In strada con un obiettivo

Street Photography

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02

ago

2017

La fotografia ha sempre mostrato la vita di strada, anche grazie a grandi nomi come Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson.

La street photography richiede una giusta attrezzatura, grande consapevolezza, riflessi pronti e un occhio attento. L’esitazione non è ammessa. Nel suo libro Gordon Lewis aiuta a comprenderne le sfumature.

La foto di strada consiste in un singolo gesto, un’espressione, una composizione che può esistere solo per una frazione di secondo, ma che può lasciare un ricordo duraturo delle meraviglie, delle sfide e delle assurdità della vita moderna. Il tema meritava una chiacchierata.

Apogeonline: Quali sono le prime sfide della street photography?

Gordon Lewis: impredicibilità del soggetto, controllo minimo, paura. Non sai mai per certo che cosa vedrai o dove lo vedrai; hai solo il controllo di fuoco ed esposizione, e dell’otturatore; e puoi temere da un soggetto umano una reazione arrabbiata, infastidita o persino aggressiva.

Preferisci interagire con il soggetto o scattare non visto?

Preferisco scatti spontanei, possibilmente non notati né preautorizzati. Non ho obiezioni a interagire con il soggetto, peraltro, e mi capita spesso.

Da un punto di vista tecnico, qual è il rischio peggiore nella street photography?

Che una esposizione o una messa a fuoco sbagliata rovinino lo scatto di una vita. Un fotografo può scattare troppo presto o troppo tardi, ma è più questione di tempismo che di tecnica. Un problema difficile da superare è la scarsa illuminazione, per via dello scarso controllo che il fotografo può esercitare sulla luce naturale o artificiale disponibile.

Che cosa cerchi in una foto di strada per definirla riuscita?

Le foto di strada migliori possiedono elementi di spontaneità e ambiguità insieme. Incoraggiano chi le vede a chiedersi che cosa sta succedendo qui? Un fotografo di strada che mette insieme un portfolio del proprio lavoro dovrebbe anche preoccuparsi della coerenza visiva e tematica, in una parola dello stile. Lo spettatore dovrebbe poter riconoscere nell’opera una cifra stilistica, un approccio visivo ed estetico coerente.

Street Photography

Scattare di istinto a grande livello? Un libro può aiutare.

 

Qual è il tuo equipaggiamento di street photography preferito?

Preferisco fotocamere e obiettivi piccoli, leggeri, discreti, azionabili velocemente. Ho scattato negli anni con molte marche e modelli di fotocamera ma oggi adopero nella street photography principalmente una Olympus OMD E-M10 MKII e una Lumix G 25mm f/1.7.

La street photography sembra una materia difficile da insegnare: improvvisazione, serendipità, fortuna, situazioni eccezionali o al limite, stranezze, eccentricità. Come ti sei regolato nel tuo libro, per insegnare e tenere conto di questi fattori?

Nel libro offro due suggerimenti. Il primo è fare attenzione a quanto accade proprio davanti ai nostri occhi. Osservare invece di limitarsi a vedere. Aspettare. Pazientare. Anticipare.

Il secondo suggerimento è correlato al primo: per quanto possibile, liberarsi dei preconcetti su chi sia e come lavori un bravo fotografo di strada. Invece di cercare qualche sorta di inquadratura previsualizzata, fare attenzione al momento, per coglierlo.

Situazioni eccezionali o strane accadono per strada dovunque, tutti i giorni. Più teniamo gli occhi e i sensi aperti al mondo intorno, più vedremo e saremo “fortunati”.

Pianifichi un “safari di strada” ed esci con l’intenzione di scattare, oppure continui a mantenere alta l’attenzione e attendi una buona opportunità?

Ambedue. Di solito ho in mente un’area e un’ora particolare, con colori e architettura che mi piacciono e una illuminazione promettente. Mi piacciono anche situazioni come feste, fiere e spiagge, piene di gente che pensa a divertirsi invece di squadrare un fotografo di strada.

Come mai hai sviluppato la passione per la street photography?

Sono sempre stato un introverso che ama osservare attorno a sé silenziosamente, particolarmente nei luoghi pubblici. Mi ha aiutato passare l’adolescenza e la giovinezza in città come Los Angeles, San Francisco e Boston, città con strade piene di persone e attività interessanti.

Effettui postproduzione sul campo oppure lavori sulle immagini solo di ritorno da una sessione?

Solo dopo avere scaricato le immagini sul computer e, persino allora, evito qualsiasi forma di elaborazione fine a se stessa (con la possibile eccezione del bianco e nero).

Qual è la cosa più recente che hai imparato nella tua attività di fotografo di strada?

La mente subconscia può vedere immagini straordinarie prima e meglio della normale mente “attenta”. Le mie migliori fotografie sono spesso quelle immediate e istintive, poco o per niente pensate.




Gordon Lewis vanta oltre 40 anni di esperienza nella street photography. Come scrittore, ha iniziato la sua carriera rispondendo a lettere dei possessori di fotocamere Olympus, flash Vivitar e lenti Kiron, per poi passare a essere editor in varie riviste di settore. Attraverso circostanze fortuite è diventato anche autore di testi per alcune sit-com trasmesse tra gli anni '80 e '90. Oggi è un apprezzato designer di soluzioni per l'e-learning e tra i suoi clienti figurano aziende della Fortune 500. Vive nei dintorni di Philadelphia che, non a caso, è un posto eccellente per la street photography.

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