Architettura delle conversazioni

Un Summit per decidere con chi converseremo

di

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16

nov

2017

Imprescindibile la conoscenza del linguaggio umano quando l’obiettivo è arrivare a macchine capaci di ascoltare e rispondere.

Ci siamo: l’11° Summit Italiano di Architettura dell’Informazione è alle porte e si terrà a Bologna presso il Camplus Bononia il 24 e il 25 novembre: la prima giornata è dedicata ai workshop e la seconda al convegno.

Il tutto, come sempre, organizzato da Architecta, Società italiana di Architettura dell’Informazione.

Il tema dell’evento è Architettura delle conversazioni, che richiama l’attenzione su una pratica di relazione ed evoluzione che gli esseri umani esercitano da secoli. Gli Architecti che si occupano di creare valore progettando interazioni e costruendo relazioni s’interrogano sulle possibilità che il futuro ci riserva in questo ambito:

Con chi converseremo? Come saranno le interfacce del futuro? Cosa dobbiamo sapere per progettarle al meglio?

Le risposte sono molteplici e mescolano aspetti puramente umani con quelli più tecnologici. A parlarcene saranno esperti e designer, come James Giangola, conversation designer di Google, che aprirà il convegno con un keynote su come sfruttare le norme che sottostanno alla conversazione quotidiana per costruire interfacce parlanti che funzionano.

Language design

Un link tra architettura del linguaggio e archiettura delle conversazioni.

 

Citiamo anche Giorgio Robino, conversational computing advocate, il quale offrirà una riflessione sulle conoscenze interdisciplinari necessarie per progettare sistemi informatici multimodali basati sul linguaggio naturale. Inevitabile poi essere curiosi di cosa dirà Andrea Resmini, uno dei padri fondatori del Summit, nel talk intitolato Prufrock, Malnork, and Yorkshire Tea.

Superpoteri

Anche io figuro tra gli speaker perché il tema mi appartiene e ne ho sviscerato alcuni aspetti nel libro Language design; da lì partirò per segnare il percorso del mio talk Il super potere della lingua.

In Language design [sul quale abbiamo intervistato l’autrice. N.d.R] ho parlato di conversazioni, dell’importanza del non detto, dell’implicito e di quanto la comunicazione tra umani sia un processo raffinato, pieno di dettagli sottilissimi, che regolano la comunicazione e i rapporti tra le persone:

Noi umani siamo fatti così, anche se apparentemente stiamo solo dicendo delle parole, nella realtà dei fatti ci scambiamo segni di pace o di guerra, di attenzione o noncuranza.

E inoltre:

Siamo specialisti della voce e spesso odiamo le interfacce vocali perché basta poco per irritare i nostri raffinati canali uditivi: una pronuncia errata o un tono inappropriato, una formula innaturale, una pausa inutile, una parola ripetuta troppe volte, un volume inadeguato.

Dobbiamo conoscere profondamente le tecniche della conversazione umana se le vogliamo riprodurre efficacemente in un’interfaccia vocale, in un chatbot o in un assistente virtuale; solo così potremo veramente apprezzare le opportunità che la tecnologia e l’informatica mettono a nostra disposizione.

Se ne volete sapere di più, se lavorate in questi ambiti o vorreste farlo, se volete incontrare una comunità di pratica che non si stanca mai di riflettere sui temi interrelati della tecnologia, della comunicazione e dello user experience design ,acquistate il biglietto per l’11° Summit di Architettura dell’Informazione e venite a conoscere Architecta, Società italiana di Architettura dell’Informazione; mi sento di potervi assicurare che non ve ne pentirete.




Yvonne Bindi (@yvonnebindi), laurea in Comunicazione Internazionale, è architetto dell'informazione ed esperta di linguaggio e comunicazione. Lavora come consulente, docente e divulgatrice sui temi del linguaggio, del design e della tecnologia.

In Rete: www.linkedin.com/in/yvonnebindi

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