Chiari e trasparenti come l'acqua

Quei grafici a bullet

di

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30

ago

2017

Trasformare un grafico noioso e marginalmente utile in una esperienza suggestiva e parlante quanto a dettagli.

Riproduciamo un articolo di Cole Nussbaumer Knaflic, di cui Apogeo ha pubblicato Data Storytelling, libro con tentativi di imitazione. Il post originale, the bullet graph, è tratto dal blog storytelling with data.

Questo è un guest post scritto da Bill Dean. Dopo un workshop, Bill mi ha confidato la sua affinità con i grafici a bullet. Non ne ho mai usati, anche se posso vederne il potenziale, e così ho invitato Bill a condividere la sua visione attraverso un esempio concreto. Bill è a capo di un gruppo di ingegneri e data scientist in Microsoft che permette ad altri gruppi dell’azienda di analizzare su larga scala il feedback dell’utenza e rispondere appropriatamente. Ama (e pratica) il barbecue e la visualizzazione dei dati, però non ha ancora mescolato le due discipline. Altre informazioni su Bill e il suo contatto possono essere trovate su LinkedIn oppure Twitter.

Qualche volta è utile consentire a una serie di dati di emergere con moderazione rispetto a un’altra. Per esempio se vogliamo metterla a confronto con un riferimento (un concorrente, il valore dell’anno precedente, obiettivi prestabiliti) senza che si prenda l’intera attenzione di chi guarda. Ecco il perché dei grafici a bullet. Inventati, pare, da Stephen Few, sono ottimi per guadagnare in densità dell’informazione e contenere il carico cognitivo necessario alla lettura. I grafici a bullet esistono da tempo ma sono poco usati e si vedono molto più spesso al loro posto scialbi grafici a barre a due serie.

Per esempio, la mia bolletta dell’acqua contiene un grafico (Figura 1) che attira decentemente l’attenzione sull’andamento annuale dei consumi proprio grazie a una doppia serie di barre. Se pensiamo che mi è capitato di vedere dati di questo tipo rappresentati con due grafici a torta, quanto meno è un buon inizio. C’è una possibilità di confondersi data dal fatto che la rappresentazione è su base bimestrale e così uno spettatore distratto può pensare che la prima barra bianca sia gennaio, la prima barra nera febbraio e così via equivocando. Invece i dati del bimestre sono messi a confronto con quelli del bimestre dall’anno prima. Lavorerò sul grafico e lo porterò verso un grafico a bullet passo per passo, come i lettori di Cole sono abituati a vedere.

Figura 1: La bolletta originale

Figura 1: il grafico originale nella mia bolletta dell’acqua. Decente e migliorabile.

 

Come partenza è accettabile, ma le barre bianche relative ai consumi dell’anno scorso mi irritano gli occhi e vorrei ridurne l’evidenza, colorandole di grigi e levando loro il bordo. Nella Figura 2 c’è ancora contrasto più che sufficiente tra le due serie, anche tenendo conto di capacità visive sotto la media. Anche spostare la legenda in cima al grafico aiuta: dà più informazioni, subito.

Figura 2: applicazione del grigio

Figura 2: dopo l’applicazione del grigio e l’eliminazione dei bordi.

 

Se ha senso fornire i valori esatti, lo farei all’interno delle barre, verso l’estremità superiore. Va fatto solo se sussiste abbastanza spazio verticale per un testo contrastante e orizzontale per numeri ragionevolmente lunghi.

Figura 3: valori esatti nelle barre

Figura 3: inseriamo i valori precisi di ciascuna barra al suo interno, in alto.

 

La Figura 3 sa di miglioramento naturale rispetto all’originale (a dire il vero io leverei anche l’asse y, ma lo lascio per amore di continuità). Potrei fermarmi qui, ma voglio trasformare questo diagramma in un semplice grafico a bullet. Inoltre vorrei rendere più ovvio il confronto tra le due serie di dati posizionando i dati dell’anno precedente sotto quelli attuali. Lo mostrerò in un prossimo articolo, seguito di questo.

Grandi rigraziamenti a Bill per questo post [e per i prossimi su Apogeonline: l’originale è un post unico. N.d.R.]! Chi avesse fretta di confrontarsi con i grafici a bullet può scaricare il file Excel che contiene i grafici in questione.

Data storytelling

Da grafici spenti a narrazioni avvincenti.




Cole Nussbaumer Knaflic (@storywithdata) ha maturato un'esperienza più che decennale analizzando ed estraendo informazioni da dati per istituti finanziari, aziende, enti no profit e infine Google. Tiene seminari e workshop per organizzazioni che cercano di accrescere il know-how relativo alla presentazione delle informazioni ed è autrice del popolare blog Storytelling with data.

In Rete: www.storytellingwithdata.com

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