Crittovalute e mining

Cose da sapere (e da fare) su Bitcoin & C.

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17

set

2018

Affari ma anche opere buone, lucro o volontariato su progetti scientifici. Come impiegherai il tuo tempo macchina?

I Bitcoin sono solo l’avanguardia di un mondo di valute garantite da funzioni matematiche. In questa conversazione con l’autore di Investire in Bitcoin scopriamo quante cose possiamo fare a prescindere dalla moneta virtuale.

Cominciamo con i fork: diciamo Bitcoin ma dobbiamo distinguere tra diverse versioni, che condividono lo stesso storico eppure sono crittovalute indipendenti. Quale scegliamo e perché?

Al momento mi manterrei su Bitcoin Classic, o su un’altra valuta famosa (intendendo a elevato volume di scambi). Col sistema delle modifiche a consenso, le grandi crittovalute non dovrebbero riservare sorprese. Per il resto, un po’ tutte le crittovalute seguono gli stessi macroandamenti. E poi i Bitcoin, insieme ai fratellini Litecoin, mantengono una loro spendibilità pratica, per esempio presso Subway.

In ogni caso la valuta prodotta dalla fork di metà 2017, Bitcoin Cash, è attualmente la quarta valuta più scambiata, quindi nessuno la esclude a priori. Sarebbe bello indovinare una nuova valuta di successo, da comprare oggi a quattro soldi a un’offerta iniziale, una ICO, e rivendere domani. Ma sarebbe un vero azzardo.

Davvero Bitcoin sembra un ottovolante, oggi vale migliaia di dollari, domani li ha persi, dopodomani ricomincia… per quanto sia difficile fare previsioni sensate, che cosa ti aspetti dal futuro della crittovaluta più famosa?

Guarda, tutto è possibile. Che finisca miseramente come nella bolla dei tulipani di cui parlo nel libro e che riprenda la crescita interrotta a dicembre 2017. Di sicuro la tecnologia su cui si basano le crittovalute rimarrà e verrà usata, per valute più tradizionali o per regolare altri tipi di transazioni che richiedono una garanzia. Fare previsioni adesso… io mi aspetto che in questo autunno 2018 il suo valore cresca e che poi a metà dicembre si contragga. Ma è una previsione da sfera di cristallo.

Che cosa ti ha divertito di più scrivere del tuo libro?

Ho pensato alle persone più semplici e meno alfabetizzate, in senso informatico, che conosco. Mi sono messo nei loro panni per pensare alle loro speranze, dubbi e paure. Mi sono ripromesso di farle giocare e divertire con queste strane cose di cui hanno sentito parlare in tv. Da un lato per esorcizzarne le paure e dall’altro di proporre le opportune precauzioni. La mia speranza è stata togliere loro ogni curiosità, di accompagnarle in sicurezza in questo strano mondo e, con un po’ di fortuna, di consentire loro di rendere anche tangibile questo divertimento. Sempre con moderazione…

Questo mi ha divertito molto. Mettermi nei panni di Rosa (don’t ask…).

Bancomat Bitcoin

Sembrerebbe un comune bancomat, ma eroga Bitcoin.

 

Qual è l’altra crittovaluta che segui con maggiore interesse dopo Bitcoin? Come mai?

Considero Bitcoin e Litecoin due livelli della stessa medaglia, per il fatto che con valori certamente diversi garantiscono una notevole spendibilità.

Ho un’irrazionale attrazione per Ethereum, che comunque è condivisa da molti altri, visto che si tratta della seconda più grande crittovaluta al mondo. Da sole, Bitcoin ed Ethereum coprono sicuramente ben oltre la metà dell’intero mercato delle migliaia di crittovalute esistenti.

E poi ho una passione divertita per i Dogecoin. Lo stesso suo creatore si dice sorpreso della sua popolarità. Vale quasi nulla (al momento naviga sui 2 millesimi di euro) ma la sua capitalizzazione è di ben 250 milioni di euro. Cosa vuoi che ti dica. Il cane è simpatico, è facile accumularne gratuitamente grandi quantità (inteso come qualche decina di dogecoin) e quindi la mino, la raccolgo, la scambio e… mi diverto.

Monero. È forse la crittovaluta più proficua in termini di mining. Sempre che le attività di mining in Italia abbiano un senso.

