Informazioni pratiche, soluzioni concrete

Enzo Dal Verme: tra social media, copyright, scoop e comunicazione

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02

lug

2018

Altre domande a un fotografo di grande esperienza, che ha colto l’importanza di sapersi muovere su Internet e social media.

Lo scorso 14 giugno abbiamo pubblicato una prima serie di domande all’autore di Marketing per fotografi, con le relative risposte. Oggi è giunto il momento di soddisfare altre curiosità relative alla fotografia e al suo marketing oggi.

Apogeonline: Il mercato delle foto di stock è veramente tale? Voglio dire, è possibile ricavarne, se non un reddito vero, almeno un arrotondamento interessante?

Enzo Dal Verme: Certamente, ci sono fior di fotografi che fanno solo stock. Non è un settore nel quale io abbia esperienza diretta e per scrivere quel capitolo del libro ho chiesto aiuto al mio amico e collega Stefano Oppo che, invece, è estremamente specializzato. Anche nello stock, però, le cose sono cambiate moltissimo negli ultimi anni e continuano a cambiare con una grande velocità. Per questo motivo è indispensabile rimanere costantemente aggiornati e non stancarsi di studiare.

Proteggersi completamente dal furto di foto online deve essere impossibile. Ma di tutti i metodi di deterrenza, qual è il più efficace e il primo da usare?

Penso di averli sperimentati tutti, o quasi, perché molte delle mie foto sono state prelevate dal web e utilizzate senza la mia autorizzazione. È un po’ difficile stabilire quale sia il metodo in assoluto più efficace, ci sono tante azioni che possono essere compiute e ognuna ha i suoi pro e contro. Ultimamente sono anche nate alcune società che, appoggiandosi ad un proprio network di studi legali nel mondo, aiutano i fotografi a difendersi dai ladri di foto. Prima di tutto setacciano la rete e trovano le immagini utilizzate illecitamente e poi, se ci sono una serie di estremi, ottengono un pagamento. Siamo lontani da una buona protezione, ma almeno i casi più eclatanti si riescono ad arginare.

Enzo Dal Verme: Marketing per fotografi

Un autore che può farsi fotografare con il suo libro meglio di come faremmo noi.

 

Volendo perseguire il personal branding in rete, conviene maggiormente concentrarsi sulle piattaforme specializzate in fotografia (Instagram, Flickr, Pinterest…) oppure usare quelle più social (Facebook, LinkedIn, Twitter…) dove il pubblico è più vasto e composito?

È una domanda alla quale non si può rispondere in modo generale. Dipende molto dalla specializzazione del fotografo e da chi vuole raggiungere. E poi ci sono azioni che vengono effettuate solo per aumentare la propria notorietà (potremmo parlare di brand awareness) e altre che sono più mirate. La cosa importante è avere una strategia e non fare le cose a casaccio. I profili di maggior successo su Instagram, per esempio, seguono un vero e proprio piano editoriale. Scelgono in anticipo le foto da usare, ma hanno la flessibilità e la prontezza di cambiare all’ultimo momento per adattarsi ai trend di ricerca o ai fatti di attualità. Programmano il giorno e l’ora di pubblicazione in base alle abitudini del propri follower. Curano meticolosamente gli hashtag per assicurarsi di raggiungere diversi target e di avere una presenza costante nelle ore della giornata. Monitorano ininterrottamente i risultati e adattano la programmazione di conseguenza. Tutto ciò, mantenendo quell’aspetto casuale e un po’ improvvisato tipico del media. Ma forse Instagram non è il social più adatto per la specializzazione che si vuole promuovere e una serie di azioni su Linkedin è più indicata. Oppure Behance? Ogni caso è diverso.

Mi ritrovo per caso a fotografare un autentico scoop in esclusiva. Come mi comporto per venderlo al giusto prezzo ed evitare fregature?

