Linux per l'Internet delle cose

Siamo alla frutta

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29

ago

2016

Un’altra scheda da pochi dollari, comprensiva di sistema operativo e Wi-Fi, dal volume di una ciliegia.

Chissà perché nella promozione della raccolta fondi su Kickstarter è stata scelta una ciliegia per paragonare le dimensioni di questa ennesima scheda-computer dedicata al nascente mondo dell’Internet delle Cose.

L’effetto c’è tutto, ma il nome della società di Boston che l’ha prodotta è Onion e ci saremmo aspettati una bella cipollina, magari sottaceto. Comunque sia il gusto è assicurato, in questa nuova realizzazione nella famiglia dei minuscoli computer che sta invadendo il mondo.

Omega 2

Omega 2: economica come una cipolla, piccola come una ciliegia.

Omega 2 è una scheda che costa cinque dollari (nove nell’espansione massima), grande un quarto di Raspberry Pi e un terzo di Arduino Uno, più completa di entrambi. Integra Linux, Wi-Fi e scheda flash di memoria da 16 megabyte, più che sufficienti per renderlo un sistema potente, autonomo e collocabile ovunque.

È programmabile in diversi modi tramite un adattatore collegabile via Usb a un computer qualunque e apposite app immediatamente operative rendono l’impatto assolutamente gradevole e facilitato anche all’utente più abituato alle interfacce grafiche che non alle righe di comando delle finestre di terminale. Le quali però rimangono disponibili se invece si è smanettoni già abituati a Linux. Creare un server Apache collegato al mondo via Wi-Fi è questione di minuti e chi tiene alle proprie abitudini può far girare anche FreeBSD nonché programmare la scheda con il linguaggio preferito (Node, C++, Python, Php…).

La modularità è a dir poco grandiosa: si possono costruire piccoli grattacieli di shield, per chiamarli come siamo abituati dal mondo Arduino, impilati uno sull’altro per ottenere funzioni hardware già belle e pronte che permettono di essere immediatamente operativi in tutti i settori. Esistono espansioni per la connettività 3G e Bluetooth, Ethernet e di controllo tramite una marea di sensori e di attuatori.

OMkit 1

Già pensate le espansioni di Omega 2, per applicazioni di ogni genere.

Le applicazioni nel settore educativo sono incredibili, anche grazie alle app già citate per la programmazione del sistema in una modalità completamente grafica e intuitiva.

È indubbio che i tredici componenti del team di sviluppo di Omega 2 si siano meritati il finanziamento di oltre 672 mila dollari su Kickstarter, che prosegue per eventuali ritardatari con una raccolta su Indiegogo per essere pronti, a novembre 2016, a spedire le schede in tutto il mondo.

Siamo così definitivamente entrati nell’era dell’hardware praticamente regalato, con potenze di elaborazione che superano ampiamente quelle di alcuni personal computer, ma soprattutto in grado di essere distribuiti nei posti più reconditi e impensabili.

Omega 2

La piedinatura dettagliata di Omega 2. C’è tutto, in uno spazio irrisorio.

Da qui al 2020, data che molti osservatori ritengono di svolta in molti settori, di nanoschede saremo probabilmente sommersi. Cipolle o ciliegie, poco importa.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

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