Presentare dati in modo rinfrescante

Quei grafici a bullet / 2

di

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08

set

2017

Trasformare un grafico noioso e marginalmente utile in una esperienza suggestiva e parlante quanto a dettagli.

Riproduciamo un articolo di Cole Nussbaumer Knaflic, di cui Apogeo ha pubblicato Data Storytelling, libro con tentativi di imitazione. Il post originale, the bullet graph, è tratto dal blog storytelling with data.

[Abbiamo spezzato l'articolo originale in più post per comodità di lettura. Il primo post è stato pubblicato il 30 agosto.]

Questo è un guest post scritto da Bill Dean. Dopo un workshop, Bill mi ha confidato la sua affinità con i grafici a bullet. Non ne ho mai usati, anche se posso vederne il potenziale, e così ho invitato Bill a condividere la sua visione attraverso un esempio concreto. Bill è a capo di un gruppo di ingegneri e data scientist in Microsoft che permette ad altri gruppi dell’azienda di analizzare su larga scala il feedback dell’utenza e rispondere appropriatamente. Ama (e pratica) il barbecue e la visualizzazione dei dati, però non ha ancora mescolato le due discipline. Altre informazioni su Bill e il suo contatto possono essere trovate su LinkedIn oppure Twitter.

[Nello scorso post, l'autore – dopo avere migliorato la resa di un grafico a doppia serie di barre relativo ai consumi della propria utenza idrica – voleva rendere più ovvio il confronto tra le due serie di dati posizionando i dati dell’anno precedente sotto quelli attuali.]

Posso farlo con un clic destro sulla mia prima serie di dati per renderla Secondaria. Dato che questo sposterà i dati stessi in primo piano rispetto agli altri, farò attenzione a che il contesto (i dati dell’annata precedente siano sullo sfondo, più chiari (come sono già) e con barre più larghe.

Figura 4: semplice grafico a bullet

Figura 4: un semplice grafico a bullet che confronta efficacemente due serie di dati.

 

Il grafico ha un aspetto diverso da prima in quanto gli assi y primari e secondary hanno due estensioni diverse. Devo uniformare. Con un clic destro su ciascuna serie posso modificare la serie di dati e impostare la scala giusta (in questo caso, da zero a 3.500). Posso anche cancellare l’asse y sulla destra o magari tutti e due, se aggiungo i valori delle barre dentro esse, come etichette. A ulteriore pulizia ho anche deciso di eliminare la riga alla base delle barre.

Figura 5: semplice grafico a bullet con assi y coerenti

Figura 5: come prima, però gli assi y sono uniformi e le barre sono proporzionate.

 

L’attenzione viene ben diretta sui consumi di quest’anno in rapporto a quelli dell’anno scorso (Figura 5). Il conteggio in bimestri diventa più chiaro e meno confuso. Si potrebbe farne un grafico a sviluppo orizzontale, inusuale per scale temporali, ma ora adeguato.

Figura 6: grafico a bullet orizzontale

Figura 6: un insolito formato orizzontale, poco adatto a queste situazioni. Invece…

 

Se la mia azienda dell’acqua volesse aggiungere dell’informazione e magari mettere qualche pressione antispreco, potrebbe aggiungere un grafico a bullet più completo con valori ideali di consumo e un piccolo indicatore del valore medio rispetto al mio quartiere, un obiettivo di risparmio che potrei raggiungere e, come in questo caso, il raffronto con i valori analoghi dell’annata precedente.

Figura 7: cominciamo a sviluppare una versione più evoluta del grafico a bullet

Ripartiamo da questo elemento.

 

Una serie completa di dati con questo livello di informazione sarebbe estremamente comunicativa. [Ce ne occupiamo in un prossimo post.]

Grandi rigraziamenti a Bill per questo post [e per i prossimi su Apogeonline: l’originale è un post unico. N.d.R.]! Chi avesse fretta di confrontarsi con i grafici a bullet può scaricare il file Excel che contiene i grafici in questione.

[Questo post è il secondo della serie derivata dall’articolo originale. Il primo post è a disposizione.]

Data storytelling

Un buon grafico vale mille immagini.




Cole Nussbaumer Knaflic (@storywithdata) ha maturato un'esperienza più che decennale analizzando ed estraendo informazioni da dati per istituti finanziari, aziende, enti no profit e infine Google. Tiene seminari e workshop per organizzazioni che cercano di accrescere il know-how relativo alla presentazione delle informazioni ed è autrice del popolare blog Storytelling with data.

In Rete: www.storytellingwithdata.com

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