Donne con (più di) un programma

Siamo Django Girls

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2017

Il pretesto è un framework per Python; la realtà è una comunità globale inclusiva e preparata, che supera il divario di genere.

Sono dinamiche, determinate, diffuse a livello mondiale e svolgono un’opera di promozione e sensibilizzazione di cui altrimenti si sentirebbe la mancanza. Abbiamo approfondito assieme a una loro insigne rappresentante.

Apogeonline: Chi sono esattamente queste Django Girls? Che cosa vogliono e che mezzi usano per ottenerlo? Domanda a uso di chi effettuasse oggi il suo primo collegamento a Internet…

Emanuela Dal Mas: Le Django Girls sono in origine un gruppo di ragazze e programmatrici, che hanno avuto, nel 2014, l’idea di creare un circuito che aggregasse altre donne per mostrare loro che fare la programmatrice è possibile, e che non devono temere né l’Internet né il gender gap che ancora contraddistingue gli ambienti di lavoro tecnologici. Vogliono fare, e rapidamente, massa critica, coinvolgendo e sensibilizzando più donne possibili in tutto il mondo, attraverso workshop base organizzati localmente nelle città, che siano accessibili trasversalmente anche a donne che non abbiano competenze specifiche di programmazione. Oggi Django Girls è una comunità globale, di più di 600 volontari, che hanno organizzato 300 workshop in più di 200 città e quasi 70 Paesi tra cui l’Italia, e con più di ottomila donne partecipanti.

Perché proprio Django? C’è una ragione specifica per preferirlo, che so, a Ruby on Rails, Node.js, Caveman…?

Le Django Girls nascono dentro la più grande e storica community Django, che ha tra i propri obiettivi il supporto e lo sviluppo del progetto, ma è anche particolarmente sensibile ai valori di inclusività, diversità e equiparazione di genere. Diciamo che la specifica tecnologia in questo caso non è il lead; il contesto della community e la sua visione sono stati il punto di partenza.

Django significa Python. Qual è il maggiore pregio di questo linguaggio? E il suo difetto principale?

Parlo da ex programmatrice che guida un’azienda Python/Django: è pulito, professionale, rapido. Favorisce l’astrazione e ci permette di gestire prodotti digitali complessi, cosa che non riusciremmo a fare con altri linguaggi. Il difetto principale è che gli sviluppatori Python sono sempre troppo pochi rispetto alla domanda di competenze. Più donne in Python sarebbero davvero di grande aiuto.

Qual è l’età giusta per considerare una candidatura a Django Girl? E qual è un profilo tipico di una Django Girl odierna?

Non c’è un limite di età per poter partecipare ad un workshop Django Girls. Il laboratorio parte da nozioni molto semplici (per intenderci, si comincia con come funziona Internet), e guida le partecipanti per mano, per dimostrare loro che non c’è niente di spaventoso o incomprensibile. In più occasioni ci è accaduto di accogliere adolescenti che sono riuscite a comprendere come eseguire i task in poche ore e a finire il tutorial prima delle altre partecipanti. Ne consegue che il profilo di una Django Girl tipo non esiste. Sono una donna in tecnologia a tutti gli effetti, partecipo alle community e alle scelte tecnologiche, ma l’ultimo codice che ho scritto è COBOL, 25 anni fa.

Django Girls Milano

Le Django Girls provengono dai percorsi più vari. E si appassionano a Python.

 

La futura programmatrice può avere mille volti, dalla studentessa di architettura alla giornalista che si occupa di big data alla mamma casalinga. La filosofia di Django Girls si basa proprio su questo, sul fatto che chiunque può imparare a programmare se lo vuole.

Le Girls sono molto attive e incontro una loro postazione praticamente in ogni evento cui assisto (per fare solo due esempi, Codemotion o PyCon). Come è strutturata l’attività italiana? C’è una organizzazione capillare oppure un gruppo molto attivo che si sposta da una città a un’altra? Oppure…?

Le iniziative Django Girls fanno riferimento a gruppi volontari con basi locali cittadine, per facilitare l’aggregazione e lo sviluppo di comunità locali di donne. In Italia il volontariato organizzato su base locale funziona un po’ meno che in altre nazioni quindi, fin dal primo evento italiano di Roma 2015, abbiamo cercato tramite la nostra associazione per la divulgazione tecnologica di supportare e incentivare gli eventi Django Girls sia direttamente spostandoci nelle varie città, che in appoggio e mentoring alle community locali che volessero realizzare il proprio evento. Le Django Girls si fanno adottare volentieri anche dagli eventi tecnologici delle comunità più grandi, come appunto PyCon e Codemotion. Nel 2017 i workshop Django Girls saranno gli eventi di apertura di DjangoCon Europe, a Firenze, e di EuroPython, a Rimini.

Le Django Girls, in estrema sintesi, vogliono introdurre alla programmazione le ragazze che non l’hanno considerata una strada possibile. Ragazze che con tutta probabilità non affollano gli eventi informatici. Come fate per raggiungerle? E soprattutto per suscitare una passione per Python e Django?

Per il primo evento italiano, a Roma nel dicembre 2015 abbiamo investito molto nella comunicazione. Social e testate online sono stati il nostro pane quotidiano per mesi. L’evento è stato rilanciato anche dalla stampa nazionale. Anche l’appoggio delle altre community tecnologiche ha avuto un ruolo importante. Tra chi si è impegnato in prima linea c’è PyRoma, la comunità Python locale, che si è occupata di promuovere l’iniziativa sul territorio. Inoltre abbiamo fatto rete con altre realtà tecnologiche, come Codemotion e Girls in Tech, che ci hanno sostenuto e fatto da media partner. Il nostro impegno è stato ampiamente ripagato; basti pensare che i posti disponibili erano 35 e abbiamo registrato 90 adesioni. Se non in discesa, da Django Girls Rome in poi il percorso è stato più agevole.

