Non è la domanda, è la risposta

A Wendy’s non sono polli

di

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11

mag

2017

Da tempo il tweet più condiviso della storia era il selfie di Ellen DeGeneres e altri attori sul palco della cerimonia degli Oscar.

Il record è stato sbriciolato l’altroieri da Carter Wilkerson, sedicenne di Reno, Nevada, che via Twitter aveva chiesto un mese fa alla catena di fast food Wendy’s quanti retweet valesse una fornitura annua di crocchette di pollo.

 

La catena ha risposto. Lo ha fatto in un minuto. Rispondendo a tono:

Diciotto milioni.

Consideratelo fatto, ha replicato Carter, e si è messo al lavoro.

 

In due giorni i retweet avevano raggiunto il milione. In una settimana 2,6 milioni, vicino al record di DeGeneres, a quota 3,2. L’attrice ci ha scherzato sopra sportivamente e dato ulteriore spunto al messaggio originale di Carter, fino all’altroieri quando a dire consideralo fatto è stata Wendy’s, che ha mantenuto la promessa, ha donato centomila euro a un ente benefico e ha goduto di una esposizione mediatica positiva di grande valore grazie a un effetto valanga che ha coinvolto anche personalità dello spettacolo, compagnie aeree più le inevitabili Amazon, Microsoft, Google, Apple Music eccetera.

 

La risposta è tutto

L’originalità di questa storia è limitata. Impallidisce, per esempio, a confronto di chi ha chiesto finanziamenti su Kickstarter per preparare una insalata di patate e ha raccolto cinquantacinquemila dollari.

Il punto è la risposta dell’azienda, che ha saputo giocare bene la partita sui social e ha certamente ottenuto in immagine e reputation molto più di quello che ha speso tra donazioni e crocchette. Soprattutto, era una risposta precisa.

A Wendy’s sanno esattamente quanto vale per loro un retweet. E sono in grado di rispondere con precisione a un ragazzino entro un minuto, dopo avere fatto due conti veloci sopra un tovagliolo di carta.

La domanda da porre durante la prossima riunione marketing: quanto vale per noi un retweet? La risposta sarà interessante e ancora più lo sarà il processo che porterà ad averla. Qualcuno scoprirà di doverlo avviare da zero, il processo; con soddisfazione. L’azienda capirà assai meglio il significato della propria presenza sui social e, naturalmente, non farà una figura da polli se si aprisse una opportunità improvvisa.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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