Almeno le basi

Programmi per il 2018

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15

dic

2017

La padronanza dei rudimenti della programmazione cresce in valore. Qualche direzione cui rivolgersi per iniziare un nuovo anno.

L’offerta di linguaggi di programmazione e soprattutto di approcci alla programmazione è sempre più articolata e versatile. Esistono linguaggi tuttofare e specializzati in ogni campo, senza grandi problemi di prestazioni.

Soprattutto per chi comincia. Con l’hardware a disposizione (e il cloud a supplire) la velocità non è un problema, sia apprendimento artificiale o scripting veloce per togliersi uno sfizio. È invece importante possedere almeno l’infarinatura sul pensiero computazionale. Le posizioni professionali e individuali che potrebbero beneficiare di un aiuto software, anche semplice, sono moltissime. E poi c’è l’apertura della mente, la preparazione per capire che cosa sta portando a casa da scuola un figlio, la soddisfazione di riuscire a imparare. Ma da dove cominciare? Ecco consigli veloci che possono sbloccare un panico da pagina (di programma) bianca.

Python

È la tendenza del momento perché, come certi giochi, cominciare è semplice e si può migliorare per tutta la vita. È usatissimo per applicazioni esoteriche come il machine learning, eppure permette di risolvere problemi semplici con poche righe di codice, funziona ovunque e intorno ha una comunità straordinaria. Accessibile dall’adolescenza in su.

JavaScript

La sua sintassi potrebbe certamente essere più comprensibile. Eppure la capacità di inserire un programma ovunque, persino in una paginetta HTML, non ha prezzo e difatti il suo impiego è cresciuto smisuratamente in ogni ambito. Fino a invadere anche il campo delle applicazioni tradizionali; non poche di quelle moderne sono realizzate grazie a robuste iniezioni di JavaScript. Se disposti a superare l’impatto iniziale, può portare lontano.

Imparare a programmare con JavaScript

Forse il linguaggio che più facilmente porta a un lavoro oggi.

 

Swift

Nato in casa Apple, è però diventato open source e universale. Lo usa IBM, per esempio. È moderno, di facile approccio, adatto a progetti semplicissimi così come a quelli complessi, fino ad app professionali per computer da tasca. Se in casa ci sono un Mac o un iPad (con Swift Playgrounds), diventa una scelta quasi naturale. Fa meno notizia di Python e JavaScript, ma è apprezzato nelle aziende dove si sviluppa prevalentemente, ma non solo, per iOS.

Angular

La costruzione di app per il web è probabilmente il modo più agevole per arrivare a comprendere il concetto di applicazione e Angular mette a disposizione un mondo di strumenti per arrivarci in modo molto automatico e preciso. Con l’aumentare delle competenze possono crescere anche gli obiettivi, fino alla realizzazione di app fatte e finite per il desktop. Dà soddisfazioni molto prima di arrivare a questo punto, comunque. (Compresa la lettura degli articoli di Vincenzo Giacchina).

Menzioni d’onore per Ruby, Go e Scheme. Un invito a considerare comunque i meccanismi di scripting canonici, come la programmazione per la shell. E tanti auguri di buone feste, che possano contenere tempo libero e piacevole per provare qualcosa di diverso e profondo da quello che facciamo abitualmente con il computer.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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