A proposito di mining. C’è una industria del miningche impiega risorse ingenti e consuma energia in grandi quantità per estrarre Bitcoin dal loro limbo matematico. Ha ancora senso per un singolo lasciare il computer di casa al lavoro nei tempi morti sperando che a un certo punto trovi una ricompensa?

Sì, perché è divertente e fa accumulare qualcosina, se già tieni accese le macchine. Sì se trovi un contratto di mining davvero vantaggioso (nel tempo, occhio al fattore tempo, ragazzi) con una società cinese o islandese o russa.

Direi di no se pensi di mettere su una stazione di mining in casa: le apparecchiature sono costose e, alla fine, ripagano solo il prezzo d’acquisto. Se acquisto un rig (un sistema di mining dedicato) da 2.000 euro che mi fa guadagnare 1.800 euro in un anno (e 900 il secondo e quasi nulla il terzo) e magari mi fa spendere 400 euro di elettricità (il primo, il secondo e il terzo anno), mi dici dov’è il guadagno? Non conosco attività di mining che operino sul territorio italiano (e alle tariffe elettriche italiane).

Al solito, se volete divertirvi, fate minare le macchine di casa usando i tanti sistemi disponibili online (ne parlo nel libro), ma non osservate la vostra macchina come se fosse una miniera d’oro. Certo, se avete GIÀ una bella macchina con una bellissima scheda video che usate per giocare e volete metterla a minare crittovalute, allora potreste avere qualche interessante soddisfazione. Ma investire del denaro fisico oggi per un ipotetico guadagno ballerino futuro… non so…

Rig per il mining dei Bitcoin

Estrarre Bitcoin costa denaro e consuma energia, con guadagni decrescenti.

 

Diverso è il mining per beneficenza: potete connettervi a tante iniziative (ne accenno nel libro) e donare la potenza di calcolo in eccesso (del computer, del telefonino) per aiutare a risolvere i grandi problemi dell’umanità, dalla medicina alla fisica all’astronomia. Questa è sempre e comunque una buona cosa.

Ecco, appunto. Di queste iniziative, ne pratichi qualcuna?

Sì, lascio lavorare Folding@Home sul PC che sto usando ora per rispondere e anche sul telefonino, quando è in carica.

Hai un aneddoto dalla tua esperienza sui Bitcoin?

Ho una figlia a Brno, Repubblica Ceca, ballerina classica al Teatro di Stato (NdB – Národní divadlo Brno). È proprio a Brno che ho visto per la prima volta un bancomat di Bitcoin. Ed è proprio a Brno che ho speso i miei primi Bitcoin, per un sandwich da Subway.

Un’altra cosetta divertente, che non ho scritto nel libro. Proprio della serie Lo faccio per divertirmi, e chissà mai che… ho pensato di dedicare alle crittovalute un metaforico pacchetto di sigarette alla settimana (non fumo e non ho mai fumato): cinque euro settimanali che immagino di mettere da parte e, allo scadere del mese o giù di lì (con un occhio agli andamenti di mercato), investo in crittovalute. La cosa non pesa certamente sulle finanze familiari, non mi farà diventare ricco (ma mai porre limiti alla crittografica provvidenza) e neanche povero. È il tipo di approccio e atteggiamento che mi sento di consigliare a tutti: niente salti di gioia, ma anche niente lacrime.

Sappiamo che non esiste una risposta certa; tuttavia, per giocare sapendo di giocare… chi è secondo te Satoshi Nakamoto? Lo troveranno mai?

La mia speranza è che sia un grande innovatore e un benefattore dell’umanità. Il mio incubo è che possa essere l’ennesimo poco di buono. Motivo in più per essere prudenti.

Nel pubblicare la prima intervista con Paolo, lo scorso 29 agosto, Bitcoin valeva 6.080,36 euro; oggi, 5.587,61.

Investire in Bitcoin

Imparare a destreggiarsi tra promesse e realtà.

 




Paolo Poli in quasi vent'anni di attività ha tradotto ed editato oltre duecento libri. Ha cominciato a interessarsi ai bitcoin nel 2015 proprio lavorando al volume Bitcoin: guida all'uso delle criptovalute e della tecnologia Blockchain edito da Apogeo. Quindi ha iniziato a sperimentare diverse possibilità di investimento seguendo con attenzione crescente l'andamento di questo nuovo mercato.

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