Guadagnarci e non rischiare

Che cosa sono i Bitcoin (e come usarli bene)

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29

ago

2018

Meglio un portafogli hardware per le monete software e altri consigli per muoversi nel rischioso mondo delle criptovalute.

Fanno notizia, specie quando decollano… o crollano. I Bitcoin attirano investitori desiderosi di arricchirsi presto. Ma i rischi sono tanti e bisogna arrivare preparati. Come con questa prima intervista all’autore di Investire in Bitcoin.

Apogeonline: Come definiresti Bitcoin in una riga, per il lettore che li ha appena scoperti e ne sa nulla?

Paolo Poli: In una riga? Una grande opportunità e un grosso rischio.

Volendo dire qualcosa di più, sono una rivoluzione tecnologica, un modo per sganciare il denaro dal controllo delle banche e degli stati. Con la blockchain, la tecnologia sulla quale si basano le criptovalute, salta la figura del garante di una transazione, sostituita da un sistema di prove e consenso della Rete. Se devo pagare 100 qualcosa a Pippo, non è più la banca o un sistema interbancario internazionale a garantire la transazione, ma solo l’accordo tra me e Pippo, confermato esclusivamente (e quasi gratuitamente) dalla Rete. Quindi, dal punto di vista dell’utilizzo pratico, le criptovalute rappresentano un bel cambiamento, e un’opportunità.

L’altra faccia della medaglia è il rischio. Le valute tradizionali si basano su un insieme di garanzie che, in buona sostanza sono costituite da ricchezza (delle casse, in oro, del Paese, della sua economia o delle sue potenzialità). La base delle criptovalute è la fiducia: aumenta la fiducia, aumentano gli acquisti di criptovalute e ne aumenta anche il valore. Purtroppo accade anche il viceversa: investite 100 euro in criptovalute e dopo poche settimane potreste trovarvene 150, 200 o anche 1.000; ma anche 80, 50 o 10, e non è una bella cosa.

La morale? Non è un investimento sicuro: studiate quanto più possibile, informatevi sugli andamenti e investite, quando il valore è basso (sperando che non scenda ulteriormente), una somma che se dovesse dissolversi non vi faccia versare troppe lacrime.

Come è stata la tua prima esperienza con i Bitcoin?

Cominciai a maneggiare criptovalute nel 2015, quando Fabio Brivio di Apogeo mi chiese di tradurre il volume di Richard Caetano Bitcoin – guida all’uso delle criptovalute e della tecnologia Blockchain.

A quei tempi un bitcoin valeva 300-400 euro e, molto sinceramente, non avrei mai pensato che potesse raggiungere i 16.000 euro (mentre scrivo vale 6.080,36 euro). Forse avrei dovuto avere più fiducia, anziché limitarmi a investire qualche decina di euro. Va beh… sono fortunato in altri campi, non certo coi soldi. Ne parlo a pagina 3, mi pare… :-)

Il libro di Caetano è molto tecnico e per certi versi rispecchia un’epoca passata, in cui si minavano i bitcoin in casa, i wallet erano da tenere su disco e aveva senso studiare i dettagli del funzionamento della blockchain. Oggi che l’interesse sulle criptovalute è pervasivo, abbiamo creduto, l’editore e io, che fosse necessario un libro che informasse tutti, offrendo l’opportunità anche di divertirsi con le criptovalute, accumulando anche piccole somme senza rischiare nulla. In sostanza il taglio scelto è divulgativo e accompagna dai faucet online, ottimi per accumulare piccole somme, fino alle attività di mining, da eseguire in casa o anche affittando potenza di calcolo all’altro capo del mondo.

Com’è maneggiare una moneta fatta di matematica?

Definire matematica. Di fatto anche i soldi che usiamo per cenare in trattoria sono matematica. Li abbiamo mai visti, toccati? Sappiamo dalla nostra banca che, a fronte di un lavoro, il nostro conto corrente presenterà in futuro un numero con un segno positivo. Diamo all’oste un rutilante rettangolo di plastica che attesta la nostra possibilità di pagare la cena e sappiamo che da qualche parte ci comparirà un numero con un segno negativo. Ormai compriamo in contanti solo le zucchine al mercato e il caffè al bar.

