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Se c’è rete si va avanti

Connessi e complessi

di

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17

nov

2017

Nel dubbio, siamo certi almeno di qualcosa: certi videogiochi sono un indicatore interessante e occorre banda, tanta.

Dopo che AlphaGo ha sconfitto i più navigati giocatori del mondo, i suoi ingegneri hanno creato un fratellino, AlphaGo Zero, e dal nulla lo hanno messo a giocare contro il primogenito. È diventato più forte di lui.

Dove la complessità sta nei confini della scacchiera non c’è storia: l’intelligenza artificiale strabatte quella umana. Ma ci sono ambiti di complessità superiore, solo espressa in modo differente: per esempio le MOBA, Multiplayer Online Battle Arena.

MOBA vuol dire IQ

La più famosa di queste è League of Legends (LoL, da non confondere con Laughing Out Loud), sulla quale si è concentrato uno studio limitato e interessante: esisterebbe una correlazione tra la posizione in classifica di un giocatore e il suo quoziente di intelligenza, il classico IQ.

Correlation is not causation; due eventi apparentemente legati potrebbero non esserlo. Magari i giocatori più intelligenti scalano meglio la classifica in quanto tali. Oppure il campione esaminato è non rappresentativo. Eccetera. Comunque sia, oggi è lecito pensare che una persona molto brava con League of Legends possa avere un IQ elevato. E sappiamo anche che le intelligenze artificiali fino qui apparse nei MOBA hanno vita difficile.

Altro elemento dove c’è una correlazione anche se non per forza un rapporto di causa ed effetto: gli sport di scacchiera sono giocabili offline. I multiplayer massicci invece, senza la rete, sono lande desolate.

Un MOBA

Dietro agli avatar forse si nasconde più intelligenza di quella che appare.

 

Il valore delle conversazioni

Correlazione su correlazione, sempre più vicini alla pura illazione, possiamo immaginare che l’essere umano dia il meglio delle proprie facoltà intellettuali nel confronto con gli altri. La civiltà ha accelerato il proprio sviluppo grazie ai commerci e gli imperi più durevoli hanno saputo storicamente esporsi in modo fruttuoso alle popolazioni e alle culture confinanti. Un MOBA è una versione convulsa di quei mercati che, diceva il Cluetrain Manifesto, sono conversazioni.

Se la rete permette confronti di complessità mai vista prima, come i MOBA, e la complessità è un fattore positivo, allora avere banda in abbondanza è una condizione necessaria. Si badi che può essere sprecata, la banda: i social network sono un’occasione persa, perché la gran parte delle persone li frequenta dentro bolle isolate di contatti semipersonali. Confronto minimo, complessità zero.

Ci servono dunque rete in abbondanza e piattaforme che incoraggino la complessità. In fondo sta succedendo con le intelligenze artificiali: Steven Struhl ha scritto sulle nostre pagine come i metodi più avanzati di apprendimento della macchina contemplino meccanismi che neanche i loro creatori riescono a comprendere fino in fondo. La complessità fa bene a tutte le intelligenze.

AI Marketing

Anche la promozione di prodotti, idee, organizzazioni si fa complessa.

 

Viva la fibra

La rete pure. Google ha annunciato la connessione in fibra a San Antonio, Texas, alla cifra di 55 dollari al mese (nelle altre città servite finora sono 70). Fino a un gigabit in ciascuna direzione e un terabyte di spazio cloud. Queste le condizioni:

Niente spese di installazione, niente contratti annuali, niente costi occulti, niente tetti al consumo.

Da noi intanto si arzigogola sulla fatturazione a quattro settimane.

I responsabili della nostra arretratezza si potrebbero mandare a giocare a League of Legends fino a che diventano più intelligenti.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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Un commento

  1. Erix

    Una nota a margine: sono sempre stato assai scettico sulla validità dell’IQ, per diversi motivi che non è il caso di approfondire qui (a partire dalla non-ripetibilità della misura, che ne inficia ogni valore scientifico).
    In questo caso particolare, mi pare abbastanza evidente che le abilità richieste da un gioco real-time si sovrappongano con alcune di quelle richieste dai test di ‘intelligenza’: in particolare, il pattern-matching visuale e la velocità di risposta.
    Non mi sorprendono i proclami che l’IQ sia aumentato negli ultimi decenni: mi pare ovvio che il tempo passato a identificare icone o nemici sullo schermo faciliti il riconoscimento di pattern. Loro la chiamano intelligenza, io la chiamo abitudine.

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