Da ieri in italiano

Avere a Quora la qualità

di

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07

lug

2017

Una comunità social dove l’interazione tra i membri conserva le caratteristiche positive del dialogo tra sconosciuti.

Fake news, post-verità, fatti alternativi, flame, hate speech, commenti à-la-YouTube: viene da sospettare che il web abbia perso la bussola, in accordo con il Guardian e vari padri nobili della rete a partire da Sir Tim Berners-Lee.

Poi però partecipi alla serata organizzata da Quora con i beta tester della versione italiana del sito, per ringraziarli in occasione del lancio ufficiale della stessa. E capisci che c’è speranza.

Qualcuno deve ancora scoprire Quora ed è caldamente invitato a farlo. Il principio è quello di Yahoo Answers – domande dal singolo, risposte dalla comunità – ma l’esito è ben diverso da quel dopobomba. Su Quora si trovano domande sensate e risposte da persone appassionate, competenti quando l’argomento è tecnico, capaci di andare oltre la banale esposizione dei fatti per aggiungere contesto, dettaglio ed esperienza.

Beta tester di Quora seduti a un tavolino

Ambiente rilassato, incontri nuovi al lancio di Quora nella versione italiana.

 

Allo Swiss Corner di Milano si sono radunati quoristi tra i più seguiti per la comunità italiana e non solo, appunto per il lancio della versione italiana. Che potrà sembrare una finezza e invece leva anche quella minima frizione in più subita da chiunque salvo i madrelingua, come ha convenuto un beta tester con mezzo milione di pagine viste, tutte scritte in inglese ineccepibile. Però la scioltezza della propria lingua resta un’altra cosa.

La giovane e brillante curatrice dell’esperienza italiana, Valentina Tosi, responsabile delle relazioni con gli autori, ha aperto la serata per salutare, ringraziare e presentare Adam D’Angelo, cofondatore di Quora con l’aria da eterno ragazzo nonostante i trentatré anni ad agosto.

Adam D'Angelo e Luca Accomazzi alla presentazione di Quora in Italiano

Tra i beta tester di Quora, anche firme già note per il pubblico di Apogeonline.

 

Porre domande faccia a faccia al fondatore di un sito di risposte è serendipità pura. Tra persone incuriosite circa la capacità del machine learning di aggregare domande sullo stesso argomento nonostante siano formulate in modo diverso, oppure sull’opportunità di filtrare le domande riguardanti i compiti a casa, ne ho posta una che avrebbe avuto meno senso scrivere in un dialogo a distanza: che cosa ti rende felice di Quora?

L’idea di aiutare le persone. Operare su uno strumento per la diffusione della conoscenza. L’occasione di dare la mia parte alla comunità in cambio delle possibilità che ho avuto e della fortuna per metterle a frutto.

Adam è una persona molto più che agiata grazie al suo inizio di carriera a Facebook. Forse questo lo facilita nel formulare strategie dove conti anche la qualità assieme alla monetizzazione. Sarebbe bello che continuasse così e auspichiamo un aumento degli italofoni sul sito, adesso che la localizzazione è stata completata.

Da frequentatori saltuari, anzi, promettiamo di comparire su Quora più spesso. Magari c’è una domanda ad aspettarci.




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