Se non sai come quantificare il tuo lavoro, chiedi consiglio. Chiedi ad una agenzia, anche se non ti rappresenta o non ti ha mai rappresentato, e spiega che cos’hai per le mani. Se quello che proponi è interessante, faranno di tutto perché tu la affidi a loro. Fatti dare dei prezzi. Poi chiedi a qualcun altro e vedi se i prezzi combaciano. A quel punto puoi decidere se affidare davvero tutto ad una agenzia (controlla bene il contratto!) oppure se negoziare tu con i potenziali clienti. Oppure potresti trovare un clientone a cui concedere l’esclusiva della prima pubblicazione del tuo scoop e subito dopo l’agenzia potrà raggiungere capillarmente tanti altri clienti. Quale sia la soluzione migliore, naturalmente, dipende anche dall’effettiva potenzialità dei tuoi scatti.

Come ti è venuta l’idea di questo libro?

Tutto è cominciato con una serie di articoli di approfondimento sul nostro mestiere che il direttore di Tutti Fotografi mi aveva chiesto di scrivere. Quando sono stati pubblicati gli articoli sul marketing, la risposta dei lettori è stata davvero buona. Il tema è ovviamente sentito e scarseggiano i punti di riferimento. Così è nata l’idea di dare un seguito. Il libro non ha la pretesa di essere un prontuario completo o di offrire strategie che sicuramente risolveranno tutti i problemi dei lettori; è solo un manuale di consigli pratici scritti da un fotografo che ha vissuto in prima persona le trasformazioni del mercato e provato tante strategie per stare al passo coi tempi.

Nel libro condivido molte informazioni estremamente pratiche e soluzioni concrete, spiego come si fa una certa cosa, come evitare un certo errore e lo spiego con cognizione di causa perché quell’errore… l’ho fatto io! Condivido anche parecchi contatti dei mei fornitori, inclusi quelli che ho sudato sette camicie per trovare perché prima di loro ne avevo trovati altri con i quali non mi ero trovato per niente bene. Ecco, ho pensato di fare risparmiare del tempo ai lettori (miei colleghi o aspiranti tali) condividendo tutte queste informazioni. Tanto, per fare nuovi errori c’è sempre spazio. E… no, non ho paura di aiutare i miei concorrenti perché poi dipende tutto da come vengono utilizzate queste informazioni. Se fosse così, non insegnerei neanche e invece è una cosa che mi piace moltissimo.

Prima di fare il fotografo avevi una agenzia di comunicazione…

Sì, è vero. E ancora adesso ogni tanto do delle consulenze. Forse è per quello che mi è abbastanza facile rimanere aggiornato, sono curioso. E poi è un po’ una forma mentis acquisita che rimane. Come quando sei fotografo e ti viene spontaneo osservare come se stessi inquadrando, anche se non hai una macchina fotografica in mano. Ecco, è un po’ la stessa cosa. Solo che si tratta di immaginare una strategia nella sua totalità con attenzione ai particolari più piccoli. In fondo è un po’ come scattare un ritratto: è importante avere una visione globale tenendo in considerazione ogni dettaglio.

Marketing per fotografi

Come inquadrare la professione nel contesto digitale.




Enzo Dal Verme (@enzodalverme) è un fotografo italiano conosciuto per aver ritratto celebrità come Donatella Versace, Laetitia Casta, Marina Abramovic, Bianca Jagger, Wim Wenders. Le sue immagini sono state pubblicate da riviste come Vanity Fair, L'Uomo Vogue, The Times, Marie Claire, GQ. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla fotografia ha fondato un'agenzia di comunicazione specializzata nel lancio di nuove mode e prodotti e ha collaborato con la società olandese Science Of The Times occupandosi di ricerca sull'evoluzione della mentalità del pubblico. Ha insegnato comunicazione all’Istituto Marangoni di Milano e Londra, allo IED di Milano, all’Ateneo Impresa di Roma e alla Sole 24 Business School di Milano. Oggi continua ad utilizzare la sua esperienza di comunicatore come consulente e brand builder. È anche autore di Storytelling For Photojournalists edito negli Stati Uniti da Amherst Media. Ama il tofu.

In Rete: https://www.enzodalverme.com

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