Rodaggio finito, Microsoft accelera

Buon anniversario Windows 10

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02

set

2016

In agosto sembra che l’Italia si fermi. Apogeonline ripropone i pezzi più letti nel corso dell’anno e tutti si cerca un po’ di relax.

Tuttavia le cose nel mondo IT non si sono fermate come accade nel bel Paese. A Seattle infatti non solo fervevano i preparativi per festeggiare il primo anno del loro sistema operativo più ambizioso, non solo ci ricordavano (per molti un po’ insistentemente) che dopo il 29 agosto l’upgrade a Windows 10 sarebbe diventato a pagamento, ma tutto era pronto per rilasciare il primo corposo aggiornamento di Windows 10 seguendo la nuova tendenza di andare verso un Windows as a Service.

Così il 4 agosto ci ha portato Anniversary Update per PC, seguita a poche settimane di distanza dalla versione mobile e, tra pochissimo, da quella per Xbox. Manca solo l’uscita di Windows Server 2016 e la famiglia sarà completa, con il camaleontico Windows in grado di spaziare dal piccolo device per la Internet of Things fino al grande server dipartimentale.

Come è andato quest’anno

È ancora presto per dirlo, perché Windows 10 è stato un successo ma non troppo; è stato un passo nella giusta direzione, ma non completo, e ha ricevuto buona accoglienza ma non delle standing ovation.

Andiamo con ordine. Windows 10, nonostante sia stato il sistema con la più grande beta pubblica della storia, nonostante i milioni di feedback, è uscito un po’ troppo presto. I tempi purtroppo li hanno dettati il mercato e anni di decisioni discutibili su precedenti prodotti non certo entusiasmanti. Le recensioni che hanno seguito la sua uscita erano più o meno concordi:

Il sistema funziona bene, finalmente ha una interfaccia grafica che non sembra progettata da una persona con disturbo bipolare, ma non appare rifinito a sufficienza, è ancora confusionario e un po’ raffazzonato…

I primi due mesi hanno portato una marea di patch e poi il sistema è andato via migliorando. Anche gli aggiornamenti sono diventati meno insistenti e più cadenzati. Sono usciti i primi computer progettati per il nuovo sistema, come Surface Pro 4 e una marea di nuovi trasformabili da parte di Asus, Acer, Dell, HP e altri.

Gli utenti hanno apprezzato anche se moltissimi se ne sono stati con il loro Windows 7, molto restii a migrare. Proprio per questo, Microsoft ha dovuto ridimensionare i suoi piani di raggiungere un miliardo di dispositivi in tre anni.

Sistemi operativi desktop in agosto 2016, fonte Netmarketshare

Windows 10 ha una diffusione buona, ma non ottima. (Fonte: Netmarketshare)

Il mancato raggiungimento degli obiettivi non solo è dovuto al mezzo disastro compiuto con la parte mobile ma anche perché riconquistare la fiducia dei clienti dopo anni di prodotti mediocri e disastri interi come Vista e 8 non è facile.

Altro elemento che ha contribuito a frenare l’entusiasmo è la riluttanza degli sviluppatori a programmare in pompa magna con le nuove librerie Universal Windows Platform. .NET è ancora lì, pure open source, e non molti hanno trovato profittevole convertire i loro programmi per farli funzionare su architetture diverse dal PC.

Buona la seconda

Windows 10 Anniversary Update è quello che avrebbe dovuto essere Windows 10 fin dalla sua prima uscita. Stabile, veloce, adattabile a hardware di ogni tipo, con un rinnovato supporto per la penna dovuto al nuovo Windows Ink, un sottosistema Linux estremamente interessante (dedicheremo un articolo intero a questo subsystem, per certi molto innovativo e di rottura verso il passato) e una interfaccia grafica che guadagna in razionalità e uniformità di design.

L’idea funziona? Pare di sì. Lo testimonia l’enorme quantitativo di sistemi 2-in-1 arrivati sul mercato nell’ultimo anno. Ma anche i dati di IDC confermano che i sistemi tablet sono in calo, siano essi con sistema operativo iOS o Android. Gli unici sistemi che guadagnano quote e che hanno una prospettiva di crescita a due cifre sono i sistemi 2-in-1 con Windows 10.

La concorrenza segue

Ma c’è dell’altro. La principale concorrenza, Apple, continua insistentemente a proporre due linee di prodotto con sistemi operativi differenti, mobile da una parte e desktop dall’altra. Anche Google aveva la stessa filosofia, con Android e Chrome OS dall’altra. Ma il vento pare stia cambiando. Non solo perché sempre più si vede ChromeOS ereditare un layer di compatibilità con le applicazioni Android, ma anche perché è apparso dal nulla un nuovo progetto di BigG. Il suo nome è Fuchsia. Per ora è solo un embrione, ma si tratta di un sistema operativo che, al contrario dei precedenti, non è basato su Linux ma su un microkernel Magenta dove è innestata una personalità Unix. Sembra sarà un sistema unificato che potrà funzionare su una vasta gamma di dispositivi, dai piccoli della Internet of Things fino ai desktop.

L’idea non sembra nuova, eh? Potrebbe essere che con il suo sistema operativo camaleontico Microsoft abbia visto giusto, al punto da essere stata la prima ad arrivare sul mercato.

Sembra che nel prossimo futuro avremo degli sviluppi interessanti.




Andrea Ghirardini (@darkpila) è uno dei precursori della Digital Forensics in Italia. Sistemista multipiattaforma – anche se con una netta preferenza per Unix – con una robusta esperienza in materia di sicurezza informatica, si occupa in particolare di progettare sistemi informativi di classe enterprise. È Chief Technical Officer in BE.iT SA, società svizzera facente parte del gruppo BIG, specializzata nella gestione discreta e sicura di sistemi informativi aziendali. Per Apogeo è autore di Digital Forensics edito nella collana Guida completa.

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