È ancora tempo di libri

Comunque sia andata, è stato un successo

di

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27

apr

2017

In effetti nella capitale dell’editoria mancava una fiera di editori e di libri. O almeno non ci si era provato in modo convincente.

Si può forse parlare meglio e con più leggerezza all’indomani di Tempo di Libri se si va oltre il portato del classico comunicato stampa, 60 mila presenze in Fiera, dodicimila fuori, un milione di streaming visualizzati eccetera.

Il buono

Qualche espositore, interpellato all’apertura, diceva che avrebbe preferito gli spazi di Fiera Milano City, molto più centrali, ma forse si sarà ricreduto. i padiglioni di Rho sono enormi e più accoglienti e l’impressione è che, se anche si fosse perso per strada qualche milanese, abbiano compensato i visitatori provenienti dall’hinterland, dopotutto comodi tra metropolitane e treni ad alta frequenza.

Più che il numero, la qualità: tanti ragazzi, tante famiglie, tanti giovani adulti nel pubblico di Tempo di libri. Qualità anche negli innumerevoli incontri con autori e personaggi: chiaro che Antonino Cannavacciuolo o Peppe Vessicchio abbiano raccolto più pubblico di altri scrittori più, diciamo, specializzati. Però c’è stata veramente una occasione per chiunque di scoprire nuovi generi e titoli, o approfondire una passione.

Angolo cucina a Tempo di libri

Ai libri sul food è stato affiancato anche l’angolo cucina, sempre frequentato.

 

Il brutto

Per modo di dire; la prima edizione di una fiera per forza di cose può solo migliorare. Mancava qualche nome che avremmo visto volentieri e volentieri avremmo fatto a meno di qualche riempitivo. Certe iniziative sono state comunicate meglio di altre e alcune, come il canale di dialogo di Tempo di innovazione che avrebbe dovuto portare il pubblico a contatto con gli espositori contrassegnati dalla chiocciola, sono state proprio sacrificate.

Una parola agli espositori: senza scendere ai livelli di certi marketing delle aziende di informatica, occorrerebbe anche qualche idea per animare gli stand e i corridoi della fiera. Meglio non fare niente che fare poco, male e malinconico; meglio cominciare a pensare in termini moderni. Oggi una fiera, oltre che esporre, intrattiene, impressiona, sorprende.

Il cattivo

Sempre per modo di dire, con volontà costruttiva. La parata dei potenti, fuori dalla misura e anche dal buon gusto. Il degrado della sala stampa, impeccabile mercoledì e caravanserraglio di sabato, senza controlli o autocontrolli. Dovrebbe servire per lavorare.

Che cosa resta

Una bella occasione, e inaspettata, con tante cose da vedere e sentire e leggere. Un bel segnale di fiducia e di vitalità. La soddisfazione di leggere che a giorni sapremo già le date della prossima edizione. E il Wi-Fi era impeccabile.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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