di costringermi a riguardare questi appunti, anche se la cosa non è facile perché la rete ci spinge sempre alla ricerca di altre cose invece di tornare a rileggere e riflettere.

Esclusi i presenti, quali sono i tre maestri nel tuo settore che è assolutamente indispensabile seguire?

Nel settore che sento più mio quello della didattica della programmazione, posso citare tre personaggi che inducono a riflettere e a pensare: Umberto Eco (non propriamente un informatico), Jaron Lanier (tecnointellettuale) e Guido Van Rossum (il papà di Python).

Guido van Rossum, papà di Python

Python è uno dei linguaggi più diffusi e apprezzati e il merito è principalmente suo.

 

Qual è la giusta ratio tra apprendimento da contenuti (libri, web, newsletter, courseware…) e apprendimento da comunità (forum, portali, eventi, mailing list…)?

Un equilibrio va costantemente cercato e contrattato. La forza attrattiva di siti e community estremamente validi di domanda/risposta come StackOverflow, Quora, Reddit, StackExchange eccetera è impressionante così come la forza dell’enciclopedia collaborativa Wikipedia. Sono fonti fantastiche ma, probabilmente, in più situazioni non sono sufficienti. L’obiettivo di semplificare tutto è imprescindibile nel processo di apprendimento ma è altrettanto necessario costruire percorsi e riflessioni più articolate e profonde.

In generale, i link nella rete portano a navigare in superficie mentre i libri portano a immergersi in profondità. I MOOC sono un esempio interessante di questa difficoltà e contrapposizione. Nati con l’obiettivo di superare la lezione in presenza e di portare la conoscenza alle masse, in più di un caso hanno mostrato il limite di non riuscire a portare le masse alla conoscenza. Chi conclude un courseware è quasi sempre un’esigua minoranza di coloro che iniziano, perché l’acquisizione di conoscenza e competenza è comunque un percorso difficile, lungo e faticoso, che richiede tempo e immersione.

Qual è l’ultimo argomento su cui ti sei aggiornato o stai aggiornandoti? Attraverso quali canali?

In questo momento sto occupandomi (come sempre da un po’ di anni a questa parte) di programmazione a blocchi (Scratch, Microbit…). A wiki, tutorial e altri materiali online su Scratch (che sono davvero tanti e come sempre da vagliare con attenzione) abbino la lettura di libri come Lifelong Kindergarten: Cultivating Creativity through Projects, Passion, Peers, and Play di Mitchel Resnick. Per l’argomento Data Science, mi accingo a immergermi in Data science. Guida ai principi e alle tecniche base della scienza dei dati.

Ci regali un consiglio di metodo?

Facendo tesoro di quanto altri mi hanno insegnato: quando affronti un argomento nuovo, prendi appunti disegnando su carta una mappa mentale che parte dai termini principali dell’argomento e si allarga con collegamenti a quelli secondari, terziari eccetera. Inoltre, consiglio sempre di far tesoro di questo aforisma di Lucio Anneo Seneca: Homines dum docent discunt (Gli uomini quando insegnano imparano). Questo è quello che mi accade sempre e ovunque: a scuola, all’università, al Coderdojo, al Fab lab

Imparare a programmare con Python

Uno dei testi che aiutano a partire subito e bene.

 




Maurizio Boscaini (@m_boscaini), laurea in Ingegneria Elettronica, insegna Informatica all’ITIS Marconi e all’Università di Verona. Ama programmare, soprattutto in Python, e piantare alberi. Sposato con Chiara, ha tre figli, Elia, Agnese e Lorenzo. Studia e sperimenta, dalla scuola primaria all’università, tecnologie, linguaggi e metodologie per la didattica e cerca di capire come queste cose stanno cambiando la nostra vita. È autore di Imparare a programmare in Python.

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