E ora pronti a un grande autunno

La torrida estate open

di

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08

set

2016

Venticinque anni di pinguini, dualismi tra suite di produttività e l’avanzata del software libero nella pubblica amministrazione USA.

Sembra la classica frase di circostanza, ma in effetti questa è stata un’estate caldissima per il software libero e le notizie gustose circolate in rete nelle settimane di pausa della nostra testata non sono poche.

Si parte dalle celebrazioni per il venticinquesimo compleanno del kernel Linux (caduto lo scorso 25 agosto) e dalle considerazioni fatte dai vari esperti su questo primo quarto di secolo del Pinguino, tra cui invitiamo a leggere in particolare l’intervista rilasciata da Linux Torvalds in persona in occasione della LinuxCon di Toronto.

Si passa per la meno allegra notizia della possibile chiusura di OpenOffice (il fratello meno fortunato di LibreOffice e ora chiamato più propriamente Apache OpenOffice), fatta presagire da una discussione avviata nelle scorse settimane sulla mailing list ufficiale. Il problema sarebbe il basso interesse da parte della community degli sviluppatori (probabilmente più attratti da LibreOffice) e quindi conseguente poca sostenibilità del progetto.

Ma certo la notizia più di impatto per gli appassionati del software libero è quella circolata nella prima metà di agosto in merito al rilascio da parte della Casa Bianca di nuove policy per l’utilizzo e il rilascio di software open source da parte degli enti federali. Il comunicato, datato 8 agosto e firmato da Tony Scott (U.S. Chief Information Officer), è intitolato emblematicamente The people’s code, il codice del popolo. Vi si legge:

Rendendo disponibile il codice sorgente per la condivisione e il riutilizzo tra le agenzie federali, possiamo evitare di duplicare gli acquisti di software personalizzato e promuovere l’innovazione e la collaborazione tra le agenzie stesse. Aprendo maggiormente il nostro codice alle menti più brillanti presenti fuori e dentro l’apparato governativo, possiamo consentire loro di lavorare insieme per garantire che il codice sia affidabile ed efficace nel raggiungimento degli obiettivi nazionali.

Con l’emissione delle nuove policy (di cui potete leggere una sintesi in italiano su TechEconomy), il governo USA conferma quindi la sua linea, abbastanza chiara già dalla dichiarazione espressa a marzo dallo stesso Obama. Tra l’altro, non finisce qui; ora si attende lo step successivo, cioè il lancio del grande repository Code.gov che dovrebbe essere completato entro l’inizio di novembre.

Non resta che prepararsi all’autunno. La carne al fuoco è tanta.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribution – Share Alike 4.0.




Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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