La vita è tutta un test

Marco Beri: libri per un programmatore

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05

mar

2018

Per un programmatore non c’è niente come programmare, per migliorare. Poi. però, la lettura dei testi giusti fa miracoli.

La programmazione è tradizionalmente stata uno degli argomenti centrali per i nostri libri. Ci piace sapere tuttavia che cosa possa essere centrale, in fatto di letture, per un programmatore di spicco. Abbiamo qualche risposta.

Apogeonline: C’è un libro, o più di un libro, che ha segnato decisivamente la tua crescita professionale? E perché?

Marco Beri: Direi sicuramente Peopleware. Afferma e conferma con dei dati quello che ogni vero programmatore sa: non è possibile affrontare la gestione dei progetti informatici da un mero punto di vista tecnologico. Serve anche, per non dire soprattutto, un approccio sociologico.

Anche The Mythical Man-Month va in questa direzione; i buoni programmatori non si possono comprare un tot al chilo.

Poi, più tecnici, ricordo Design Patterns della cosiddetta Gang of Four e Clean Code di Bob Martin (il famoso Uncle Bob).

Il primo mi ha fatto capire che spesso affrontiamo problemi senza pensare che siano già stati affrontati (e brillantemente risolti) da qualcun altro prima di noi. Il secondo ha rimesso in discussione alcuni miei credo fondamentali nella scrittura del codice (per esempio ogni commento al codice è una sconfitta del programmatore).

Python 3

Una buona scelta per iniziare un cammino da programmatore.

 

Analogamente, c’è un libro – o più di un libro – che consiglieresti in special modo a qualcuno che iniziasse a lavorare nel tuo settore? Per quale motivo?

È una domanda a cui non so dare una risposta precisa, senza dettagliare in quali ambiti dell’informatica si vuole iniziare a lavorare. Diciamo che la cosa che più mi affascina nel mio settore è la scrittura di software, per cui consiglierei di imparare un linguaggio di programmazione qualsiasi.

Quindi consiglierei un testo sulla programmazione adeguato al proprio livello. Se si parte da zero, è il caso di iniziare da qualche sito (quelli fatti meglio sono in inglese, per cui, forse, il mio consiglio è prima di tutto imparare quella lingua).

Quale libro legato alla professione stai leggendo ora? Che cosa ti ha dato di positivo finora?

Sto leggendo Clean Architecture: A Craftsman’s Guide to Software Structure and Design sempre di Bob Martin. Come spesso fa Uncle Bob, stravolge le tue convinzioni alle fondamenta. Per esempio quasi tutti i programmatori pensano che la scelta di un database sia tra le prime da fare in un progetto. Ebbene in questo libro, tra le altre cose, Martin afferma che il database sia un mero dettaglio implementativo che deve essere facilmente sostituibile in un progetto realizzato secondo i principi della Clean Architecture.

Che cosa avresti voluto reperire in un libro per la tua professione, che ancora non sei riuscito a trovare?

Un modo per stimare correttamente il tempo necessario allo sviluppo di un nuovo progetto software. Molti sostengono che questa sia la pietra filosofale dell’informatica. Sinceramente un pochino lo penso anche io.

Hai un consiglio tecnico da elargire ai nostri lettori, magari non semplice da trovare in un libro?

Se siete programmatori imparate a scrivere i test. E poi scriveteli! ;-)




Marco Beri (@taifu), laurea in Scienze dell'Informazione, è appassionato di informatica da sempre e innamorato di Python dal 1999. Sposato con Lucia, ha due figli, Alessandro e Federico. Tra i suoi hobby ricorda il gioco in ogni sua forma, la pallacanestro, i Lego e la lettura. Per Apogeo è anche autore di Python 3, Imparare a programmare con ScratchEspressioni regolari Pocket e Creare la prima applicazione con Django.

In Rete: beri.it

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