Quando il design fa tornare bambini

Progetti… da ragazzi

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24

apr

2017

Linguaggi di programmazione e progettazione: i bambini sono più esigenti e possono diventare più preparati degli adulti.

In Le ricette delle baby app abbiamo parlato degli ingredienti base suggeriti da Sesame Street. Torniamo in argomento per condividere la guida definitiva alla creazione di una app per bambini, pubblicata da Tanya Unger.

Sfide e conflitti

Su questi due amori tipici dei bambini, Tanya cita Debra Gelman, ricercatrice e progettista UX nel campo dei media interattivi per bambini, nonché autrice del libro Design For Kids – Digital Products for Playing and Learning.

Quando si progetta per gli adulti, anche se si tratta di giochi, l’obiettivo è aiutarli a raggiungere il traguardo. Quando si progetta per i bambini, il traguardo è solo una piccola parte della storia.

L’aspetto principale da considerare è infatti l’aiutare i bambini a risolvere i propri conflitti interiori. In modo particolare, quando si progetta per i bambini bisogna considerare quanto segue:

  • Prevedere come gli altri reagiscono ai conflitti.
  • Controllare le emozioni.
  • Comunicare in modo chiaro.
  • Indossare i punti di vista di altre persone.
  • Trovare soluzioni creative alle controversie.

L’articolo Come i bambini apprendono attraverso il gioco (LEGO Study) potrebbe aiutarci a capire ancora meglio.

Feedback, sempre

I bambini si aspettano di ricevere costanti feedback dopo ogni loro azione. Così come nel mondo reale, anche in quello digitale si aspettano di vedere immagini, animazioni, luci, colori e sentire suoni e musiche come effetto di ogni loro azione. In breve, si aspettano di essere ricompensati per tutto quello che fanno.

Crescono in fretta

Una app per un bambino di quattro anni non sarà mai adatta a uno di sei anni. Non a caso negli app store (Google Play o AppStore) le app sono filtrabili per fasce di età come cinque anni o meno, dai sei a otto anni, dai nove agli undici anni eccetera. A seconda del gruppo di età, un bambino può imparare da solo una applicazione oppure avrà bisogno di istruzioni per apprendere il funzionamento.

Tanya tranquillizza però i designer riguardo un aspetto: non è necessario apprendere nuove tecniche o cambiare approccio di design; molti aspetti sono comuni tra gli adulti e i bambini.

  1. Tutti gli utenti si aspettano coerenza.
  2. Gli utenti hanno bisogno di una ragione per usare la nostra applicazione.
  3. Gli utenti non vogliono essere sorpresi.
  4. Gli utenti vogliono un qualcosa in più.

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Appunti per la progettazione “da bambini”.

 

Tra le difficoltà maggiori viene comunque messo in evidenza che gli adulti non sono più dei bambini e per chi non è abituato a relazionarsi con loro diventa ancora più difficile. Per questo motivo Tanya suggerisce di conservare lo stesso approccio al design centrato sull’utente: osservare i bambini all’opera e capire come si relazionano con il contesto d’uso e con gli altri bambini.

Per organizzare meglio il lavoro ci viene suggerito di:

  • Scegliere una fascia di età.
  • Organizzare sessioni di osservazione di un paio di gruppi di bambini coetanei.
  • Porsi le domande corrette.
    • I bambini di questa fascia di età apprezzano seguire le regole o preferiscono inventare le proprie?
    • Stanno cercando qualcosa di molto difficile oppure solo qualcosa di semplicemente sciocco e divertente da condividere con gli altri?
    • Ci sono differenze tra ragazzi e ragazze?

Si dovrà però considerare il presupposto cardine: i bambini di oggi (nati dal 2010 in poi) fanno parte della Generazione Alpha, nativa digitale per eccellenza, quindi apprendono più in fretta le tecnologie perché vivono costantemente circondati da output e input digitali.

Infatti, oltre ai prodotti che abbiamo già condiviso in Giochi analogici pensati per nativi digitali, è importante tenere in considerazione Tynker.com e Code.org, dedicati all’insegnamento dei concetti fondamentali di programmazione. Esigenze e livello di preparazione dei bambini possono superare di gran lunga i livelli di un adulto. Se un bambino impara i concetti base della programmazione, potrebbe quindi aspettarsi un tipo di interazione differente da un altro bambino che non li padroneggia.

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Cubetto coniuga informatica e didattica montessoriana.

 

Partecipazione

Quando si decide di progettare una app per bambini bisogna considerare le loro aspettative, nonché la loro predisposizione ad apprendere facilmente i linguaggi di programmazione. Per questo è bene seguire un approccio partecipativo al design. Lo scopo infatti è coinvolgere i bambini in attività di gruppo attraverso le quali permettergli di stare insieme e progettare le loro idee prima con strumenti come carta, pennarelli e post-it colorati, e poi anche con attività di gruppo più strutturate come, appunto, la programmazione for kids.

In questo modo i designer possono raccogliere comportamenti, aspettative e dinamiche di gruppo da tradurre in UX digitale e perché no, farsi guidare dai giovani designer che crescono.

Per approfondire il tema suggeriamo: Designing For Kids Is Not Child’s Play, The 2016 Toy Buying Guide For Kids Learning How To Code, 11 Best Toys to Teach Kids Coding and Engineering e lasciarsi ispirare sempre da Sesame Street.




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo della progettazione dell’interazione in ambito mobile. Smartphone e tablet sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è trovare soluzioni creative tradotte in app e mobile game. Per questo i cartoon e l’intrattenimento a tutto tondo sono il suo ossigeno. Adora i prodotti transmediali e lo storytelling. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare iPad ecologici.

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