Senza barriere

Un mondo di usabilità

di

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20

nov

2017

Usare la tecnologia positivamente per includere tutte le persone, indipendentemente dalle loro diversità e possibilità.

World Usability Day (WUD) è l’evento internazionale che coinvolge tutti i Paesi del mondo. Anche quest’anno Milano ne ha ospitato la nuova edizione con un evento organizzato da Avanade e Microsoft, con la partecipazione di SIGCHISIE (Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani), Università degli Studi di Milano Bicocca e Fondazione ASPHI Onlus – Tecnologie Digitali per migliorare la qualità di vita delle Persone con disabilità.

 

Il tema di quest’anno è stata la user experience centrata sull’inclusione. Il clima di una società equilibrata ed aperta non è tanto prevalente quanto molti di noi vorrebbero. Strumenti e tecnologie sfruttano le potenzialità di tutte le persone creando condizioni che stimolano le persone tra loro con lo scopo di coltivare e nutrire le relazioni interpersonali.

Il tema dell’inclusività si può riassumere come l’obiettivo di unire le persone attraverso servizi (digitali e analogici) per migliorare l’esperienza utente della collettività.

È quanto si legge nelle prime righe di WorldUsabilityDay.org e mira a coinvolgere i progettisti e la ricerca sulla User Experience affinché si focalizzino sull’influenzare il corso degli eventi creando tecnologie, prodotti e servizi inclusivi. Ecco alcuni degli argomenti suggeriti dal WUD di quest’anno:

  • Disegno universale: creazione di tecnologie e prodotti che funzionino per tutti.
  • Accessibilità.
  • Creare siti governativi (per pubbliche amministrazioni) più utilizzabili.
  • Intelligenze artificiali (ai) che supportino l’inclusione globale o proteggano dagli episodi di bullismo.
  • Empatia come parte della collaborazione.
  • Il cambiamento sociale attraverso i social media.
  • Unità attraverso il cambiamento sociale.
  • L’unità è inclusione.
  • Inclusione attraverso la collaborazione.
  • L’esperienza utente globale come un percorso verso l’inclusione.

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Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: se ci sono barriere, eliminiamole.

 

Con la frase Nessuno deve essere lasciato indietro il WUD di Milano, tanto per gli astanti quanto per chi seguiva lo streaming su Facebook, ha introdotto gli interventi che si sono susseguiti durante le due giornate. Uno dei primi esempi citati da Tiziana Pollio (Corporate and Consumer Communications Lead in Microsoft) è proprio la console XBox, utilizzabile anche da persone non vedenti o con altre limitazioni psicomotorie.

I temi degli speaker hanno affrontato il concetto di inclusività di qualsiasi tipo di abilità e di qualsiasi genere per migliorare la vita delle persone. Il primo intervento, tenuto da Pepe Moder, è stato dedicato all’inclusione nelle aziende e di come le loro organizzazioni interne non rappresentino le relazioni tra le persone. Le aziende devono includere le persone e le loro diversità, cosa che porta alla ricchezza e a una maturità aziendale.

A seguire, Luca Nardelli di Eyra ha presentato il progetto Horus (che prende il nome della divinità egizia con la testa di falco). Scopo del progetto è includere le persone cieche o ipovedenti ed aiutarle durante l’intera giornata. Il dispositivo descrive alle persone l’ambiente circostante attraverso telecamere a conduzione ossea. Tramite comandi vocali, l’utente interagisce con gli oggetti e lo spazio circostante.

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Audio a conduzione ossea per raccontare la realtà a quanti faticano a percepirla.

 

Prenderemo prossimamente ancora spazio per raccontare quanto si è potuto vedere e ascoltare durante World Usability Day. Intanto, ecco alcuni link per approfondire i momenti e i contenuti dell’evento.




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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