Corsi e ricorsi dello sviluppo

Webdesign 2017

di

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30

nov

2016

Tra mode e progressi tecnologici, il web continua a cambiare. Anche se non tutti marciano nella medesima direzione.

Verso la fine dell’anno solare giro per abitudine i principali siti di design per il web, UI (interfaccia utente), UX (esperienza utente). Chi avesse le idee confuse su come si distinguono le ultme due cose trova qui un comodo bigino.

Quest’anno ho cominciato il mio giro da A List Apart, titolata newsletter del ramo frequentata da personaggi di altissimo profilo. Ne sono uscito con la marcata impressione che questa gente passi gran parte del suo tempo a scrutarsi l’ombelico.

Se il design viene caricato con le informazioni utili l'aspetto peggiorerà e io non potrò usarlo nel mio portfolio

I web designer tendono spesso a essere autoreferenziali. Aiuta la carriera.

Ho continuato l’esplorazione abbeverandomi alla conoscenza di svariati luminari (più o meno autoproclamati), giungendo alla conclusione che raramente ce ne sono due del medesimo parere. Tutti sono però sostanzialmente d’accordo su ben pochi, ma concreti, trend correnti.

Quanto all’immagine, nel 2017 si farà uso di video a tutto schermo nella pagina home, o grandi fotografie, purché realizzate su misura e che raffigurino persone vere che fanno cose concrete, evitando come la peste le foto acquistate da archivi che mostrano paesaggi inverosimili e famiglie sorridenti di fotomodelli. Più attenzione alla tipografia, senza però compromettere la leggibilità.

Quanto all’esperienza utente, il Material Design di Google polarizza le opinioni: qualcuno lo sposa in base al principio che nulla è più chiaro di una icona usata in mille posti diversi per significare la medesima azione. Altri lo deprecano, arrivando anche a sperare in un ritorno allo skeumorfismo, cioè la rappresentazione di oggetti concreti per aiutare il visitatore attraverso metafore.

Quanto all’interfaccia utente, sembra in costante aumento l’uso di piccole animazioni per guidare l’attenzione del visitatore nel punto della pagina dove vogliamo che interagisca, e l’uso di animazioni più importanti per dare un feedback immediato al suo clic, specialmente se in risposta sarà necessario caricare un’altra pagina. L’esempio più citato è il sito di Stripe.

Il mondo tra due poli

Nel mio piccolo mi pare che, mode a parte, la vita professionale sia sempre divisa tra due poli estremi. Da una parte, il caso in cui il direttore marketing (che capisce tipicamente ben poco di web) ti impone scelte bislacche tipo voglio il logo due volte più grande, e una volta che l’hai soddisfatto ti ritrovi a posto per tre anni o sinché non lo rimpiazzano. Dall’altra, la filosofia siam qui a vendere sarchiaponi, in cui il tuo commercio elettronico viene continuamente ritoccato e rivoluzionato alla ricerca (spesso a tentoni) della visualizzazione che vende due sarchiaponi in più alla settimana.

Così va il mondo. Anche nel 2017.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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