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L’ora del codice è l’inizio

Programmare il passato

di

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08

feb

2017

Gli sforzi italiani per introdurre ai piccoli e ai grandi il pensiero computazionale sono lodevoli, ma piccoli e lenti.

Un progresso è stato fatto: non si parla solo di coding, che al non iniziato appare qualcosa di esoterico, ma anche di pensiero computazionale, come ben riassume Programma il futuro, il sito ministeriale e consortile.

Il lato scientifico-culturale dell’informatica, definito anche pensiero computazionale, aiuta a sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere problemi in modo creativo ed efficiente, qualità che sono importanti per tutti i futuri cittadini. Il modo più semplice e divertente di sviluppare il pensiero computazionale è attraverso la programmazione (coding) in un contesto di gioco.

È sempre Programma il futuro a spiegare in modo esauriente e sintetico a che cosa serva dare i rudimenti dell’informatica a chi si affaccia al mondo.

Nel mondo odierno i computer sono dovunque e costituiscono un potente strumento di aiuto per le persone. Per essere culturalmente preparato a qualunque lavoro uno studente di adesso vorrà fare da grande è indispensabile quindi una comprensione dei concetti di base dell’informatica. Esattamente com’è accaduto in passato per la matematica, la fisica, la biologia e la chimica.

Programma il futuro è qualificato come eccellenza europea e tutto bene. C’è un ma: si va piano, troppo piano.

Il sito vanta, per lo scorso anno, il coinvolgimento un milione di studenti, quindicimila docenti e cinquemila scuola per un totale di dieci milioni di ore di informatica. Sembrano grandi numeri, ma significa dieci ore per studente. Una giornata. E tutto il resto? E i docenti non coinvolti, che sono schiacciante maggioranza? E le altre scuole?

Nei giorni scorsi su Apogeonline si è parlato di camp per l’approccio alla programmazione giocosa via Minecraft. Hanno parlato le Django Girls, specializzate in Python: linguaggio eccellente per cominciare, anche su apparecchi minimi come un Raspberry Pi, eppure utile anche nelle applicazioni di avanguardia come il machine learning.

Machine Learning con Python

OK l’ora di codice, se è l’inizio di un percorso.

 

Il solito problema italiano. Burocrazia, lentezza, lacci e lacciuoli, commissioni, proclami, mentre i privati corrono, con idee chiare e intenti pragmatici, nonostante la macina statale che devono portarsi al collo.

Meglio una giornata di coding che niente, chiaro. La stragrande maggioranza degli studenti e dei docenti è ancora ferma a niente. però. Servono idee per sbloccare il sistema e fare in fretta. I ragazzi che usciranno tra qualche anno da scuola troveranno un mondo di cloud, intelligenze artificiali e realtà aumentate. L’ora del codice non è il traguardo; è il primo passo.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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3 commenti

  1. Erix

    In UK venne fatto su vasta scala negli anni ’80 del secolo scorso…

  2. Michele

    purtroppo è impensabile che gli insegnanti (in media) possano maneggiare attività simili senza preparazione. Per questo nell’intervista “su Minecraft” dicevo che ci stiamo concentrando sulla formazione degli insegnanti… altrimenti si fa propaganda, come anche al Ministero ogni tanto piace fare, anche se bisogna render merito alle risorse e ai tentativi sperimentali che stanno venendo fatti negli ultimi anni per “contaminare” l’offerta scolastica.
    Il potenziale è gigantesco, ma come diceva Papert (tanto per cambiare :D ) attenzione al difficilmente-evitabile effetto scuola: “il computer in classe minava la suddivisione del sapere in materie e allora è stato trasformato in una materia”.
    Il portato innovativo/rivoluzionario delle tecnologie a scuola va molto, molto oltre all’ora di coding o alle 10 ore “di informatica”!

  3. Lucio Bragagnolo

    Credo che meglio tardi che mai non sia una consolazione, in questo caso. Siamo anche a piuttosto che niente è meglio piuttosto.

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