Django Girls a Roma

Programmare al femminile non esclude la presenza di coach onesti e rispettosi.

 

Le partecipanti cominciano ad appassionarsi a Django e Python da sole durante l’evento. Il merito è anche del tutorial che viene utilizzato nei workshop, scritto molto bene e costantemente aggiornato. Certo, inizialmente può esserci un momento di spaesamento, ma dura poco. I coach aiutano le partecipanti ad avviare il progetto e le seguono con i primi task. Questo le tranquillizza e le rende sicure di sé, tanto che già a metà giornata, in seguito al primo deploy, molte sono in grado di proseguire quasi in totale autonomia. Le più spigliate, poi, una volta compreso i procedimenti, aiutano chi è rimasta indietro. Già all’interno del laboratorio si crea una rete di donne che cooperano con entusiasmo.

Come vi considerate rispetto al vostro obiettivo? Il divario di genere rispetto al coding si sta effettivamente riducendo? Quali sono i segnali positivi? E che cosa servirebbe per fare un passo avanti ulteriore?

Senza dubbio c’è ancora strada da fare. Il gap si può ridurre solo passo dopo passo, quindi ci vorrà ancora tempo, ma la pietra più importante è stata posata. In poco più di un anno si è creata una community attiva e partecipata, che freme per creare sempre eventi nuovi e non è guidata solamente dall’entusiasmo della novità, bensì crede nel format. L’obiettivo di Django Girls non è creare sviluppatrici dal nulla. Il nostro primo scopo, piuttosto, è vincere la timidezza e la paura di non farcela.

Machine Learning con Python

Si comincia come Django Girl e, con Python, non ci sono limiti.

 

Esiste un sottobosco molto variegato di iniziative tecnologiche indipendenti rivolte alle donne, che a volte rimangono nell’ombra. Come Django Girls stiamo già spingendo per favorire il collegamento tra tutti questi gruppi per creare una community femminile solida e caratterizzata dalla diversity. Ci stiamo attivando anche sul fronte della cooperazione e dell’integrazione delle donne appartenenti a minoranze culturali e linguistiche.

Qual è l’occasione migliore per incontrare le Django Girls?

Stiamo organizzando DjangoCon Europe, la conferenza europea Django, che sarà in programma dal 3 al 7 aprile 2017 al Cinema Odeon, il più antico cinema teatro di Firenze, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. Tema di questa edizione della conferenza è la responsabilità sociale degli sviluppatori, intesa come contributo all’apertura verso tutti e di spinta al pluralismo e all’inclusività di genere, economica e culturale. Ci sarà anche un’edizione Django Girls in preapertura di conferenza, il 2 aprile, sempre a Firenze allo Smart Hub. E stiamo organizzando dentro la conferenza anche un panel tutto al femminile, che riunisca rappresentanti di community e in generale attiviste dell’inclusione di genere nella tecnologia, per un confronto sul tema.

Inoltre in calendario al momento abbiamo altri due eventi. Il primo si chiama Django Girls Advanced e si svolgerà il 28 gennaio 2017 a Campi Bisenzio presso la sede di Develer. Si tratta di un laboratorio avanzato, durante il quale le partecipanti consolideranno le competenze acquisite e impareranno nuovi skill. Il 18 febbraio, invece, saremo a Napoli, presso lo spazio Riot Studio con un laboratorio base.

Il vostro tavolo a Codemotion era presidiato da un signore con i baffi. È possibile sostenere le Django Girls anche se si arriva dall’altra metà del cielo? Quali sono le cose giuste da fare… e quelle sbagliate, per quanto in buona fede?

Certamente, il punto di partenza è credere nella causa. Le comunità Python e Django italiane, e più in generale quelle internazionali, sono particolarmente sensibili al tema dell’inclusività e questo ha fatto sì che quando siamo partiti con l’organizzazione del primo evento diversi uomini si siano resi disponibili per collaborare, sia come coach che in altra veste. Per le iniziative di Torino e Napoli, poi, alcuni sviluppatori si sono impegnati in prima linea per organizzare l’evento. Per le partecipanti la presenza maschile è rassicurante, fa comprendere loro che non tutto il settore è permeato dal maschilismo. In buona sostanza fa sparire lo spauracchio dello sviluppatore brutto e cattivo. Agli uomini, specie gli sviluppatori che contribuiscono come coach, possiamo dire: siate onesti e rispettosi, ma senza vezzi o esagerazioni. Termini edulcorati ed eccessivi salamelecchi otterrebbero l’effetto contrario e convincerebbero le interlocutrici del fatto che non le crediamo all’altezza.

Insomma, le Django Girls aiutano a migliorare la tecnologia.

Posso confermare che il mondo IT ha bisogno di più donne: bene se sono programmatrici, ma anche designer, product owner e altre professioniste aiutano a rendere questo universo più aperto e variegato.

Django Girls a Torino

Foto di gruppo per Django Girls a Torino. Esperienze che restano.




Emanuela Dal Mas (@EmanuelaDM) cerca da anni di capire i programmatori, anche se a volte le sembra di essere la donna che governa un branco di gatti come la definì John Pinner, fondatore di PyCon UK. Da anni è interessata ai temi della divulgazione tecnologica e dell’inclusione femminile e, con l’associazione Fuzzy Brains, collabora alle conferenze PyCon Italia, DjangoCon Europe e alla community DjangoGirls Italia.

In Rete: https://djangogirls.org/djangoconeurope

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