Di più. Ormai il denaro corrente è perlopiù slegato da un analogo valore depositato. Anche l’euro è una convenzione. Certo, basata su un’economia reale e non su software, ma in buona sostanza anche l’euro (o qualsiasi altra moneta) è ormai fatto di numeri. Numeri su un display. Da lì alle criptovalute il passo non è poi così lungo, non trovi?

Qual è il peggiore falso mito sui Bitcoin?

Che sia automaticamente un guadagno, un investimento, una pentola piena d’oro. Fortunatamente non siamo aborigeni e non ci facciamo incantare da specchietti e collanine di plastica (leggi colorate pagine web che prospettano favolosi guadagni). Su questo siamo tutti d’accordo, vero? Vero? Cosa dici? Quadruplicare il mio investimento in una settimana? Sì, ok e non hai anche un Rolex a 12 euro?

C’è qualche libro, blog, autore che ha contribuito più di altri a farti diventare un esperto?

Come ho detto prima, il libro di Caetano è, tecnicamente, un must. Detto questo, al giorno d’oggi è meglio informarsi sugli andamenti attraverso risorse online il più possibile aggiornate. Nel libro ne cito alcune particolarmente affidabili. Una fra tutte: le tante pagine del sito CryptoCompare e i suoi aggiornamenti di mercato. Da lì può partire un’ampia esplorazione di tutto ciò che riguarda il mondo delle criptovalute.

Purtroppo fra ciò che si legge online bisogna imparare a distinguere. È proprio per evitare dolori ai lettori che ho scritto il mio libro.

Quali sono le mosse più astute per lavorare bene con i Bitcoin ed evitare intoppi o fregature?

Usare la zucca, voglio dire, il buonsenso. I racconti di montagne d’oro a portata di mano hanno sempre fatto brillare gli occhi a tutti, da Aladino e i quaranta ladroni in poi e credo anche prima. Ebbene sono tutte, irrimediabilmente e inevitabilmente false. Al momento il mercato dei bitcoin e delle criptovalute è tranquillo, dopo il momento di gloria di fine 2017. La cosa più intelligente che si può fare è studiare gli andamenti, aspettare un brusco calo motivato, per esempio un accumulo di ritiri di criptovalute per realizzare dei guadagni (a Natale, a fine anno, a inizio ferie…) e investire una somma letteralmente a perdere, comprando tramite un wallet serio, come il solidissimo Coinbase. Con un po’ di fortuna, dopo la valle arriverà un picco e lì potremo prenderci anche noi qualche (auspicabilmente grassa) soddisfazione. Se poi il picco dovesse essere himalayano… buon Natale!

Si sono lette storie raccapriccianti di gente cui si rompe il computer e perde i Bitcoin che ha dentro, o viene rapinata da un pirata informatico… a che cosa si deve stare attenti quando si ha un bel gruzzolo?

A chi avesse accumulato (o investito) un bel gruzzolo in criptovalute consiglio decisamente un wallet hardware (ne parlo anche nel libro). È compatto e facilmente occultabile ovunque, è sicuro perché rimane perlopiù offline, è materialmente tuo, in tasca e non chissà dove ed è dotato di sistemi di backup che rendono difficile la perdita del suo contenuto. Ma per investire grosse somme di denaro in criptovalute occorre soprattutto avere a disposizione un grossissimo portafoglio in valute correnti. Io posso piangere se perdo 500 euro, qualcun altro comincerà a piangere da 5.000 o 50.000 in su, beato lui. Insomma… non esagerate. Mai!

Detto questo, nessun sistema è sicuro al 100 percento. Se un ladro sa che cosa cercare e ha il fegato di estorcervi la password, il vostro minuscolo e corposo wallet passerà di proprietà. E se dovesse rubarvelo scambiandolo per una bella chiavetta e dovesse buttarlo via o anche se doveste dimenticarlo o perderlo senza aver eseguito un backup… non voglio pensarci… 

Investire in Bitcoin

Divertirsi con le criptovalute… e la giusta prudenza.

 




Paolo Poli in quasi vent'anni di attività ha tradotto ed editato oltre duecento libri. Ha cominciato a interessarsi ai bitcoin nel 2015 proprio lavorando al volume Bitcoin: guida all'uso delle criptovalute e della tecnologia Blockchain edito da Apogeo. Quindi ha iniziato a sperimentare diverse possibilità di investimento seguendo con attenzione crescente l'andamento di questo nuovo mercato.

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